Per quanti anni, direi secoli, ci hanno ammorbato con gli orologi svizzeri e la Svizzera come modello perfetto di tutto ciò che si possa immaginare di buono? Dopo la strage di Cras-Montana, abbiamo scoperto che la Giustizia italiana lascia molto a desiderare, ma quella elvetica fa ridere i polli.
Il Moretti, già condannato per la bazzecola di prostituzione, gestiva allegramente un locale; e nessuno mai si era degnato di controllare se il locale era idoneo: ed ecco decine di morti. Il sindaco e soci del paese, palesemente colpevoli, sono ancora al loro posto, e ci resteranno, e faranno carriera.
Il Moretti è a spasso perché ha pagato, se mal non ricordo, la bellezza di duecentomila franchi. Ha pagato? Ma no, qualcuno ha pagato per lui. Qualcuno anonimo pagò, e nessun giudice svizzero ha mai chiesto chi sia l’anonimo, e perché abbia regalato la cifretta al Moretti. In un Paese civile, il giudice sarebbe stato licenziato; in Isvizzera, farà carriera?
E si sa che in Svizzera i soldi sono sempre anonimi!!!
Oggi Moretti è in galera di nuovo (in attesa di un altro benefattore?), ma mica per i cinquanta morti: per aver picchiato la moglie. Dichiaro che la cosa mi lascia del tutto indifferente, essendo io lontanissimo da ogni atteggiamento “politicamente corretto”. La moglie del Moretti è complice di tutta la faccenda.
Intanto il processo per la strage dorme tranquillo.
Ancora peggio, la Svizzera voleva soldi per aver curato i ragazzi italiani; l’Italia l’ha mandata al diavolo, e ha fatto benissimo. Per dirla con una delle tre o quattro lingue elvetiche, au gentilhomme, gentilohomme; au corsaire, corsaire et demi. Per i diversamente francofoni: con le persone per bene, ci si comporta da persone per bene; con i pirati, da pirati e mezzo, cioè peggio di loro.
Ora vediamo se qualche altro anonimo paga per far uscire Moretti; e se Moretti, uscito, picchierà ancora la gentile signora. A proposito di proverbi, tra moglie e marito non mettere il dito!
Ulderico Nisticò