Il Times e la mafia e gli intellettuali calabresi piagnoni

 Che io sappia, il prestigioso quotidiano inglese Times vende duecentomila copie, mentre il Sun, rivista di pettegolezzi e sozzerie, quattro milioni. Questo è il misero livello del giornalismo dalle parti di Londra. Del resto, le Isole Britanniche furono sempre una fonte inesauribile di porcate, non ultime quelle delle varie casate reali, per non dire dei bei tempi di Jack lo Squartatore… eccetera.

 Questo è quello che penso io sul Times, il quale scrive che la Calabria è lo hub della mafia. E potrei finire qui con lo sbeffeggiare gli Inglesi, e invece inizio da qui per prendermela…

…eh, non con il Regno Unito, ma esattamente con la Calabria, e, particolarmente, con la sua cultura ufficiale. È questa infatti, è la cultura ufficiale, è l’antimafia segue cena, sono gli intellettuali piagnoni e mangioni, che diffondono l’idea che la Calabria è mafia, e solo mafia, e notte e giorno mafia! Non che in Calabria c’è anche la mafia, ma che c’è solo la mafia.

 Del resto, gli intellettuali ufficiali calabresi superpremiati e retribuitissimi e coccolatissimi, alla fine conoscono, della Calabria, solo la mafia. A proposito di Magna Grecia, i più istruiti arrivano a nominare Pitagora, ignorando cinque secoli di sangue e cultura; e figuratevi se hanno mai sentito Cassiodoro, Nilo, Aristippo, Barlaam, Leonzio, Telesio, Giglio, Campanella, Preti, Gravina, i Pepe… O sono mai stati a vedere qualcuna delle aree archeologiche greche, romane, romee…

 Niente di tutto questo e il motivo è psicanalitico. Cassiodoro – dico lui per esempio – non consente lacrimazioni. Visse quasi un secolo, scrisse un mare di libri e ne custodì altri… L’unico che potrebbe trovare da lamentarsi sono io, ma per motivazioni politiche, cioè quando penso al suo progetto, reso impossibile dai tempi, di un’Italia cattolica e romana con la forza militare degli Ostrogoti; e mi consolo che, quando ancora poté, diede, con Teodorico ed Eutarico, uno squasso di legnate a Clodoveo re dei Franchi, riconquistando parte della Gallia. Ma siccome i nostri libri di testo sono scopiazzati da quelli francesi, i nostri dotti non ne trovano un bel niente, ed è grasso che cola se hanno letto la poesia del Carducci sul re goto. Quale poesia? Boh, ragazzi, studiate!

 Sconoscendo dunque, della Calabria, arte letteratura scienza storia, i dotti ufficiali se la cavano con la mafia. A proposito, anche della mafia non sanno quasi niente, e piangono scrivendo che è una “mentalità” da morti di fame di paese, invece di quello che è oggi, una delle più potenti e ricche organizzazioni malavitose dell’intero pianeta; e vende droga ai borghesi illuminati e radical chic; ed è invischiatissima con logge e partiti eccetera; e che non spara, paga; e trova una fila di acquirenti…

 Insomma, la colpa è palesemente della Calabria, se ci vomitano addosso gli Inglesi. Sui quali, come leggete all’inizio, ho stravomitato io. Appelius, dove sei?

 Potremmo riparare? Sì, eccome. Ci vorrebbe una rivoluzione… no, una reazione culturale. Volete un esempiuccio? Leggete il mio “Lettere di sangue”, che, di autore calabrese, editore di Chieti e ambientato in Emilia, di sangue ne fa versare a litri, per motivi, opinabili se volete, però più nobili dei soldi; e non sfiora la parola mafia.

Ulderico Nisticò