I test falliti e i guai della scuola


 Già chiamarli “test” è un pessimo esempio da parte di chi di competenza. In buon italiano, le prove di ammissione a Medicina sono andate male una prima e una seconda volta; con speciale difetto di Fisica.

Di fronte alle proteste-suppliche delle Università, il Ministero ha fatto rapidissima giravolta, e dice che bastano due materie con 18, cioè il minimo sindacale. Avremo dunque medici che ignorano la Fisica.

Ragazzi, vi ricordate che ogni anno, alla maturità, la Calabria risulta la prima d’Italia per i CENTO E LODE? Ahahahahahahahahahahahahah! Poi si scopre che i calabri fanciulli sconoscono la Fisica, e in altre materie si arrangiano con 18. Ahahahahahahahah

“Foragabbu”, ragazzi. Se si facessero prove di Italiano, Latino, Greco, Storia… per l’ammissione a Lettere, non so quanti, e certo pochi le passerebbero.

Attenti, prove, non chiacchiere sui presunti “valori della civiltà classica”, prove a colpi di aoristi secondi passivi, lettura metrica di un verso di Lucrezio, notizie serie sulla Divina Commedia, e, tenetevi forte, date delle vicende storiche.

Serve dunque una radicale revisione delle situazione attuale della scuola, soprattutto in Calabria; la scuola, non i progetti sulla legalità e sulla pace, non la giornata di Questo e la giornata di Quello, non le chiacchiere a ruota libera di esperti parenti di qualcuno.

Recentemente la Regione ha nominato una Quinta Commissione che deve interessarsi di cultura e istruzione. Della cultura abbiamo già inutilmente parlato; dell’istruzione, cioè della scuola, vorremmo vedere un immediato e fattivo interessamento; e non politicamente corretto, e scolasticamente corretto, ma sul serio.

Succederà mai?

Intanto, buon Natale.

Ulderico Nisticò