Il Mein Kampf

mein-kampf-02E’ sorta una polemica sull’iniziativa editoriale del “Giornale” che insieme ad un volume storico ha pubblicato una edizione commentata del Mein Kampf. Sono andato subito a comprarla. In verità ne possiedo già una, ma è una edizione molto economica acquistata nelle bancarelle sotto Palazzo d’Accursio a Bologna quando ero studente universitario. Questa del “Giornale è una edizione più curata ed anche commentata.
Questo libro non sono mai riuscito a leggerlo fino in fondo. Hitler era un potente oratore, ma in quanto a scrittore lasciava molto a desiderare. D’altronde scrivere è notoriamente esercizio più complesso. La questione di fondo è che la sua scrittura era contorta, come contorti dovevano essere i suoi pensieri.
Aldilà di queste considerazioni mi stupisce la polemica. Quasi che leggere il Mein Kampf possa indurre ad aderire al pensiero nazista. In verità dovrebbe accadere il contrario. Come hanno scritto sullo stesso quotidiano milanese, vi sono altre priorità in termini di pericolo. Quello che penso è che la censura dei libri non ha molto senso. Sono i lettori a operare le censure. Nel senso di una approvazione o meno del testo letto. Se, poi, il Mein Kampf possa solleticare la mente di qualche “sollevato”.. bè, non credo che abbia bisogno di questo libro perché rimanga tale. Una volta avevo pensato di portarlo a scuola e leggerne dei passi. Onestamente non ricordo perché non lo feci, ma è certo che in futuro lo utilizzerò (come ho fatto per i discorsi di Mussolini, soprattutto la dichiarazione di guerra) Certamente non per proselitismo… ma per la ragione esattamente contraria. Far capire quanto violente e distruttive possano essere talune idee. Non mi sembra una iniziativa sbagliata.
E’ una questione di semplice conoscenza.

Francesco Raspa.

 

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