Impiegare i forestali per esaltare la bellezza della Calabria


operai-forestaliFra le tante “stranezze” della Calabria vi è anche il caso dei forestali. Sono oltre 10.000 le persone, al libro paga della regione con questa qualifica, ma che non si riesce a utilizzare in maniera adeguata . Eppure, nel corso degli anni, non sono mancati i tentativi, l’ultimo è di questo mese ad opera di un’importante sigla sindacale nazionale, per tentare di superare la logica assistenziale e avviare un percorso di inserimento “produttivo”. In attesa che si definiscano più ampie strategie, un intervento sarebbe quanto mai auspicabile e fattibile in tempi brevi. Collocare questo personale in ambiti territoriali sub-provinciali con il preciso compito di supportare i Comuni nelle attività finalizzate alla pulizia delle strade, spesso invase da folta vegetazione e materiale vario che deturpa l’immagine e rende il transito di mezzi e persone quanto mai sgradevole ed insicuro. La sperimentazione potrebbe prendere avvio proprio nel periodo estivo, durante il quale maggiori sono le necessità di tutela del territorio e corrisponde anche al periodo in cui i Comuni registrano maggiori difficoltà a mantenere in ordine i propri territori. La proposta mira a realizzare interventi concreti volti a rendere le nostre comunità, specie in questo periodo estivo, più pulite, sicure ed accoglienti . Si continua a parlare del turismo come settore trainante della nostra economia senza però comprendere il danno prodotto dallo stato di degrado e di incuria in cui versano le strade che attraversano le nostre comunità. Per le caratteristiche del nostro territorio, potremmo avere strade “arredate” con i colori ed i profumi della natura, capaci di catturare tutti i cinque sensi dei turisti , per definizione attratti da ciò che è bello e identificativo dei luoghi. L’altro vantaggio della proposta sarebbe quello di agire in termini di prevenzione di possibili calamità e di scongiurare il propagarsi di incendi, spesso originati proprio da inneschi sulle strade e causa di devastazioni ambientali irreversibili. Per ultimo, queste proposte darebbero vita anche ad una ricaduta di tipo etico; creare le condizioni affinchè dei lavoratori, additati dall’opinione pubblica, come “poco impegnati”, possano lavorare quotidianamente all’interno di un progetto concreto che contribuisca al benessere della collettività e aiuti la nostra regione ad esaltare le sue bellezze.

Franco Caccia – Sociologo


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *