​Il doppio scippo alla sanità di Vibo: fondi, nuovi ospedali e l’assenza della politica


Premetto che non milito da anni in alcun partito politico ma continuo a seguire le vicende politiche locali, regionali e nazionali con la passione politica di un tempo, anche se un po’ scemata.

Il dibattito politico e le manifestazioni di questi giorni sulla sanità mi hanno spinto a delle considerazioni basate su dati e numeri, estrapolati dalle varie relazioni e documentazioni regionali e sindacali, e non su parole spesso demagogiche che incidono ed hanno inciso poco sulla realtà e sulle condizioni in cui versa la sanità vibonese, che dovrebbe interessare tutti noi indipendentemente dalla nostra appartenenza.

Questo non significa declinare la mia analisi in chiave partitica, ma basarla esclusivamente sulla verifica dei dati oggettivi che definiscono la realtà della sanità vibonese.

La sanità di Vibo Valentia è vittima di una doppia e storica penalizzazione, schiacciata tra il sotto finanziamento regionale e l’inerzia dei suoi rappresentanti istituzionali.

Contrariamente alla narrazione ufficiale, che la pone tra le ASP più finanziate pro capite, l’analisi dimostra che Vibo è pesantemente sotto finanziata nel settore cruciale dell’Assistenza Territoriale, che copre i servizi per anziani, disabili e assistenza domiciliare.

Il divario storico è documentato dai numeri di spesa:

Questa carenza si traduce direttamente nella crisi dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA). La provincia contribuisce al crollo del punteggio regionale dei LEA nell’area Distrettuale a un misero 34,88 (la sufficienza è 60), dimostrando che i cittadini vibonesi ricevono un’assistenza sanitaria di Serie C. A questa penalizzazione corrente si aggiunge lo scandalo degli investimenti negati.

Vibo Valentia è stata sistematicamente esclusa dalla grande stagione dei finanziamenti per l’edilizia sanitaria, a favore dei grandi Hub regionali. Il confronto sui fondi per la nuova realizzazione ospedaliera è impietoso:

Mentre si costruiscono nuove strutture altrove, il progetto del Nuovo Ospedale di Vibo Valentia è rimasto intrappolato in procedure burocratiche mai concretizzate.

Questa emergenza sanitaria è aggravata dalla evidente inefficacia della rappresentanza politica vibonese, sia a livello regionale che parlamentare. I delegati non sono riusciti a esercitare il peso politico necessario per assicurare un riparto equo, né per sbloccare il Nuovo Ospedale.

Hanno dimostrato una grave insipienza istituzionale, risultando silenti e ininfluenti di fronte a un danno che si traduce in un massiccio esodo sanitario e nel continuo peggioramento dei servizi. La salute dei cittadini vibonesi non può più essere considerata una priorità di Serie B.

Si esige un finanziamento correttivo immediato per sanare l’enorme gap sui servizi di base e un cronoprogramma vincolante e finanziato per il Nuovo Ospedale. È tempo di esigere dai rappresentanti vibonesi non più promesse, ma azioni concrete e risultati.

Nicola Iozzo