La protezione dell’identità digitale è il passo fondamentale se vogliamo navigare sulla rete sia per attività di lavoro che per quelle strettamente personali come le registrazioni a siti internet o per scaricare le varie applicazioni. Ci sono dei passi da compiere per non avere brutte sorprese. Vediamo in tal senso quali sono le pratiche in Italia per non cadere nella trappola di furti di identità, spam o anche phishing.
Garantire la privacy e la riservatezza su dati sensibili e non solo
Nessuno al giorno d’oggi si può dire “estraneo” al qualsiasi discorso che si rifà al digitale. Guardate bene il cellulare dal quale probabilmente state leggendo queste righe. Che si tratti proprio dello smartphone fino all’intelligenza artificiale ognuno di noi in maniera diretta o indiretta si confronta con l’evoluzione della tecnologia. Questo però significa poter esporre i propri dati, spesso sensibili, allo spazio infinito della rete e questo non garantisce la privacy e la riservatezza di tutto ciò che è strettamente personale. Uno degli aspetti da tenere principalmente sotto controllo è l’identità digitale.
In Italia l’attenzione contro questi pericoli è sempre alta
Avete mai pensato che il primo passo da compiere sia quello di proteggere il proprio indirizzo principale? Questo al fine di non cadere nella trappola del phishing, dello spam o peggio dei sempre più frequenti furti di identità. Ci sono diverse modalità in Italia per poter proteggersi da tutti questi pericoli. Da noi gli attacchi crescono e di certo non ci si può dire al riparo: i modi di diffusione di virus o violazione della privacy sono molti, eterogenei e le aziende corrono ai ripari. Come? Figure e strumenti altamente professionali per garantire la giusta security e privacy. Tra i vari aspetti da tenere sotto controllo la topologia dell’attacco, il target e la finalità.
Il primo passo è quello della protezione della casella di posta elettronica
Non si deve pensare a strategie o modi lontani da noi. Si può (si deve) cominciare con la protezione della nostra mail personale che ormai abbiamo praticamente tutti, per questioni di lavoro o anche per le varie richieste di registrazioni a siti, app o programmi. Molti sono quelli, ad esempio, che ricorrono ad una email temporanea che inoltrerà la posta elettronica alla casella originaria. Una modalità da utilizzare per i portali poco affidabili. Proteggere le password si può anche con l’autenticazione a 2 fattori (2FA) per mail o account primari: le password dovranno essere complesse e uniche, meglio se alfanumeriche (avete mai fatto caso vi viene suggerita una password lunga e praticamente impossibile da ricordare a memoria?).
VPN, browser anti-tracciamento e aggiornamento frequente dei vari software
In Italia, inoltre, si può anche ricorrere all’utilizzo delle VPN, Rete Privata Virtuale, che nasconde il vero indirizzo IP e i dati, senza permettere a entità terze nessun tracciamento. Gli addetti ai lavori consigliano anche il continuo aggiornamento dei software, la cancellazione dei cookie e l’utilizzo di browser anti-tracciamento insieme a motori di ricerca che evitano di memorizzare la cronologia. Ecco allora alcuni tra i metodi più ricercati e affidabili per una maggiore protezione dell’identità digitale.