Il vergognoso, vomitoso caso di Lorica

 Riassunto: a Lorica e dintorni sono arrivati i turisti con l’intenzione di sciare; hanno invece trovato che buona parte delle vie di accesso sono bloccate, e non da un terremoto o da un esercito nemico, ma esattamente da quello per cui i turisti sono venuti: la neve; una neve che nessuno spala.

 Attenzione: io non ci casco. Ho letto qui e lì che ci sono intoppi burocratici e legali… lettura molto superficiale, la mia, proprio perché non ci casco. Se ci cascassi nei cavilli giuridici e sindacali, alla fine dovrei ammettere che tutti, ma tutti hanno ragione. In Italia c’è sempre un codicillo, un decretino, un contratto, una scusa per scansarsela: e figuratevi in Calabria, patria millenaria di acuti avvocati!

 Io penso al turista milanese che ha pagato soldi per l’aereo, alle tariffe altissime per la Calabria; e paga per l’albergo; e vorrebbe sciare, e non scia: e non scia per neve. Penso a quando egli tornerà a Milano, deridendo, molto giustamente, la Calabria, e anche peggio del film di Zalone. Pensate le barzellette in dialetto meneghino!

 Se io fossi il turista, come non sono, chiederei un salatissimo rimborso. Se io fossi, come sono, un calabrese, chiedo il risarcimento morale e materiale a tutti: Regione Calabria nella persona di Oliverio, presidente e assessore al turismo; la Provincia di Cosenza nella persona di Occhiuto; il sindaco del posto… eccetera.

 Ma come, se tutti hanno ragione? Ecco, provate a immaginare che io, per un attimo, abbia il potere. Ebbene che farei? Riunirei… ora vi faccio ridere: una task force. Task force è un’espressione giornalistica solo poco meno buffa di road map. In Calabria, spesso, si traduce (in)task (a tutta) force. Ma non in questo caso!

 Nella task di cui sopra, metterei tutti i responsabili di qualsiasi natura. Mi recherei, alla testa della task, a Lorica; ed emanerei un decreto di un rigo: “Spalate la neve”. E aggiungerei la mirabile espressione di Virgilio nel I dell’Eneide, quando Nettuno minaccia i Venti con una sola parola: “Quos… ”; minaccia indeterminata, e perciò spaventosa.

 Se entro un’ora la neve non è completamente spalata, tutti in galera a pane e acqua: tutti, poi facciano ricorso alla Corte europea dei diritti e degli storti dell’uomo! Se non basta, a Cassazione, Corte cost, e al sempre utile TAR del Lazio; e a vari porti delle nebbie. Intanto, vanga in mano! Pino Aprile dirà che la colpa è di Garibaldi; l’UNICAL, dei Borbone… intanto, tutti a sudare: evento curioso, sotto la neve!

 Vedreste come spalano: Oliverio, Occhiuto, il sindaco, il parroco, gli operai, gli intellettuali (questi, poco fisicamente capaci: ma intanto spalano), gli antimafia segue cena e fiaccolatori in s.p.e., i cittadini, i poeti, i candidati alla Regione… “Tutti i vivi all’assalto”, come ordinò il generale ai nostri soldati in Russia.

 E io? Datemi una pala: mica sono un intellettuale o un politicante, io!

 Intanto, la politica tace come il dio Arpocrate quando ha la raucedine; uno solo dei candidati,  ma dopo tre giorni ed evidentemente dopo avermi letto, ha sussurrato qualcosa; gli altri tre più 300, pesci… E già: anche i colpevoli votano; anzi, soprattutto loro! E come fa il PD ad accusare Oliverio, e FI a criticare Occhiuto? Ahahahahahahahahahahahahah.

 A proposito di pesci, i giornali e la RAI Calabria sproloquiano di sardine a Riace, ma, omertosi, silenzio su Lorica. Cosa si deve fare, per campare!

 Poi vi lamentate che la Calabria sia la terzultima su 360 regioni d’Europa. A me, viene il voltastomaco.

Ulderico Nisticò