Il destracentro ha gestito poco e male la sua campagna per il Sì; dico a livello nazionale, perché in Calabria c’è stato il silenzio più cupo.
Alla fine, ha fatto più la Meloni da sola che tutto il resto del destracentro; e non doveva, per il suo ruolo di presidente del Consiglio, e per l’evidente rischio che ogni sua parola s’incastrasse con tutti gli altri problemi di guerra e di pace.
Né scordiamo gli interventi improvvidi di chi non sa quando è il momento di stare zitto, o zitta che dir si voglia.
Cosa ha fatto il destracentro per il Sì? Prendiamo ad esempio, appunto, la Calabria, che ha una Giunta di centrodestra (attenti alla parola: centrodestra, anzi pochissima destra), e a Catanzaro, e ancora peggio a Cosenza, ha straperso il Sì. Cosa hanno fatto Forza Italia di Occhiuto, Fratelli d’Italia della Ferro? Niente. La Lega non la nomino nemmeno, e le mancavano solo le scissioni.
A Soverato, la campagna referendaria non ha mostrato nemmeno i quattro amici al bar del compianto Paoli.
Ulderico Nisticò