Il Touring Club Italiano premia la Buona Cucina dello chef calabrese Michele Rizzo

Da qualche anno il Touring Club Italiano assegna il riconoscimento “Buona Cucina” a una selezione di locali che vengono pubblicati nell’edizione annuale della guida Alberghi e Ristoranti d’Italia.

A esser premiati sono sempre esercizi di tono familiare, dov’è possibile gustare una cucina genuina e di schietta impronta regionale, in un contesto curato e accogliente.

La cucina dello chef Michele Rizzo del Ristorante Agorà di Rende è stata selezionata tra quelle più meritevoli, tanto da essere premiata da Luigi Cremona in occasione della presentazione della guida “Alberghi e Ristoranti d’Italia 2019”, che si è svolta a Roma nella suggestiva location di Officine Farneto, durante il Festival della Gastronomia.

Contestualmente alla presentazione della Guida e del Festival, si è tenuto il Forum annuale degli Chef Italiani nel mondo, non prima di assistere alle attesissime gare tra cuochi, pizzaioli e responsabili di sala.

Il giovane e talentuoso chef Michele Rizzo, più volte premiato per la sua arte culinaria e già molto apprezzato dai numerosi avventori che gustano le bontà enogastronomiche offerte nel menù del suo ristorante, sarà conosciuto e gradito anche dai 280.000 soci del TCI, organismo che propone da sempre le mete di viaggio più interessanti e le migliori strutture di soggiorno e ristorazione a condizioni speciali.

Tra i tanti piatti nel menù di questa prossima stagione, Rizzo propone ai suoi estimatori una selezione di farine di grani antichi (tipo Arso e Perciasacchi, Tumina, Maiorca, Carosella, Russello, Saragolla, Simeto).

Si tratta di grani davvero sani e genuini, che vengono quasi sempre macinati a pietra, quindi non riscaldati e alterati.

“Oltre a essere leggeri, digeribili e assimilabili – ha dichiarato il dominus del Ristorante Agorà di Rende – questi grani hanno meno glutine ed evitano lo sviluppo alle intolleranze. Si tratta di una selezione di grani più profumati (il grano arso da anche sentori di affumicato, ndr) e, contemporaneamente, si dà un aiuto anche ai più piccoli produttori locali. Nel frattempo, volendo variare l’offerta dei piatti, sto provando alcuni impasti e alcuni formati che, a breve, presenterò nel menù. Ormai è finito il periodo delle aragoste del banco di Amendolara, di cui custodisco gelosamente nel nostro acquario gli ultimi 20 kg. Ora è il tempo del tartufo, che diventa sempre più pregiato, sia nero uncinato che bianco pregiatissimo (Tuber Magnatum Pico)”.

 

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