Ha preso il via ieri, 9 luglio 2026, nella Sala consiliare comunale di San Vito sullo Ionio, la prima delle tre giornate del III Congresso Nazionale dell’Osservatorio Nazionale Minori e Intelligenza Artificiale (ONaMIA).
L’evento, che proseguirà il 10 luglio a Torre di Ruggiero e l’11 luglio a Cardinale, sotto la direzione tecnica del Prof. Francesco Pungitore, si propone di esplorare la complessa intersezione tra l’evoluzione tecnologica e lo sviluppo delle giovani generazioni, racchiuso nel significativo claim dell’evento: “Dall’intelligenza artificiale alla cura umana – La persona al centro dell’innovazione”.
Usare o capire la tecnologia? Il ruolo della scuola
Durante la prima sessione di lavori è emerso con forza il ruolo cruciale che l’istituzione scolastica deve ricoprire nell’era digitale. La sfida principale non risiede semplicemente nell’insegnare ad “usare” passivamente i nuovi strumenti informatici — operazione che si limita alla digitazione di una domanda per ottenere una risposta immediata — bensì nel formare i giovani a “capire” l’Intelligenza Artificiale. Comprendere quali modelli rispondano, con quali dati o parametri operino e dove finiscano le informazioni immesse costituisce il vero spartiacque per creare una cittadinanza digitale consapevole, trasformando lo studente da mero utente a professionista informato.
Un focus specifico è stato dedicato alle applicazioni pratiche dell’AI in ambito educativo, con particolare riferimento ai chatbot scolastici. Se integrati con consapevolezza, questi strumenti offrono enormi vantaggi per la didattica distribuiti su tre direttrici fondamentali:
Supporto all’apprendimento: capacità di rispondere in totale autonomia e in tempi rapidi alle domande più frequenti su lezioni, orari e procedure.
Orientamento personalizzato: una guida su misura per gli studenti che si trovano ad affrontare le delicate fasi di transizione scolastica.
Accessibilità e continuità: la garanzia di una reperibilità costante, capace di supportare lo studio anche al di fuori del canonico orario scolastico.
I relatori hanno tuttavia sottolineato che l’intelligenza artificiale è preziosa nei laboratori e nelle classi solo ed esclusivamente se supportata da una visione educativa consapevole. La tesi emersa poggia su tre elementi considerati assolutamente inseparabili: Innovazione, Metodo didattico e Responsabilità. Venendo meno anche solo uno di questi pilastri, il rischio concreto è quello di declassare la tecnologia a un inutile “giocattolo” o, peggio, di esporre i minori a seri rischi bioetici e formativi.
Il congresso riafferma così il principio dell’Antropocentrismo: l’algoritmo deve rimanere uno strumento al servizio dell’uomo, preservando la centralità della persona e della cura educativa umana in ogni processo di innovazione.
ANNA MARIA COLABRARO