Corso Umberto non si cancella: una eventuale decisione a danno della identità di Soverato, sarà impugnata in ogni luogo preposto dall’Ordinamento!
La petizione, i sondaggi, confermano la volontà della Città di non toccare Corso Umberto, Sindaco e Maggioranza inizino ad accettare che non siamo pupazzi in mano a burattinai.
Che termine questo strumentalizzare ogni cosa, Falcone e Borsellino? Si faccia una Piazza, si dedichi un luogo di riflessione, non il Nostro Corso già economicamente distrutto da decisioni arbitrarie.
Ho sentito il Presidente del Consiglio per invitarlo a ragionare in maniera aperta e costruttiva sul gravissimo iter che si intende avviare con una Delibera di Consiglio Comunale, sulla quale la stessa Minoranza è venuta a conoscenza solo con la Convocazione in Consiglio.
Ho chiesto il ritiro immediato del Punto all’ordine del Giorno, perché una proposta così degenere non deve neppure entrare in Consiglio, ma non sembra che la Maggioranza abbia alcuna intenzione di fare dietro front.
Nessun atto propedeutico, nessun confronto precedente, e se non si informano neppure tre Consiglieri come possiamo pensare che la Città tutta venga considerata? La risposta è semplice, conseguenziale: LA CITTÀ E LA SUA VOLONTÀ NON VIENE MAI CONSIDERATA, e questa non è l’unica occasione.
La proposta di Delibera è VERGOGNOSA!
Abbiamo esaminato attentamente la delibera con cui l’Amministrazione comunale intende cambiare il nome di Corso Umberto per intitolarlo ai giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.
Sia chiaro: la memoria di Falcone e Borsellino è patrimonio dell’intera Nazione. Il loro sacrificio non si discute e non si strumentalizza. Proprio per questo meriterebbe scelte condivise, inclusive, partecipate.
La delibera richiama correttamente il valore morale dei due magistrati, ma non contiene una sola motivazione concreta sul perché debba essere cancellato proprio il nome storico del corso principale di Soverato. Non vi è alcuna valutazione comparativa con altre aree cittadine, nessuna analisi dell’impatto sui residenti e sulle attività commerciali, nessun percorso di consultazione pubblica.
Si parla di memoria, ma si dimentica la storia della città.
Corso Umberto non è una strada qualsiasi. È il cuore identitario di Soverato, il luogo simbolico che rappresenta generazioni di cittadini. Le nostre prime immagini storiche sono di Corso Umberto. Cambiarne il nome senza ascoltare la comunità significa esercitare un potere autoreferenziale, non rappresentativo.
È grave che una decisione di tale portata venga portata avanti senza coinvolgere i cittadini. È grave che si acceleri l’iter per ragioni celebrative senza aver prima costruito un consenso civico. Si corre per gli Anniversari del 2026, in un’ottica sterile, di autoreferenza, volta solo a « pubblicità politica » verso le prossime elezioni.
La memoria delle vittime della mafia unisce e non si usa per incensarsi. Le imposizioni dividono.
Onorare Falcone e Borsellino non significa cancellare l’identità di Soverato. Significa aggiungere, non sottrarre. Significa costruire luoghi condivisi, non sostituire simboli storici senza confronto.
Per queste ragioni esprimo ferma contrarietà alla proposta e ho chiesto, a nome di tutta la Minoranza e a tutela della storia della Città di Soverato che l’iter venga immediatamente sospeso, per consentire un reale coinvolgimento della cittadinanza.
La storia non si cancella per celebrare la memoria.
La memoria si costruisce aggiungendo, non sottraendo.
La storia di una città non appartiene a dodici voti. Appartiene al suo popolo!
E per questa ragione, abbiamo pronta una nota per il Prefetto di Catanzaro, in cui rappresentiamo la gravità della circostanza, in quanto fra tutte le motivazioni a sostegno della nostra contrarietà, la delibera non valuta niente di quanto la normativa imponga , né considera alcuna conseguenza su residenti e attività.
Possiamo lasciar correre tutto ciò che subiamo da questa Maggioranza bulgara, ed è evidente il degrado della Città causato da un Governo inutile e autoreferenziale, ma questa non passa, non faremo mezzo passo indietro, a costo di costruire barricate di ricorsi!
E Corso Umberto non si tocca.
Azzurra Ranieri