Incompatibili, e Consiglio regionale in altalena

 Non mi riferisco agli equilibri dei gruppi e partiti, che non sono in discussione, ma a 5 (cinque!) consiglieri, tra cui la Bruni, i quali, pare, sarebbero esposti a procedure per accertare la vera o presunta incompatibilità per ragioni formali.

 Formali: ma in politica, anche la forma è sostanza. Lex de ambitu, varata dai Romani appena fondata la Repubblica: prendere in esame tutto prima delle candidature, e non dopo. 

 Se il consigliere X, uno dei cinque, risultasse incompatibile; o due, o tre, o quattro, o tutti e cinque… eh, una parola: con i tempi della nostra amata e venerata magistratura, passeranno mesi e mesi, se non di più, e intanto X, fino a sentenza definitiva, resta consigliere; vota; piglia lo stipendiuccio… poi arriva, putacaso, la sentenza, e magari una legge regionale era passata per un solo voto, proprio quello di X; e comunque intanto X ha preso lo stipendio. Che succede? La legge viene revocata? I soldi li deve rendere indietro? 

 Ecco un esempio pratico, e molto grosso. Se, faccio per dire, risultasse incompatibile la Bruni, sapete che accade? Che lei se ne torna a casa… e al suo posto arriva De Magistris. Mica poco, come terremoto. Se non altro, assisteremmo a sedute vivaci e non soporifere.

 Come che vada, è un bel guaio. Come si fa ad evitarlo? Adesso, in nessun modo; ma bisognava pensarci prima.

 Se Y si doveva dimettere o sospendere da qualsiasi cosa prima di candidarsi, dice, ci voleva Giustiniano in persona per studiarsi la legge? E già, ma con liste messe assieme all’ultimo momento, e raccattando pinchipallini tappabuchi, mica potevano andare tanto per il sottile!!! Ahahahahahah.

 Insomma, un altro esempio del pressappochismo della classe politica calabrese.

Ulderico Nisticò