Inflazione all’8% e goal sbagliato a porta vuota

 Immaginate un centravanti pagato milioni che si trovi la palla sul piede mentre il portiere avversario dorme, e sbagli lo stesso. Diremmo che è un brocco, che sono soldi sprecati, e ce lo venderemmo a una squadretta di serie C…

 Ebbene, i vari Draghi e dintorni, sia italiani sia europei, stanno riuscendo in un’impresa del genere: hanno una moneta forte, il che, per regola, produce o deflazione o almeno stabilità, e scatenano lo stesso l’inflazione; anzi stamani, 2 luglio, un professorone con sedici lauree e trentadue master ci ha informati in tv che siamo solo all’inizio, quini dopo l’8% avremo il 9, il 10, il 20, e tutto il cucuzzaro.

 Cos’è l’inflazione? È quando le cose costano molto, quindi la moneta vale poco in quanto potere d’acquisto. Cioè con un euro (che sono sempre 1936,17 lire, chi se lo fosse scordato) non bevo un caffè, perché ce ne vogliono 1,08, in attesa di 1,8 eccetera.

 E tutto questo, e il peggio, in mano a geni della finanza e dell’economia come Draghi, Ursula e roba simile. I quali non stanno dando segni di vita a questo, come ad altri propositi; e lasciano “inflare”, cioè aumentare i prezzi e diminuire il valore della moneta.

 Insomma, un evidente caso di imperizia.

 Sì, d’accordo, ma se licenziamo Draghi, non è che al suo posto c’è un Tizio, un Caio, un Mevio, un Sempronio che sia diverso da lui; e non c’è perché vengono tutti dagli stessi libri imparati a memoria, e tutti dalla stessa ridicola confusione tra finanza ed economia.

 L’inflazione deriva non dal valore nominale di un pezzo di carta, ma da una pessima economia reale, cioè da produzione o scarsa o sbagliata o, al contrario, eccessiva. E dal fatto che a lavorare e produrre sono pochi, e campare a sbafo sono tantissimi.

 Insomma, manca la politica. E siccome attualmente la politica è solo un mucchio di nomi per fare una lista all’ultimo momento (Pensate che io stia pensando a Catanzaro? È un giusto pensiero!), ci tocca Draghi, o se no un Monti o un Prodi qualsiasi.

 Buona inflazione, amici.

Ulderico Nisticò