Il 26 e 27 dicembre a Gasperina il Presepe Vivente

C’è una Calabria che vuole vivere, uno dei tanti pezzi che compongono il mosaico di tradizione e storia di questa terra meravigliosa. Una Calabria che continua a vivere anche se le epoche si accavallano nel tempo e ciò che è stato sbiadisce, come diapositive in bianco e nero depositate sul fondo di un vecchio cassone in soffitta, scattate secoli fa.
C’è una Calabria appesa ai fili della dimenticanza, che di passato conserva poco e c’è una Calabria che invece vive proprio in funzione del bisogno di riscoprirsi.
Diciotto anni fa nasceva a Gasperina l’associazione culturale Il Sotterraneo e di lavoro per restaurare la memoria i suoi soci ne hanno fatto: mostre riguardanti gli antichi mestieri, dai contadini ai frantoi, reintegrazione delle pietanze, identificazione dei costumi e delle musiche calabresi, festival d’arte e vita, per dimostrare che in fondo, sotto sotto, c’è una Calabria che ha dato quanto di più bello possedesse ai suoi figli, che da umile madre ha offerto alla propria progenie un bagaglio infinito di genuinità e bellezza, tutta da conservare.
I volontari dell’associazione Il Sotterraneo negli anni hanno realizzato eventi di portata regionale e nazionale, l’ultimo grande successo risale a due mesi fa quando insieme al CAT di Catanzaro hanno trasportato letteralmente costumi e tradizioni a Paestum (SA) per partecipare a un concorso internazionale di Hair Style e vincendo il premio per la migliore coreografia. Diciamocelo, sembrerebbe da pazzi vestirsi da pacchiana e salire su un palco di fronte a centinaia di persone, molte delle quali straniere, cantare in dialetto gasperinese e suonare melodie rivisitare in chiave etnica, in un contesto di modernità ed evoluzione, è da pazzi forse per chi se ne sta ben lontano da determinati ambiti per comprenderli a pieno. Sta di fatto allora che fuori di testa erano anche i giudici del concorso (Giappone, Germania, Russia, ecc) che appena iniziato lo spettacolo del gruppo folk I Tarantuli si sono precipitati a fare video e foto, a battere le mani, qualcuno anche a imitare goffamente la tarantella tra i seggiolini del teatro Ariston. In un evento dove il moderno si mischia al trash, la tarantella è stata una grande scommessa, vinta da chi crede da quasi due decenni che la Calabria che vive entusiasma chiunque venga contagiato dal proprio folclore.

Punta di diamante del gruppo capitanato da Gianni Lupica è “Le figure umane nell’umile tema del presepe”, ovvero il presepe vivente che ogni 26-27 dicembre si svolge nelle vie antiche del borgo gasperinese. Una manifestazione che nell’edizione 2015 ha contato più di cinquemila presenze in soli due giorni. La particolare elaborazione del presepe racconta la storia del Natale seguendo i passi presenti nella Bibbia.
La sedicesima edizione non poteva essere da meno e, da settembre, i volontari stanno lavorando per realizzare scenografie e sceneggiature, perché non si tratta di un presepe vivente qualsiasi ma di una raffigurazione vera e propria degli avvenimenti riportati a noi dalle sacre scritture, recitate e impersonate da 180 figuranti. E se proprio vogliamo dirla tutta il percorso è lungo circa un chilometro, quindi di lavoro per rendere Via C. Manni, Via Trieste, Via Roma e Via Trento ce n’è e ce n’è stato. Il tragitto prevede archi di pietra e antichi strumenti ricostruiti fedelmente dalle mani del presidente Lupica, dall’artista Francesco Agresta e dai giovani scultori e pittori improvvisatasi tali per riuscire nell’evento.
“Le figure umane nell’umile tema del presepe” è un viaggio nel tempo e nello spazio, oltrepassata la soglia d’ingresso al percorso si entra in un mondo antico, mistico e tangibile grazie agli ambienti delineati sulle righe di un passato avvenuto duemila anni fa. È come essere lì, a Betlemme, la notte della nascita di Cristo. Si può notare la povera vita delle genti di quel tempo e l’arroganza, la paura, di Erode e dei suoi uomini.
Sicuramente uno degli appuntamenti più interessanti nel periodo festivo di fine anno, che aspetta di essere gustato non solo con la mente, ma anche con le papille gustative, infatti lungo il chilometro di presepe si potranno degustare pietanze tipiche gasperinesi e calabresi, la ricotta e i formaggi, le zeppole e i dolci, e si sa che a Gasperina c’è soprattutto buono il vino, disponibile nell’osteria di via Trento. Insomma l’enfasi da teatro, l’accoglienza e la spiritualità, il tutto in un unico grande evento.
L’Associazione Il Sotterraneo vi aspetta per vivere insieme l’emozionante presepe vivente il 26 e 27 dicembre a partire dalle 17:30 a Gasperina, di fronte al palazzo comunale in via Santa Maria.

Salvatore Riillo

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