Il congressino di Vienna senza Vienna, e la viennetta


G. Bretagna, Francia e Germania sono convinte di essere al Congresso di Vienna… del 1815… DUECENTODIECI ANNI FA! E invece non se le fila nessuno. Fa benissimo l’Italia a lasciarli cuocere nel loro brodino.

Nel 1815, il Congresso si tenne a Vienna. Tra i risultati, la dichiarazione ufficiale di Grandi Potenze per Gran Bretagna, Francia, Prussia, Austria, Russia; che conferiva loro diritti e doveri di intromissione anche armata. Venne costituita una Santa Alleanza, da cui però si tennero lontanissime sia la Gran Bretagna sia lo Stato della Chiesa.

Oggi l’Austria è un piccolo Stato neutrale; la Prussia divenne, nel 1871, Impero Federale di Germania, e oggi Prussia è “una parola da cartine storiche”. Un’Italia non c’era. I re Savoia e Borbone e i principi regnanti di Parma, Modena, Lucca, Toscana si ritennero beneficati di essere riportati sui troni (“restaurati”) o comunque sistemati.

Nel 1814 avevano sistemato anche Napoleone come “imperatore” dell’Elba, ma fece il colpo di testa che lo condusse a Waterloo e a Sant’Elena. L’unico che provò a fare qualcosa fu Murat, ancora re di Napoli, che inviò a Vienna, suo delegato, Carlo Filangieri; provò poi la guerra, e venne sconfitto a Tolentino.

Il sistema di Vienna funzionò fino al 1849; per essere turbato e radicalmente modificato dalla guerra francopiemontese contro l’Austria del 1859, e dalle annessioni di Milano, Parma, Modena, Toscana, Bologna, Romagna, poi Marche e Umbria e Sicilia e Napoli, e Regno d’Italia 1861; e con la guerra del 1866 della Prussia contro la Germania; e del 1870-1 contro la Francia, che diede vita al Reich federale.

L’Italia, sia pure faticosamente, entrò tra le Grandi Potenze. Tale situazione durò fino al 1943 per l’Italia e fino al 1945 per la Germania, entrambe occupate da Angloamericani e da questi e Sovietici la Germania.

Dal 1945, ne è passata acqua sotto i ponti del Danubio! Nel 2025, le Grandi Potenze effettuali sono Stati Uniti, Russia (Unione Sovietica è parola “da cartine storiche”), Cina; ma vogliono dire la loro anche Giappone, Brasile, India… l’Europa (dis)Unita non ha una voce unica, anzi non ha una voce; e il potere (potere??? ahahahahahah) è in mano a burocrati spuntati da chi sa dove: quelli dei tappi di bottiglia!

Ogni tanto Gran Bretagna, Francia, Germania si scordano di essere nel 2025, e ragionano come fossero nel 1815, invece di essere, come sono, granci impotenze.

Ripeto che l’Italia fa benissimo a lasciar giocare i tre al congressino della viennetta, e Macron al piccolo Talleyrand, senza perdere tempo con riunioni e telefonate inutili e che non fanno manco confusione: giusto un accenno sui giornali.

Ora dovrei parlarvi di Talleyrand anche nella veste di principe sovrano di Benevento; ma forse un’altra volta.

Ulderico Nisticò