I vecchi e prossimi parlamentari calabresi inutili…

Voteremo, chissà quando, con un pateracchio detto rosatellum, uguale uguale a tutti gli altri –ellum, cioè un modo per favorire i politicanti di professione. Tant’è, e aspettiamo.
La Calabria, però, dovrebbe perdere un bel po’ di deputati e senatori: alleluia. È la prova ufficiale di quello che sappiamo benissimo tutti: lo spopolamento di una terra che, per mezzo secolo, è vissuta di stipendi, e oggi non ha manco quelli.

Perderà, in senso numerico: nei fatti, non ha nulla da perdere, perché nulla ha; e gli attuali dieci senatori e venti deputati non valgono un bel niente. Vediamoli uno per uno:

– Aiello Ferdinando, deputato, SEL: mai sentito nominare;
– Aiello Pietro, senatore, PdL: mai sentito nominare, nemmeno per le vecchie manovre della sanità, grazie a Dio e a Sgura;
– Barbanti Sebastiano, deputato M5S: mai sentito nominare;
– Battaglia Demetrio, deputato, PD: mai sentito nominare;
– Bianchi Dorina, deputato, PdL: mai sentita nominare se non perché è stata iscritta a tutti i partiti possibili e non, e, mentre scrivo, è del PdL, domani, come dice Rossella O Hara, è un altro giorno;
– Bilardi Giovanni, senatore, Grande [ahahah] Sud: mai sentito nominare;
– Bindi Rosy, deputato, PD: mai sentita nominare se non per interviste antimafia segue cena, sempre le stesse: Isola CR, lei non sa manco dove sia; del resto, nata a Sinalunga, è un mistero perché sia eletta in Calabria;
– Bruno Bossio Enza, deputato, PD: mai sentito nominare;
– Bruno Franco, deputato, CD: mai sentito nominare;
– Caridi Antonio, senatore, PdL: mai sentito nominare;
– Censore Bruno, deputato, PD: sentito nominare solo perché boicotta la Trasversale delle Serre;
– Covello Stefania, deputato, PD: mai sentita nominare;
– D’Ascola Nico, senatore, PdL: mai sentito nominare;
– D’Attore Alfredo, deputato, PD: mai sentito nominare;
– Dieni Federica, deputato, M5S: mai sentita nominare;
– Galati Giuseppe, deputato, PdL: mai sentito nominare;
– Gentile Antonio, senatore, PdL: mai sentito nominare se non per manovrette cosentine e regionali;
– Lo Moro Doris, senatrice, PD: mai sentita nominare, come del resto fu in qualità di sindaco e assessore regionale;
– Magorno Ernesto, deputato, PD: sentito spessissimo nominare perché tanti del PD non lo vogliono tra i piedi, e si chiedono come mai sia il segretario;
– Molinari Francesco, senatore, M5S: mai sentito nominare;
– Morra Nicola, senatore, M5S: mai sentito nominare;
– Nesci Dalila, deputato, M5S: ogni due o tre mesi dice qualcosa;
– Oliverio Nicodemo, deputato, PD: mai sentito nominare;
– Parentela Paolo, deputato M5S: almeno è venuto a qualche riunione per la Trasversale;
– Santelli Jole, deputato, PdL: mai sentita nominare se non per faccenducole cosentine;
– Scilipoti Domenico, senatore, PdL: mai sentito nominare se non per battute irridenti;
– Scopelliti Rosanna, deputato, PdL: mai sentita nominare;
– Stumpo Nico, deputato, PD: mai sentito nominare;
– a parte, Cesa Roberto, deputato UDC, è stato sostituito da Occhiuto Roberto, poi passato al PdL: comunque, entrambi mai sentiti nominare.

Ora, tutti quelli che ho elencati, vediamo se mi smentiscono con qualche notizia, qualche dato, qualche dimostrazione di non aver rubato lo stipendio!
Resta Minniti Marco, che ha tentato persino di fare qualcosa per la Calabria; e, se non altro, ha mandato le navi a bloccare le coste libiche; non so se ora ha cambiato idea, e spero sia solo un giochino. Comunque è l’unico che si sente nominare.

Come si vede, una classe politica di infimo valore umano e priva di ogni spessore; ognuno potentissimo al suo paesello, poco noto già a Catanzaro, del tutto zero a Roma. Molti di loro avrebbero serie difficoltà a tenere un discorso senza scivolare nel dialetto o nel sostrato dialettale.
Contano ancora meno di quelli che una volta “portavano soldi”, e li distribuivano a pioggia, a caso. Uno qualsiasi dei su elencati non si farebbe prendere sul serio dall’ultimo degli uscieri delle camere.

Con il rosatellum? Lo stesso, con vari meccanismi interni ai partiti e alle consorterie. E che farà la popolazione, l’elettorato? Andrà a votare. Soprattutto in questa misera Calabria, dove non esiste alcun meccanismo di selezione della classe dirigente, nessun esame di attivismo, istruzione (cultura? ahahahahah), preparazione politica, serietà… niente, candidature ed elezioni.
Andrò a votare anch’io, e mi troverò di fronte a scelte prestampate. Posso anche annullare la scheda, ma è come votare; strapparla, no, che mi arrestano. Posso mettere un segno sopra un nome o un simbolo? Boh, secondo come mi sveglio quella mattina. Comunque, sarà la mia sola partecipazione alla campagna elettorale. E se ve lo dico io che mangio pane e politica almeno dall’età di anni cinque, e ho fatto il 68, e sono stato componente del Comitato Centrale del MSI, eccetera; figuratevi i pinchipalli qualsiasi. Che però voteranno, eccome: a caso, per il vicino, per una promessa, per non far vincere gli altri…
Intanto la Calabria è l’ultima d’Europa, e tutti i suddetti parlamentari, non dico non fanno niente, dico che manco lo sanno.

Ulderico Nisticò

 

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