Il sistema delle tasse, e la Trasversale

 Si scopre stamane che le tasse italiane ammontano al 41-2% della ricchezza, in aumento rispetto agli anni scorsi. Non so chi fa questi conti, ma aggiunga, colui, anche la marca da bollo di € 16, e il costo del bollettino, e quella palese ingiustizia a cielo aperto che è l’IVA pagata dal consumatore invece del produttore: eccetera.

 Infatti, la parola tasse è vaga, e comprende tutta una serie di balzelli e costi e salassi vari. Senza scordare che i lavoratori autonomi passano il loro tempo a compilare moduli e far file per i versamenti; e sono altre spese. Stipendiati e pensionati, ce li pigliano alla fonte.

 Ogni tanto, qualcuno si fa prendere da ideone come quella di pigliare soldi ai ricchi. Solo che i ricchi sono pochi, e i soldi li hanno a Singapore in una succursale di banca cinese, mentre quel qualcuno s’illude che tengano in casa i gioielli e nelle stalle bovini.

 Oppure vogliono aumentare – di fatto – le imposte sulla casa.

 Dove finiscono, questi soldi? La vecchia logica degli anni 1970 era che il cittadino pagasse e lo Stato rendesse servizi. La situazione dei servizi, in Italia, non è certo delle migliori, tutt’altro.

 Ci si lamenta dell’evasione? Ma è proprio l’esosità del prelievo che la causa o almeno la favorisce; senza scordare l’inefficienza degli uffici.

 È tutto il sistema della tassazione che è sbagliato, e bisogna ripensarlo, seriamente, e dopo la campagna elettorale in cui tutto vale tutto.

 Un corollario: se una ha soldi, li spende; se li spende, infonde ossigeno nell’economia reale.

 Un altro: io pagherei pure, se vedessi delle cose; per esempio, la 106 e la Trasversale. A proposito, leggo che l’ANAS si sta muovendo a Scornari: Alleluia. Spero solo che da quelle parti non scoprano una polis greca e altre fantasie per mettere ostacoli.

Ulderico Nisticò