Inchiesta Free Boat, pronto un assegno da 100mila euro per l’assoluzione di Saraco

Quell’assegno da 100 mila euro doveva servire a far assolvere Antonio Saraco. La firma è di Francesco Saraco, avvocato e figlio di Antonio, condannato in primo grado a 10 anni per estorsione aggravata dal metodo mafioso nell’ambito del processo Itaca Free Boat.

Ai pm di Salerno, Petrini racconta di aver ricevuto nella sua casa di Lamezia Terme Santoro: “Mi ha esibito un assegno bancario interamente compilato emesso a mio nome, Marco Petrini, come beneficiario dell’importo di centomila euro che mi disse essergli stato consegnato dall’avvocato Francesco Saraco, figlio di Saraco Antonio”.

Sul titolo inoltre, sarebbe stata anche tentata una manomissione, o meglio una sovrapposizione al nome del beneficiario, Petrini, quello di Santoro. Questo tentativo di cambiare la sentenza per Saraco è stato ammesso davanti ai magistrati di Salerno dallo stesso Petrini: “Accettai la promessa e glielo dissi, anche se, nella mia testa, avevo delle riserve sul fatto che qualora anche avessi ottenuto l’assoluzione di Saraco avrei ottenuto la somma di denaro indicata nell’assegno”.

“Preciso che corrisponde a verità che io dissi a Emilio Santoro di trattenere e custodire l’assegno in garanzia anche perchè ritenevo molto pericoloso per me custodire questo documento compromettente perchè si trattava di un assegno di 100mila euro a firma dell’imputato”.

La vicenda però non sarebbe andata come da ‘accordi’ ovvero, la Corte d’Appello il 17 luglio del 2019 confermò le pene erogate in primo grado e l’assoluzione per Antonio Saraco non arrivò. E così Santoro avrebbe preteso chiarimenti: “Io dissi – spiega Petrini – che la sentenza sarebbe stata annullata (dalla Cassazione) e che il collegio da me presieduto avrebbe assunto la titolarità del giudizio di rinvio come da tabella vigente”.