Il Crotone è in B, eccetera

 La Calabria non manca mai di consolarci con liete notizie: il Crotone scende in B. E anche tutto il resto della Calabria, non funziona, se siamo costretti ad esaltare come fatto eroico che il centro vaccini di Catanzaro Lido funzioni, cosa che dovrebbe essere normale; però gli altri centri annaspano nel disordine. La Calabria è ultima per vaccini; la Calabria è ultima d’Europa per l’occupazione… eccetera.

 Attenzione, sto dicendo la Calabria, non la Regione Calabria soltanto; questa, dal 1970 senza alcuna eccezione fece e fa pena; ma la Regione non viene dalla Luna, non ce l’hanno mandata i nemici: viene dalla Calabria, è composta di politicanti calabresi e di passacarte calabresi; e i politicanti calabresi sono eletti da votanti calabresi.

 Ciò sia detto per tappare preventivamente la bocca a quanti già mi pare di sentirlo: la colpa è dei Romani, degli Spagnoli, dei Borbone, di Garibaldi… secondo l’unico libro che hanno mai letto – prestato – in vita loro. E invece la colpa è tutta e solo e genuinamente nostra.

 Secondo me, è un fatto antropologico. Se un centro vaccini mi manda a chiamare per le ore 09.30, e io mi presento “verso le nove”, o, ve lo dico con idiotismo ben noto “ni vidimu chiù tardu”, quindi arrivo quando mi pare, e intanto anche il medico delle 09.30 si presenta quando gli pare, ecco che il disordine genera disordine. Se un sindaco riceve il progetto di una strada, e il suo primo, anzi unico pensiero è una variante a favore della merceria della cugina; se il dotto di paese non vuole la strada in nome di una POLIS greca… insomma, il difetto inizia dal basso, poi sale fino a deputati e senatori; e non il contrario, e non è vero che i politici sono cattivi e la popolazione è buona.

 È un fatto culturale. La Calabria è zeppa di laureati e scolarizzati in genere, che però, per esplicito ordine della madre (“nommu u professuri ti pijjia supr’occhiu”: si accorga che esisti, o t’interroga), si sono “preparati”, participio passivo, molto passivo; cioè hanno studiato q. b. per il pezzo di carta, senza mai dubitare che, come spesso accade sui libri, stessero assimilando sciocchezze. Dio remuneri don Voci, don Pacifico, don Vecchi, don Leo, don Mariani… i quali mi insegnarono, prima di tutto, che il libro dice una cosa, ma non per questo è vera, anzi… ; e che, in II Media, avevano ragione sia i Greci sia i Troiani, e non c’era soluzione! Lo stesso per la Prima e per la Seconda guerra mondiale, ovvio. Ecco come la scuola educa e forma cervelli maturi; e invece non educano ma corrompono, i diplomifici con speranza di posto fisso tramite parente di partito o loggia o cosca; parente che non vuole assolutamente gente che pensi, ma il contrario. Chi pensa, in Calabria, dà fastidio. I risultati sono il Crotone in B; e i vaccini in serie Zeta; e l’economia a rotoli…

 Intanto la cultura ufficiale – tre università e varie altre sparse; e famosissimi scrittori etc. – tace come un disco fatto a pezzettini, tranne che non debba sparare qualche inoffensiva raffica di retorica buonista e lacrimosa. Non un professorone deputato che dica una mezza parola; non un poeta, un filosofo… nessuno che proponga qualcosa di serio, di fattibile, di concreto, di immediato.

 L’aspetto più triste e buffo è che stamani, quando queste mie povere righe usciranno, incontrerò più d’uno con “Ti ho letto, e sono d’accordo con te non al cento per cento, ma al mille per mille… anzi io queste cose le ho dette molto prima di te… ”; intanto si fa l’ora di pranzo, ed è anche domenica.

Ulderico Nisticò