Io oggi sto con Murat…

 Calma, non è che sono diventato improvvisamente giacobino e bonapartista. Del Murat suddetto vi ho parlato molte volte, e trovate il mio pensiero su vari miei libri e spettacoli. Non è di Gioacchino che qui tratto, ma della manifestazione che da anni si tiene a Pizzo per la sua fucilazione (13 ottobre 1815), e che quest’anno rischia di non tenersi più.

 Come mai? Perché la Regione Calabria, con un suo bando, ha deciso di applicare il vecchio detto calabrese “provvidi u provvidutu, ca u povaru è ‘mparatu”, cioè finanzia, udite udite, solo eventi che negli anni precedenti abbiano speso almeno 150.000 €. Cioè dà soldi ai ricchi e li nega ai bisognosi.

 Ora, ragazzi, fatevi due conti. In Calabria, per un’associazione cittadina, una tale cifra è inimmaginabile da superenalotto e da nababbi indiani. È grasso che cola se i gruppi locali raccattano un posto gratis (per me, tipo Quarzo o Castello di Squillace, o piazzale del Liceo a Chiaravalle il 2, o, ancora il prossimo agosto quello di S. Severina), e qualcuno che presta i microfoni.

 Il bando parla di artisti professionisti: immaginate quanto ci vorrebbe per averne anche uno solo.

 Insomma, è un palese modo per tarpare le già deboli ali alla cultura locale e alle iniziative delle associazioni basate sul mero e onesto volontariato.

 Attenti qui: non trovo che, tra i criteri, ci sia la qualità del lavoro o il recupero della storia calabrese; solo i soldi. Vedi Bronzi, per esempio, che alla data di oggi 24 luglio sono a ZERO; però ci sono da spendere 3.000.000 €. Farei faville, io, con 3.000 €; ma non ne avrò mai nemmeno 03.00, giacché l’anno scorso non ho speso 150.000 €, anzi nemmeno 15.000; anzi, a stento 1.500. E se chiedessi 150 € per una cosa qualsiasi, mi risponderebbero che la mia idea è ottima, e “solo al professore possono venire idee grandiose come questa. Tuttavia, in questo particolare momento… ” e giù con il covid e la guerra sul Mar Nero. Tranquilli, non ho mai chiesto manco euro 15.

 Se ho ben capito, il bando della Regione è sbagliato e antipopolare. Ma non ho letto che si sia opposta l’opposizione: sempre il solito consociativismo calabro?

 Invito intanto i murattiani di Pizzo, miei nemici sul piano storico, a protestare in tutti i modi; e, come leggete, stavolta mi schiero con loro.

Ulderico Nisticò, borbonico