Il MSI e l’indignazione a scoppio ritardatissimo


 È divertente leggere i social. Siccome il 26 dicembre cadeva l’anniversario della fondazione del Movimento Sociale (MSI, poi MSI-DN), e Larussa lo ha celebrato, qualcuno s’indigna. Francamente è un po’ tardi, dopo settantanove anni dalla fondazione; e dopo che il partito è stato il quarto per voti e numero di deputati e senatori etc; e, cosa che evidentemente gli indignati ignorano. A dire la verità, ed essendo trascorsi trent’anni dal fatale 1995, temo che l’ignorare (lo dico in senso letterale) sia abbastanza diffuso; e vale la pena dirne qualcosa.

Del resto, un “ragazzo” di trent’anni non credo sappia molto di partiti che, nel 1995, erano già spariti da un pezzo: DC, PCI, PSI… e figuratevi PLI, PRI, PSDI che, in Prima repubblica, contavano più ministri e sottogoverno che voti! E il MSI e MSI-DN? Sparì, come diremo, però non certo per l’indignazione di qualcuno; anzi, pochi mesi prima, aveva preso cinque milioni e mezzo di voti alle politiche. Ma torniamo al 1946.

Era da pochi mesi finita la guerra con i suoi strascichi (aprile, maggio 1945). I fascisti che, fino alla metà di aprile 45, ancora vivevano e combattevano con la Repubblica Sociale Italiana (RSI), erano tornati nella vita civile di quello che era allora il Regno d’Italia. Molti semplicemente si adattarono a dimenticare; molti rimasero nostalgici, costituendo anche gruppi o informali o organizzati. Il MSI si distingueva per una scelta che allora a molti dispiacque, e poi si rivelò vincente: partecipare direttamente alle nuove istituzioni. Per ragione di data, non aveva presentato liste per l’Assemblea costituente (2 giugno ‘46), ma già nel 1948 otteneva voti, e deputati e senatori; fino ai suaccennati milioni del 1994.

Stando alla XII disposizione transitoria e finale (leggetela, ma interamente, poi ne parliamo), il MSI non doveva esistere, in quanto palesemente erede del fascismo, e non faceva nulla per nasconderlo. Il suo principio era, tuttavia, NON RINNEGARE NON RESTAURARE: e si dice l’avesse suggerito a De Marsanich il cugino Alberto Moravia.

E fu altrettanto ovvio che il sistema vincitore del 1945 riteneva più utile avere a che fare con fascisti organizzati, e così sorvegliabili, invece di un generico ribellismo senza controllo. Perciò il MSI aveva sedi alla luce del sole (chi avesse dato un’occhiata dentro, ne trovava di stemmi e di foto stravietate dalla legge Scelba del 1952 e da quella Mancino!!!). Intanto tutti, anche quelli che, come chi scrive, venivano da esperienze sessantottine extraparlamentari, aderivamo al MSI, ormai MSI-DN: riottosi e agitati nelle correnti interne, ma persuasi, o rassegnati, che non c’era altra via.

Pur quarto partito nazionale, il MSI venne escluso dal potere quando la DC fece il centrosinistra e varianti; anzi venne riscoperto un antifascismo prima sopito e lasciato ai soli comunisti. Continuò a mietere voti, di media un milione e mezzo con qualche picco nel 1972, e se li assicurò contando sulla caparbia fedeltà di persone che anche nei più piccoli paesi lo rappresentavano onorevolmente, e mantenevano una solida pattuglia di consensi. E a quelli che, come me, facevano di tutto, dal dirigente nazionale del Comitato Centrale, al Secolo, a libri, ai comizi… ad attaccare manifesti.

Ripeto, nel dubbio, che i cinque milioni e mezzo di voti del 1994 vennero ottenuti dal MSI-DN; e con essi cinque ministri nel primo Berlusconi di breve vita. Poi repentinamente e assurdamente il MSI-DN venne sciolto… eh, mica dall’indignazione degli indignati di allora o dei disinformati indignati del 2025, ma da un congresso del MSI-DN sostanzialmente fasullo e formalmente regolare, in cui tutti i presenti (io non c’ero proprio!) votarono, e quindi ora non se la possono prendere solo con Fini. L’aborto chiamato Alleanza Nazionale finì di miseramente esistere, mi pare, nel 2012, e andò a fare compagnia ai defunti DC, PCI eccetera; e allo stesso MSI-DN.

Gli indignati s’indignano che Larussa… ma credo che sia rimasto solo Ignazio ancora attivo, dai tempi del MSI-DN. La Meloni, che, se gli indignati non lo sanno, è presidente del Consiglio, è però nata nel 1977, quindi penso abbia fatto appena in tempo a iscriversi al Fronte, e manco al Partito degli adulti. Io ero iscritto… anche se ogni tanto ho un incubo: nel 1994 avrò pagato o no la tessera? Boh, temo di no; e non posso manco riparare, giacché da allora tessere non ne ho più.

Ulderico Nisticò