Il Lungomare e il Corso

Della follia canicolare politica parlerò dopo l’incarico a qualcuno: tranquilli. Ora leggo che l’Amministrazione soveratese ha un contenzioso legale con la ditta che ha eseguito i lavori sul Lungomare. Non so nulla e mi curo poco degli aspetti legali; se la veda il sindaco. Idem per la duplice fermata dei lavori.

Lungomare: non so a quale zuzzurellone venne a mente di chiamarlo Waterfront. A parte la pacchianeria provincialotta di definire in lingua angloamericana una cosa che sta in Italia e a Soverato, water significa genericamente acqua, mica specificamente mare! Se io fossi stato pacchiano, l’avrei definito almeno Seafront. Non lo sono, e lo chiamo Lungomare.

Che la parte nuova e l’anfiteatro siano stati costruiti male, basta un’occhiata:

– buche, intonaco scrostato, cemento sconnesso…
– piante morte per assenza quasi assoluta di terra fertile e abbondanza di detriti e terriccio;
– eccetera.

Ora vado all’origine, e chiedo:

– quali virtù a me ignote fecero sì che vincesse questo progresso francamente brutto?
– come mai nessuno degli altri concorrenti ha battuto ciglio?

Brutto è, il Lungomare. È una colata di cemento senza anima, senza forma, senza colore: cemento grezzo. Delle enormi vasche occupano lo spazio, e quando ci sono anche le bancherelle, si passeggia in fila indiana. Vasche a loro volta grigie e bruttissime.

Attenzione, non è con il cemento che ce l’ho. Esso è un materiale da costruzione come un altro, come pietra e marmo e mattone e ghiaccio esquimese e sterco di bisonte degli Indiani; dipende da come si usa. Anche la chiesa della Madonna delle lacrime a Siracusa è di cemento armato, ed è stupenda. La colpa non è del cemento.

Le vasche sono piene di non si sa che, e sopra spunteranno, forse, sterpi simili a quelli del XIII dell’Inferno. Solo che lì siamo all’Inferno e gli sterpi erano stati orrendi peccatori: noi, che abbiamo fatto di male?

L’anfiteatro ha scomodissime sedute (non sedili), ed è anche di pessima acustica e nessuna veduta. Vedi foto.

Al contrario, il Corso mi piace; e assisto con la massima e sadica gioia a quello che dev’essere un corso: gente che cammina a piedi. Alla faccia di chi voleva la macchina, braccino abbronzato al gomito.
I negozianti venderanno o meno se sanno vendere e se la roba è buona; e non certo perché qualcuno gli parcheggia nella camera da letto di casa.

Ulderico Nisticò