I sindaci di Amaroni, Vallefiorita e Squillace chiedono la continuità del polo sanitario

I sindaci di Amaroni, Luigi Ruggiero, di Vallefiorita Salvatore Megna e di Squillace Pasquale Muccari scendono in campo per garantire la continuità delle prestazioni sanitarie dell’ambulatorio di Chirurgia e Angiologia del Polo territoriale sanitario di Squillace. La paventata chiusura del servizio pende come una spada di Damocle su tutti gli utenti del comprensorio, circa quindicimila abitanti che, dall’oggi al domani, potrebbero ritrovarsi a dover ripercorrere la strada del pellegrinaggio sanitario in altre strutture della provincia.

Questa mattina i tre sindaci, nel corso di un incontro a Squillace, si sono determinati per mettere in campo azioni al fine di scongiurare quella che, per loro, sarebbe l’ inizio della chiusura definitiva di tutti i servizi sanitari. Una decisione che viene fortemente contestata dai tre sindaci i quali chiedono a gran voce alla direzione generale dell’Asp, che fa capo a Giuseppe Perri, il rispetto della turnazione di ottobre con relativa sospensione del provvedimento in questione, al fine di trovare una soluzione definitiva per garantire la continuità assistenziale.

L’ambulatorio di Chirurgia e Angiologia del Polo territoriale sanitario di Squillace solo nel 2016 ha effettuato ben mille prestazioni e quest’anno già a fine agosto ne sono state erogate ottocento. Senza contare che la decisione di sospensione del servizio mette in grande difficoltà la popolazione anziana impossibilitata a raggiungere altre strutture sul territorio. Una vicenda emblematica quella di Squillace che va inquadrata in un contesto più ampio di smobilitazione dei presidi sanitari territoriali, in netto contrasto con i principi della decentralizzazione dei servizi. Non ultima la storia infinita inerente la Casa della salute di Chiaravalle.

Amalia Feroleto

 

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