Doveva essere il coronamento di un sogno, il rifugio perfetto dove trascorrere le vacanze estive e staccare dalla routine quotidiana. Per una giovane coppia di Catanzaro, invece, l’acquisto di una villetta al mare si è trasformato in un incubo lungo mesi, fatto di intimidazioni, violazioni di domicilio e uno stato di costante ansia. Una vicenda paradossale che si è consumata all’interno di un noto villaggio turistico a Montauro Scalo, sulla costa ionica calabrese.
L’acquisto regolare e l’inizio delle ostilità
La coppia aveva rilevato l’immobile in modo assolutamente legittimo attraverso un’asta giudiziaria. L’iter si era concluso formalmente con l’emissione del decreto di trasferimento da parte del Tribunale di Catanzaro. Carte in regola, possesso legittimo.
Tuttavia, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, gli ex proprietari della villetta non avrebbero mai accettato la perdita dell’immobile. Da quel rifiuto sarebbe scattata una vera e propria campagna persecutoria nei confronti dei nuovi acquirenti, iniziata fin dal primo giorno in cui la coppia ha preso possesso della casa.
Intimidazioni e “barriere” nel giardino
I primi episodi documentati dai militari dell’Arma descrivono un clima di aperta ostilità. In un’occasione, uno degli indagati si sarebbe introdotto senza alcuna autorizzazione nel giardino della villetta.
L’obiettivo? Installare delle reti metalliche per ostruire deliberatamente il passaggio e ostacolare l’accesso alla proprietà da parte dei legittimi titolari. Un gesto di sfida plateale, a cui nel tempo sarebbero seguite altre pesanti intimidazioni.
Scatta il braccialetto elettronico per un intero nucleo familiare
Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Catanzaro e condotte sul campo dai Carabinieri della Compagnia di Soverato, hanno permesso di fare luce sulla sistematicità delle condotte moleste. Il quadro indiziario raccolto ha spinto il giudice a emettere una misura cautelare severa nei confronti degli ex proprietari.
Il provvedimento ha colpito tre persone appartenenti allo stesso nucleo familiare:
Un uomo di 75 anni;
La moglie di 68 anni;
La figlia di 43 anni.
Per tutti e tre è scattato il divieto di avvicinamento alle vittime, con l’applicazione contestuale del braccialetto elettronico per monitorarne gli spostamenti. La misura prevede una tolleranza zero: in caso di violazione delle prescrizioni o di avvicinamento alla coppia, per i tre indagati scatterà l’arresto immediato in flagranza.
La villetta della discordia torna così, almeno sulla carta, a essere il luogo sicuro che la giovane coppia sperava di aver acquistato. Resta l’amarezza per una vicenda di cronaca che evidenzia come, talvolta, la burocrazia e la legalità debbano fare i conti con resistenze private violente e fuori dal tempo.