Il supermercato dei morti viventi

Avete presente quella pubblicità dove due zombi, con la loro tartarughesca andatura, cercano di arrivare ad aggiudicarsi l’ultima scatola di merendine rimasta sugli scaffali di un supermercato? Se vi sovvengono, allora potete capire la coppia Ferragni/Fedez per la deriva provincialista che li ha portati ad affittare un Carrefour di Milano per festeggiare il compleanno del cantante (cantante è una parola grossa, ma questo passa il convento). Certo, non possiamo considerarli zombi perché hanno avuto la voglia di svegliarsi un po’ dal torpore classista del loro status sociale, mangiandosi un buondì. Lo sono perché, come tanti film ci hanno mostrato, gli zombi non hanno un cervello funzionante e, a loro volta, sono ghiotti dei cervelli dei vivi… e i due protagonisti della vicenda, da buoni morti viventi, soddisfano appieno entrambi i requisiti.

Affittare un ipermercato per festeggiare un compleanno, lasciando agli invitati la possibilità di fiondarsi su qualsiasi brand avessero desiderato per le loro dispense, è stato un eccesso di genialità dei due most followed in the word che riqualifica il significato stesso del termine “genialità” rapportandolo al fabbisogno di ossigeno di cui i neuroni dei Ferragnez hanno una necessità continua senza, però, trovare uno sfogo utile e significativo. Ecco! perché gli invitati, anziché riempirsi i carrelli di beni di prima necessità (nell’attesa della card del reddito di cittadinanza), hanno pensato bene di gozzovigliare in pieno stile vanity fair, un po’ liberty e un po’ trendy, seguendo l’esempio dei due cazzari più cliccati di Instagram. Piselli lanciati come coriandoli, barattoli di pomodori aperti e versati sui pavimenti, verdure lanciate da uno scaffale all’altro. E purtroppo neanche un limone che abbia raggiunto l’occhio di uno dei due.

La cosa bella è che, tronfi dell’ingegnosa pensata e convinti che “comunque vada, sarà un successo”, per allietare i loro followers che non potevano partecipare fisicamente all’evento del secolo, hanno messo in piedi una diretta social mostrando al mondo intero una deriva psicosociale che fa a pugni con lo stato di indigenza, si dice, di molti italiani. Quando, chiaramente, molti utenti disgustati hanno cominciato a prenderli a male parole, si è resa necessaria trovare una via di fuga credibile e tanto patetica da sembrare commovente. Ma si sa, la pezza spesso, invece di coprire il buco, rovina l’intero vestito. Fedez chiede alla moglie, tutta H2O da 8 € a bottiglia, se per riparare allo scempio andato in onda in diretta, non era il caso, magari, di dire che il ricavato sarebbe andato in beneficenza. Ed effettivamente così fanno. Realizzano video-messaggi in cui si stracciano le vesti per l’accaduto (a loro dire, fuori dal loro controllo) promettendo che ogni pisello sprecato, ogni sedano lanciato, ogni tavernello scolato, sarebbe stato risarcito e l’importo speso utilizzato per beneficenza. Con buona pace del ricavato del supermercato che mica compra la merce per farla sprecare dagli amici della coppia d’oro del web!

L’episodio di per se non avrebbe alcuna seria rilevanza se non fosse che, a torto o a ragione, qualcuno sta cercando di rimediare allo stato di povertà in cui versa il paese. Anche se personalmente credo che i dati sulla miseria in Italia siano sovrastimati (con tanti finti poveri che non dichiarano nulla, ma girano in audi), è comunque di cattivo gusto sprecare in maniera così volutamente trash il cibo di un supermercato per divertirsi come criceti che volteggiano sulla ruota e divertire gli altri come adulti che godono a vedere maltrattare gli animali nei circhi. Ferragni e Fedez non dovrebbero chiedere scusa per la vicenda in sé così orripilante, ma dovrebbero farlo per quello che loro, come personaggi pubblici, vogliono dimostrare di essere. Nel film “I cento passi” l’attore che impersonava Tano Badalamenti (il bravissimo Tony Sperandeo) diceva a Peppino Impastato: “Tu sei nuddo mescato cu’ nente!” e in un altro momento del film, Luigi Lo Cascio gridava verso il suo paese, Cinisi, che “la mafia è una montagna di merda“. I Ferragnez appaiono come lo specchio di entrambe le citazioni: sono il nulla mischiato con niente e allo stesso tempo, generano una montagna di merda. Mi piacerebbe che tutti quelli che ad oggi si sono fatti mangiare il cervello da questi due zombi radical chic, si svegliassero dalla sonnolenza e dal torpore vanesio di uno status symbol provocatorio e cancellassero dal loro immaginario zeppo di apparenza una idolatria insensata se non a riempire i portafogli dei nostri due eroi.

Nei film horror in cui questi esseri cominciano ad uscire dalle tombe in cerca di cibo, dopo tante peripezie, i protagonisti si rendono conto che se vogliono ucciderli e sopravvivere, devono distruggere con qualsiasi mezzo il cervello putrefatto dei redivivi. Ecco, metaforicamente, sparategli un colpo in testa spappolandogli il cervello e non abbiate sensi di colpa. Li ucciderete, ma non intaccherete organi vitali necessari per la loro carriera.

Gianni Ianni Palarchio (Blog)

 

One thought on “Il supermercato dei morti viventi

  1. sonia
    26/10/2018 at 10:40

    la deriva del nulla assoluto , gene che fa soldi non producendo nessun valore aggiunto .
    Ma il peggio sono i milioni di idioti che li seguono e che li prendono di esempio
    la dittatura del vuoto e del nulla siamo andati oltre la società liquida di Bowman , stiamo andando verso il nulla

     

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