Inno alla luce

La passeggiata dell’alba verso il Sole si è svolta con il massimo successo e di partecipazione e di organizzazione: lode, a lui per tutti, a Francesco Cuteri.
Qui voglio fare dono ai lettori dei miei versi, al sorgere dell’astro magistralmente letti da Claudio Rombolà.

Inno alla luce

Significazione di Dio, signore lucente del mondo,
incoronato di raggi, e irradi dovunque benevolo,
ti desti dal tuo letto profondo, e ti pongono ansia i cavalli
desiderosi del giogo e correre il manto del cielo.
L’Aurora dalla dita di rosa comanda di fugare la notte, 5
e ardono un istante le nuvole per accrescere la gloria del re.
Noi dunque, affannati di vita, cui parve il buio simile a morte
e fosse stata l’ultima sera, congiungiamo le mani all’Altissimo,
ed alla Sua immagine aurea, affinché dalla ciglia coperte
svanendo i sogni, vane figure, ciascuno alla sua arte si chiami. 10
“All’opera”, la donna industriosa, mostrando alle figlia il telaio;
“o dolce madre”, risponde, “non posso far cantare la spola,
domata nelle fibre del cuore dal desiderio di un giovane”.
Altri ari e colga e beva le uve; e nella sonante officina
percuota con il maglio l’incudine, e sempre cantando lavori; 15
e altri, viaggiatori e nocchieri; e altri pensosi poeti
portando la spina nel cuore; e altri benedica gli altari;
e altri governi lo Stato; dovunque ci conduca la sorte,
pregando Iddio del Suo amore, leviamo gli occhi fermi nel Sole.
Occorrerebbero dei commenti, ma qui guasterebbero le emozioni. Chi li desidera, me lo chieda in privato.

Ulderico Nisticò