Iconoclasti e abbattimento di statue

  Ne hanno fatto le spese alcune statue di Cristoforo Colombo, e anche di Churchill e vari altri dal passato più o meno razzista. Di questo passo, vieteranno le poesie del Petrarca in quanto dedicate a Laura dai capelli biondi?

 Altri tempi, quando gli USA entrarono nella Seconda guerra mondiale, e avevano un carro Grant, intitolato al comandante del Nord, poi presidente; pessima macchina, venne sostituita con l’ottimo Sherman, altro generale del Nord; ma schieravano anche un carro Lee, in onore del comandante dei Confederati del Sud. Ogni americano sa bene che la Guerra di secessione 1861-5 fu occasionata dalla questione degli schiavi neri, ma aveva ben più profonde cause: l’autonomia o meno dei singoli Stati (federazione o confederazione); l’espansione verso il West, dopo la conquista di immensi territori, fino alla California, da poco tolti al Messico. Il Nord vincitore liberò gli schiavi, ma senza minimamente poi preoccuparsene, e mettendo sulle strade masse di persone prive di lavoro e identità sociale, destinate a costituire un sottoproletariato che dura tuttora. E che, ogni tanto, abbatte Cristoforo Colombo senza avere la benché minima idea di chi fosse. Al contrario, molti afroamericani, discendenti di schiavi, si sono perfettamente integrati.

 Attenzione, ho un mucchio di motivi per cui andrebbe cancellata, secondo gli ugualitari e pacifisti e femministi e antirazzisti eccetera, la Divina Commedia: ovviamente, li tengo per me solo, non intendendo dare una mano al nemico: tutt’altro. E anche i Promessi Sposi: via, è insopportabile che i personaggi siano tutti di Milano, al massimo di Lecco e di Como, senza nemmeno non dico un extracomunitario, ma un piemontese o un napoletano!

 Come a storico dilettante, però, mi vengono a mente decine e decine di casi di ricostruzione della storia secoli dopo. A proposito di Napoli, via Toledo, illustre viceré, venne ribattezzata via Roma, anche se gli indigeni se ne impipano, e continuano a dire “Tulede”. E anche la toponomastica di Soverato, negli anni 1980, venne intitolata ai più ignoti e immeritevoli Pinchipallini della Prima repubblica. Valli a togliere, ora!

 I tempi di Olimpia vennero buttati giù dagli imperatori cristiani; mentre Notre Dame stava per essere demolita per delibera comunale e a cura di una ditta specializzata (e al suo posto avrebbero costruito, credo, una chiesa scatoletta, tipo quelle postconciliari dei nostri paesi: orrore!); se non che scoppiò la rivoluzione, che, impegnata a tagliare teste, rinunciò ad impresa e spesa. Questa avvenne, sempre a cura di una ditta, per la Bastiglia: ma tutti credono davvero che l’abbia distrutta il popolo; come, secondo il Carducci, sarebbe stata insurrezionalmente rasa al suolo la Rocca Paolina di Perugia, che invece è ancora lì quasi intatta dal XVI secolo, tranne che ci passa la scala mobile per il centro. Insomma, spesso la storia viene raccontata dai posteri con la loro mentalità, e quindi in modo profondamente sbagliato: ragazzi, Giulietta di Shakespeare non ha ancora 14 anni, quindi Romeo è un osceno pedofilo? E vedrete che presto qualche professore pacifista e pacioso tradurrà il “De bello Gallico” con “Quant’è bella la Gallia”, e spaccerà Cesare per guida turistica. Scherzo? Già nei Licei hanno abolito l’Iliade e fanno solo l’Odissea in quanto, secondo loro, pacifica: sconoscendo che, alla fine, Ulisse fa più morti di Achille in quella giornata in cui era particolarmente adirato.

 E già. Se noi dalla letteratura togliamo il 49%, le guerre, e l’altro 49, gli amori folli e sbagliati (e le guerre per amori sbagliati), rimane solo la Vispa Teresa. Però, in privato, chi vuole, gli/le recito le due versioni goliardiche; quindi manco quella resta.

 Il mio timore è che gli ugualitaristi non vogliano abbattere Colombo o bruciare la Commedia – ripeto, ignorano l’una e l’altro – ma brucino e abbattano qualunque cosa non sia, ai loro occhi, il più piatto buonismo, o un testo non esattamente piagnisteo, o un scultura o un quadro o una tragedia… tutto ciò che non sia mangiare e dormire… e basta: se aggiungo la terza cosa, vengo subito accusato di un delitto terribile: il sessismo.

 Secondo me, è ora di difendere la civiltà, quella vera ed eredità dei millenni; da quando, leggiamo nella Bibbia, questa venne creata dai figli e nipoti e pronipoti di Caino; essendo il mite Abele morto senza discendenti: e si vede! E chi sono i nemici? I nostalgici dell’Eden, dei tempi di non-storia, non-arte, non-poesia, non-teatro, non-odio, non-amore, non-fantasia, non-angoscia, e quando nessuno pigliava tre scassatissime caravelle e varcava l’Oceano seguendo l’antico ammonimento di Platone: “Bello è il pericolo”; e sentendo “en-teos-iasmos”: un dio dentro di sé.

 E alla svelta, prima che una legge vieti di pensarlo, e arrivi a casa la psicopolizia. Non sarebbe una novità: durante la suddetta rivoluzione francese, la “legge dei sospetti” consentiva di tagliare la capoccia a chiunque non andasse a genio a Robespierre secondo come si svegliava: un giorno i cattolici e un giorno gli atei, un giorno i comunisti e un giorno i proprietari… poi, ovviamente, sotto Madama finì anche lui.

Ulderico Nisticò