Il governo Draghi dovrebbe dimettersi per questi incendi troppo lunghi!

Caro Tito, da quando ho cognizione delle cose sociali (cioè da almeno 65 anni) non mi è mai capitato di assistere ad una indecenza simile riguardo la moltitudine di incendi che stanno devastando il Mediterraneo e, in particolare il sud Italia, specialmente la Calabria! Molti si chiedono come mai non ci sia stata una pronta ed adeguata mobilitazione generale, come per i terremoti quando accorrono in forze da tutta Italia (a volte anche dall’estero) Vigili del Fuoco, Protezione Civile e persino l’esercito! Esercito che viene utilizzato per i vaccini ma non per così immani incendi! Come mai si lascia perdurare per così tanto tempo una situazione simile senza adeguati interventi?…. Alcuni pensano che probabilmente c’è dietro un disegno occulto per danneggiare ben determinati luoghi e persino regioni (guarda caso, quasi sempre le stesse dal 1860). Chissà perché!???…

1 – INDIGNAZIONE E RABBIA

Da giorni ricevo continuamente video di roghi e larghi fronti di incendi che aggrediscono e distruggono preziose foreste, boschi, coltivazioni, allevamenti, case e persino paesi!… Ciò che vedo e sento (tramite i mass-media), stando in Molise, è che l’indignazione della gente e dei sindaci sta montando e le devastazioni sono così gravi e incomprensibili che il Presidente del Consiglio dovrebbe dimettersi o almeno far dimettere il suo Ministro degli Interni, il Capo della protezione civile e tutti coloro che sono nella catena di comando di questi disastri. Sono in tanti della gente comune ad esprimere ciò, accusando di indolenza ed inadeguatezza gli apparati responsabili del pronto intervento.

La rabbia di oggi è frutto anche di precedenti disastri provocati dall’abbandono dei territori e delle comunità regionali. Insomma, la gente non ne può proprio più, ormai da decenni. E gli incendi attuali sono la goccia che sta facendo traboccare il vaso. Da cittadino e da “giornalista informale” è mio dovere evidenziare ciò, assieme a tutti coloro i quali in questi giorni hanno lamentato un tale “abbandono di Stato”.

Dalla TV ho visto pure le immagini delle proteste del popolo greco davanti ai palazzi delle istituzioni e il capo del governo di quella Nazione chiedere pubblicamente scusa per l’incapacità e l’inadeguatezza degli interventi di Stato contro gli incendi che hanno distrutto interi territori. Non basta aver assicurato che tutti saranno ripagati delle perdite. Il problema è molto di più dei danni materiali. Dai governanti italiani non c’è da aspettarsi né dimissioni, né scuse, né risarcimenti. Negli ultimi 75 anni in Italia c’è stato un rosario di stragi, devastazioni e di assassini e, generalmente, non ci sono state, ufficialmente, né scuse né verità; anche adesso non possiamo aspettarci né verità, né scuse e nemmeno adeguati risarcimenti per questi incendi. Dal dire al fare c’è (tra tanto altro) l’indolenza e l’inefficienza della burocrazia!

2 – PIU’ DECISIVA DIFESA DEL TERRITORIO

Si spera che, dopo queste immani ed ennesime rovine, si avvii un serio discorso di migliore e più efficacia programmazione della difesa capillare del territorio, utilizzando tutti, persino i cantautori come Claudio Sambiase che, dal 2001 (dopo uno speventoso incendio nella sua Zagarise), cerca di sensibilizzare alla prevenzione degli incendi con la canzone ”A ru focu” (al fuoco al fuoco!).

A suo tempo aveva proposto (invano) alla Protezione Civile calabrese tale canzone per essere diffusa pure nelle scuole. Evidenzio qui di sèguito il link del video di questa canzone ( https://www.youtube.com/watch?v=SmqcOwQt5Yc – regia di Mimmo Macario 2013 ) perché i nostri lettori possano diffonderla il più possibile con la speranza che ciò contribuisca a creare determinante cultura di difesa e valorizzazione del proprio territorio.

3 – CRIMINE CONTRO L’UMANITA’

Sarà bene che d’ora in poi un incendio venga considerato un vero e proprio “crimine contro l’umanità” specialmente alla luce dei cambiamenti e dei peggioramenti climatici. E sappiamo bene quali e quanti danni questi incendi giganteschi possono arrecare pure all’atmosfera (oltre che al territorio e alle comunità).

La legislazione mondiale dovrebbe essere univoca e inflessibile contro i criminali che mettono a repentaglio intere regioni e persino nazioni (come in California o in Russia): E sarebbe il caso che intervenga pure l’ONU.

Dovrebbero essere considerati e condannati alla stessa stregua dei “criminali di guerra” e dei “criminali contro l’umanità”.  Infatti, un semplice fiammifero può procurare danni (quasi) come una bomba atomica!

Sappia il Governo Draghi, sappia la classe dirigente italiana che staremo vigili per sapere quanti di questi piromani verranno assicurati alla Giustizia. Come i terroristi e gli attentatori per le “stragi di Stato”. Ed è probabile che debbano muoversi pure i servizi segreti, poiché il sospetto che serpeggia è proprio che ci sia dietro un disegno criminale anche sovranazionale.

Aspettiamo che vengano presi i piromani e condannati come meritano, anche se le pene per questi criminali sono lievi di fronte al danno che provocano. C’è chi invoca per loro addirittura la pena di morte o soltanto che venga tagliata loro una mano perché ricordi sempre l’ingiuria che ha fatto al popolo e alla natura. Un grande filosofo orientale era solito affermare che la prima Bibbia è la Natura. Ed è tutto dire!

4 – SOLIDARIETA’

Caro Tito, a me che sono lontano circa 700 km dalla Calabria, sono giunti tanti messaggi di solidarietà per gli incendi che stanno devastando quella splendida regione, così ricca di boschi e di ambiente salubre! Come esempio affettuoso, voglio evidenziare quanto mi ha scritto poco fa la collega giornalista Doretta Coloccia di Campobasso: << Solidarietà per la tua meravigliosa terra che sta bruciando. Quando ho visto le immagini per televisione ti ho pensato, ho pensato ai tanti amici calabresi che mi hai fatto conoscere >>.

Ringrazio la gentilissima amica e validissima collega di lunga data Doretta e i tanti che mi hanno dimostrato solidarietà. Ringrazio altresì coloro che mi hanno espresso la loro profonda amarezza e la esacerbata indignazione per ciò che sta accadendo da troppi giorni in Calabria ed altrove.

5 – GRAZIE A CHI SI STA IMPEGNANDO

Caro Tito, ti avevo già espresso con la precedente lettera n. 337 di martedì 03 agosto scorso il mio grande dolore per gli incendi che già allora stavano distruggendo pure il territorio del mio paese, Badolato, di cui ho visto dei documenti filmati davvero raccapriccianti. Tra i danneggiati ci sono pure miei parenti e miei carissimi amici! … Li ho sentiti per telefono e non c’erano parole per confortarli!

Pure a conclusione di quella lettera ho voluto ringraziare tutti coloro che, per lavoro, missione o volontariato si stavano impegnando per spegnere quei spaventosi incendi. Torno a ringraziarli anche adesso, tantissimo e di vero cuore, anche a nome di chi non può o non sa fare. Spero che pure lo Stato e le Comunità aiutate sappiano essere loro adeguatamente riconoscenti e grati.

6 – CORDOGLIO PER LE VITTIME

Caro Tito, il pensiero commosso e devoto va alle vittime di questi incendi sviluppatisi per mano criminale in Calabria, nel resto d’Italia e ogni altra parte del mondo in questa estate rovente (prevalentemente per i peggioramenti climatici, come è dimostrato scientificamente). In particolare, il cordoglio va per chi ha perso la vita,  ai loro familiari, parenti ed amici. Un pensiero affettuoso a coloro i quali hanno perso tutto con la distruzione delle loro case, dei loro averi, del loro lavoro. Spero tanto che le Istituzioni siano di sollecito conforto morale ed economico. Intanto pare che nessun ministro o sottosegretario si sia recato (a nome del Governo) nelle zone degli incendi, nemmeno da quelli più dolorosi e devastanti. Disastri di serie B – C – D …

Dire che non accada più una devastazione del genere è solo un pio auspicio. Lo abbiamo detto e ripetuto ogni volta che accadono queste distruzioni che poi ricapitano senza che siano puniti a dovere i criminali che le provocano, con dolo, volontariamente, senza le dovute precauzioni e prevenzioni ed equipaggiamenti di difesa e di contrasto.

Se lo Stato d’ora in poi non interviene con la dovuta severità, in modo tale da eliminare o ridurre di molto tale doloroso fenomeno (non solo estivo), vorrà dire che è silenzioso complice dei piromani!

7 – SALUTISSIMI

Caro Tito, spero di aver espresso, con questa breve lettera, gli umori della gente colpita da questi crimini (che ingiustamente si continua a definire “calamità” ma sono stragi e disastri dolosi). La speranza è che davvero qualcosa cambi in meglio!  Ci vuole l’impegno di tutti! Con questo auspicio, ti ringrazio e ti saluto con l’affetto e la cordialità di sempre! Alla prossima “Lettera n. 339”.

Passeremo l’imminente ferragosto con il lutto al braccio e il dolore nel cuore!

Domenico Lanciano (www.costajonicaweb.it)