In Calabria gli incidenti mortali sono aumentati del 24,5%

Ogni anno 1 milione e 250mila persone muoiono in un incidente stradale, 25mila invece sono i disabili gravi. Tra i bambini da 0 a 14 anni c’e’ un incremento della mortalità del 25,2%. E in Calabria registriamo un aumento del 24,5% di morti rispetto all’anno precedente. “E’ un conflitto stradale e i numeri lo dimostrano. Ma i dati non servono a nulla, servono la testa e la volontà per cambiare le cose. Le ricette per combattere la violenza stradale ci sono, ma Province e Comuni devono fare di piu’ perche’ loro hanno gli strumenti per poterlo fare”. Ha le idee chiare Giuseppe Guccione, presidente della Fondazione Luigi Guccione Onlus, che da anni e’ in prima linea nella lotta alla violenza stradale.

Di progetti concreti, ricerche, misure da adottare in merito alla mobilita’ e alla sicurezza stradale, si e’ discusso a Rende, all’Ariha Hotel, in occasione del ventesimo anniversario della morte di Luigi Guccione. Ieri attraverso un video sono stati ripercorsi i momenti piu’ importanti della sua vita, fino al giorno in cui perse la vita in un incidente stradale a Cosenza: era il 17 dicembre del 1997. Il 3 giugno del 1998 i familiari decisero di costituire la Fondazione in memoria di Luigi Guccione. E oggi, a distanza di venti anni, continua senza sosta il lavoro della Fondazione collaborando con le istituzioni locali, il Governo e le istituzioni sovranazionali. “La violenza stradale e’ un flagello che si puo’ evitare. Ecco perche’ bisogna agire insieme per salvare vite. Ma servono fatti non chiacchiere, ne’ slogan – ha affermato Guccione -. Che cosa dobbiamo fare? Innanzitutto mettere in sicurezza gli attraversamenti pedonali da accompagnare pero’ a politiche di enforcement. Serve un controllo da parte delle forze dell’ordine, devono essere li’ sulla strada per fermare i violenti. Non basta fare gli appelli agli automobilisti o mettere un cartello per fermare la violenza stradale, servono piu’ controlli e porre anche una maggiore attenzione alla comunicazione e all’educazione”.

Torino e’ stata la prima citta’ al mondo ad accogliere le vittime della strada in consiglio comunale e a dotarsi – sposando il progetto della Fondazione – di attraversamenti pedonali sperimentali “scolastici”. Giuseppe Guccione lancia “un appello alla Provincia, ai sindaci di Cosenza, Rende e dei comuni limitrofi, chiedendo di convocare un’assemblea, un incontro istituzionale per mettere in atto dei progetti concreti per fare crescere i bambini in sicurezza, cosi’ com’e’ avvenuto a Torino e come sta accadendo in altre citta’ d’Italia”. “La velocita’ e’ la seconda causa diretta dell’incidentalita’ grave. Sulle strade siamo abbandonati a noi stessi e non ci rendiamo conto che e’ facilissimo uccidere se stessi e gli altri. Quello che si attiva tra uomo e guida del veicolo e’ un legame devastante” ha affermato Alfredo Giordani, rappresentante della rete #Viviinstrada. Un video messaggio alla Fondazione e’ arrivato anche da Jean Todt, ex dg della scuderia Ferrari, oggi inviato speciale del Segretario Generale dell’Onu per la sicurezza stradale, che ha ringraziato tutti i membri volontari per il lavoro svolto: “Da vent’anni la Fondazione lavora sulla sicurezza stradale con grande efficienza e perseveranza.

Su un milione e 250mila morti sulle strade ogni anno – ha ricordato Jean Todt -, il 90% si verifica nei paesi a basso-medio reddito, nonostante abbiamo la quota piu’ bassa di veicoli registrati a livello mondiale”. Tra i progetti presentati dalla Fondazione anche l’idea di realizzare a Kampala, in Uganda, un centro di assistenza intitolato a Luigi Guccione e l’istituzione di un Premio internazionale tra le universita’ dei Paesi che si affacciano sul Mediterraneo in una competizione solidale. Sviluppo sostenibile, ambiente, urbanistica, difesa dei diritti delle vittime: queste alcune sezioni del premio che, con il coinvolgimento di istituzioni nazionali, Governi degli Stati delle Universita’ coinvolte, ed internazionali, ONU, OMS, ed altri Enti, Ong e Imprese, vuole dare un contributo concreto a “costruire insieme nell’area del Mediterraneo, pace, coesistenza pacifica tra culture e religioni diverse, sviluppo sostenibile, cooperazione, progresso umano e sociale, sicurezza anche nel campo della mobilita’”.

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