Idonei Navigator: “Ritornare alla vecchia quota di 6000!”

Si è svolta, nelle scorse settimane, a Roma, la seconda parte delle prove concorsuali per selezionare i Navigator, coloro i quali avranno il fondamentale compito di indirizzare al mercato del lavoro quanti idonei a percepire il reddito di cittadinanza. Una misura, questa, che, com’è noto, rappresenta il perno di quanto messo in campo dal Governo, nel quadro del più complessivo “svecchiamento” in atto delle politiche attive del lavoro del nostro Paese.

Alle prove concorsuali indette da ANPAL hanno partecipato in migliaia da tutta Italia e, alla pubblicazione delle graduatorie, oltre a quella dei vincitori, è stata redatta anche una lista di “idonei”, persone che, pur avendo superato la soglia di sbarramento minima prevista, non potranno, allo stato, essere contrattualizzate, né formate, in virtù del limitato numero di posti disponibili.

Eppure, a conferma della centralità della mansione che i Navigator andranno di qui a breve a svolgere, erano state inizialmente previste, dal ministro Di Maio, il doppio delle posizioni (circa 6000) poi ridotte a poco meno di 3000 unità nell’ambito degli accordi Stato-Regioni. A seguito del quale, peraltro, risultano essere state assicurate dotazioni finanziarie che consentiranno, nei prossimi mesi, alle Regioni, di bandire concorsi per l’assunzione di personale nei Centri per l’impiego.

In tale quadro e anche a seguito del recente Decreto Crescita la platea degli aventi diritto il Reddito di Cittadinanza sarà, a breve, ulteriormente allargata, con conseguente, significativo, aggravio per i Navigator che, stando alle recenti stime ministeriali, si troveranno sin da ora a gestire, singolarmente, circa 300 “casi”.

Risulta, dunque, evidente la necessità di rivedere al rialzo, nell’ambito dei singoli accordi con le Regioni, il numero di Navigator per provincia, rivalutando almeno l’iniziale previsione di 6000 addetti, e dunque di procedere alla formazione e contrattualizzazione degli “idonei”. Il concreto rischio, infatti, è che i futuri dipendenti dei centri per l’impiego, assunti con determinate mansioni , si troveranno, di fatto, a dover fronteggiare anche la “questione” relativa ai beneficiari di Reddito di Cittadinanza, di competenza, appunto, di altra specifica figura professionale: i Navigator.

L’auspicio, pertanto, è quello di un segnale forte e quanto mai opportuno: ritornare all’iniziale numero previsto di Navigator al fine di perseguire, nel miglior modo possibile, il più complessivo rilancio delle politiche attive del lavoro del nostro Paese, a partire, non certo casualmente, dall’assunzione di quanti risultati idonei allo specifico concorso per Navigator.

Considerazioni, queste già esposte, purtroppo invano, attraverso canali istituzionali ufficiali, non solo ministeriali, al fine di avere risposte circa il futuro di ben 3000 “idonei” che, con forza, chiedono non solo lo scorrimento della graduatoria in caso di rinunce (già previsto dal bando) ma anche di estendere la platea di quanti opereranno, di qui a breve, nel difficile e complesso mondo delle politiche attive del lavoro previste per il “Reddito di Cittadinanza”.
Così è stato fatto, tra l’altro, nell’ambito dei concorsi INPS e Assistenti Giudiziari e quindi, perché non dare questa possibilità anche ai Navigator Idonei?