Prosegue l’inchiesta Grecale della Procura di Catanzaro, che ipotizza un sistema di gravi irregolarità all’interno dell’Università Magna Graecia, con riferimento alla gestione di progetti di ricerca e di sperimentazione animale, nonché all’utilizzo di finanziamenti pubblici.
Nel corso dell’udienza preliminare, i 27 imputati hanno adottato differenti strategie difensive: quindici hanno scelto di proseguire con il rito ordinario, tra cui anche l’ex rettore dell’Ateneo Giovambattista De Sarro, mentre dieci hanno optato per il rito abbreviato.
Si registrano inoltre una richiesta di patteggiamento e una domanda di messa alla prova. Le prossime udienze sono state fissate a febbraio per il rito ordinario e a marzo per il rito abbreviato.
Secondo l’accusa, alcuni laboratori universitari sarebbero stati gestiti in violazione delle norme, con controlli ritenuti pilotati, dati scientifici alterati e documentazione non veritiera, al fine di ottenere o mantenere finanziamenti ministeriali per circa due milioni di euro.
Vengono ipotizzati reati di corruzione, falso e truffa ai danni dello Stato, oltre a gravi violazioni della normativa sulla sperimentazione animale.
Nel procedimento sono state ammesse diverse associazioni come parti civili, a conferma della rilevanza sociale della vicenda.
Il collegio difensivo è particolarmente ampio e vede impegnati numerosi professionisti, tra questi figurano, oltre ad altri legali, gli avvocati Salvatore Staiano, Vincenzo Maiolo Staiano, Giuseppe Vetrano, Vincenzo Garzaniti, Luca Procopio, Ermenegildo Scuteri, Arturo Bova, Antonello Talerico, Valerio Murgano, Antonio Viscomi, Domenico Viscomi, Salvatore Savastano, Elisabetta Giorgi, Nicola Cantafora, Antonella Canino, Antonio Larussa, Simone Rizzuto, Aldo Casalinuovo, Nunzio Raimondi, Helenio Cartaginese, Fabrizio Costarella, Domenico Pasceri.
Le prossime udienze rappresenteranno un passaggio decisivo per chiarire le singole responsabilità e verificare la tenuta dell’impianto accusatorio.