Illegalità come regola

 Nel nostro piccolo, a Soverato vengono assaliti due carabinieri. La mia domanda è: i colpevoli sono stati arrestati? Vorrei una risposta. La voglio e basta; e tanto più perché cittadino di Soverato, che non ha certo bisogno di cattiva pubblicità.

 Sbarcano clandestini senza fine, e sempre con la solita proporzione: 85% maschi sanissimi, qualche rara donna, e un paio di bambini per ispirare pietà; e minori fasulli di 17 anni, 11 mesi, 29 giorni e 23 ore. A proposito, a Soverato dormono sulle panchine. Sono vaccinati?

 Nel Viterbese, varie migliaia di scalmanati italiani ed esteri hanno deciso di tenere un cosiddetto “rave party”, cioè una specie di orgia collettiva e senza la minima legalità, e figuratevi quanto se ne fregano di mascherine e vaccini. E se qualcuno, dal 14 a oggi 19, e durerà fino al 23, nel frattempo è morto, come pare uno affogato? Se si accoltellano? E siete sicure, signore femministe, che nessuna donna venga violentata, tra una droga e l’altra? E gli organizzatori sono stati arrestati? Certo che no. E “la ministra” Lamorgese è assente ingiustificata: a quando, le dimissioni? Tranquilli, non le chiedono né Draghi né Salvini.

 A noi invece controllano ogni respiro; e dobbiamo esibire quello che, con il solito servilismo esterofilo, chiamano “green pass”, e non solo per andare a teatro, ma anche a un funerale.

 E gli incidenti? Come mai non si viene a sapere chi fu il colpevole? Anzi, il giorno dopo cala un globale silenzio stampa. A noi arrivano multe enormi, appena sgarriamo di 5 kmh.

 Concludiamo con l’illegalità internazionale. In Afghanistan, i taleban hanno preso il potere in tre giorni; e se qualcuno protesta, sparano a bersaglio: un’attività in cui il taleb, tra un libro e l’altro, eccelle. ONU, NATO, EU muti come pesci quando dialogano con tartarughe e giraffe. Governo Draghi, non pervenuto.

 Riassunto: nell’illegalità, sgavazzano i cattivi e i buoni vengono oppressi. Fin quando non si verifica quel vecchio detto che invita a stare attenti proprio “all’ira dei buoni”. Quando i buoni si adirano, i cattivi al loro confronto sono agnellini pasquali. I cattivi piangono e gridano, ma i buoni agiscono: freddi, sorridenti, logici.

Ulderico Nisticò