In risposta a: “Cosa stiamo facendo per il turismo?”


soverato24Condivido la visione proposta dal professore Nisticò circa la situazione, alquanto tragica, del turismo nel nostro comprensorio. La domanda, dalla quale dovrebbero nascere molte riflessioni, è la seguente: può una SERIA promozione del nostro territorio, fuori dai confini regionali, essere la chiave di volta per una rinascita del turismo calabrese?
Noi abbiamo visto come qualcosa sia stata fatta per promuovere il turismo in Calabria, anche nei media nazionali, investendo in pubblicità che però, alla fine dei conti, non hanno creato il “ritorno” sperato. Guardando a Regioni vicine a noi, si è potuto constatare come la forza, che si è tramutata in volano per lo sviluppo del turismo, sia stata la creazione di un “Brand”; con ciò mi riferisco, ad esempio, al Salento, territorio il quale è riuscito a crearsi un nome, non solo grazie alle varie pubblicità, e che adesso gode di un ritorno economico non paragonabile a nessuna delle nostre aree turistiche regionali.
Ma come è stato possibile ciò? O meglio: da dove si è partiti?
I punti che reputo importanti sono 2:
1)Gli sforzi (non sempre andati a buon fine, ovviamente) delle amministrazioni comunali, provinciali e della Regione, le quali hanno cercato, in sinergia tra loro ,di offrire ai turisti, per quanto possibile, un territorio non abbandonato a se stesso, ampliando l’offerta alberghiera e costruendo e/o migliorando l’offerta inerente i servizi per il soggiorno, quali zone per il campeggio, ritrovi per i giovani, ecc… ;

2)Ospitando eventi di richiamo turistico, i quali hanno permesso a molte persone di far visita a quel territorio; tali eventi, organizzati soprattutto per i giovani e per il loro divertimento, hanno avuto una funzione calamita, con la quale si è riuscito a mostrare, di persona, le bellezze che quel territorio aveva da offrire. Va ricordato come la proposta di tali eventi serva non solo a richiamare le persone, ma serva anche da intrattenimento per coloro i quali risiedono lì o soggiornano in quei luoghi in quel momento.

Per comprendere l’importanza che gli eventi di richiamo turistico rivestono per lo sviluppo turistico di un territorio, consiglio la lettura di un articolo comparso sul Giornale di Sicilia in data 27 Febbraio 2016, a cura di Riccardo Vescovo, il quale fa presente come 164 eventi di richiamo turistico siano stati segnalati alla Regione Sicilia e siano in attesa di ricevere i fondi ( ma non tutti li potranno ricevere) per la messa in opera di tali eventi; eventi che vanno dalle feste regionali più importanti, passando per concerti musicali come il Jazz Festival, sino ad arrivare alla sagra del fungo.

In conclusione, credo che una soluzione sia quella di unire gli sforzi della società civile e dei vari enti, regionali e non, preposti alla promozione del turismo, affinché si crei (o ricrei) il turismo che la Calabria merita di avere. Un punto importante sarebbe quello di affidarsi a professionisti seri della Comunicazione i quali, interagendo con i principali tour operator presenti sul territorio italiano e straniero, dovranno cercare di creare una rete di accordi atti ad incrementare il numero di turisti in entrata nella Regione, in modo da poter pensare ad un turismo fatto non solo di calabresi emigrati fuori Regione, i quali sono la componente più numerosa di turisti che ogni anno fanno visita alla nostra Regione, ma aumentare il livello di stranieri che decidono di spendere il loro tempo da noi, con l’augurio che ne possano rimanere esterrefatti e magari, con il classico passaparola, creare a loro volta un circolo vizioso il quale porti da noi altra gente l’anno seguente.
Mi preme ribadire che dovrebbero essere tali Enti a mettere in moto la macchina del turismo, in modo da poter ripartire con il turismo, in quanto la sola società civile poco può a tal proposito. Utilizzare il denaro in maniera efficiente, mirando a soluzioni concrete, potrebbe ripagare della spesa in davvero poco tempo, e restituire alla nostra splendida Regione la posizione che le compete all’interno della scacchiera del turismo.

Antonio

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