Io voglio il Ponte

ponteCosì disse Dionisio il Vecchio, tiranno di Siracusa, e lo pensava fatto di barche: una tecnica come un’altra. Non se ne fece nulla, come del canale per rendere isola la “Calabria” a sud dell’Istmo; o, in alternativa, un muro di difesa. Passarono 2400 e rotti anni, e il Ponte ancora non c’è né sospeso né sottomarino né galleggiante. Già, anche sottomarino: così ci spiegarono nel lontanissimo 1978, mi pare, durante un apposito convegno del fu MSI, con tecnici molto documentati. Io allora dissi che lo volevo, anche in versione sommersa. Nel 2020, 42 annetti dopo, non c’è manco l’ombra.

A proposito, se volete vedere un ponte mezzo appeso e mezzo sommerso, andate a Copenaghen, da dove, con un simile manufatto, si raggiunge mici mici Stoccolma.
Tutto sommerso, il tunnel sotto la Manica, attraverso il quale uno si mette in treno a Parigi e scende a Londra, e viceversa. In Cina e Giappone, non vi dico… Ne scoppiano di terremoti, in Giappone! Poco male: se un ponte cade, lo rifanno.

E noi, con quanto abbiamo speso in progetti e chiacchiere, avremmo fatto un ponte da Palermo a Napoli!
È fin troppo evidente che qualcuno non vuole il Ponte; o per interesse; o per la solita piatta e idilliaca ideologia alla Rousseau (opinionista del XVIII secolo, non piattaforma) che odia tutto ciò che è la storia umana, inclusi i ponti.

Invece, io amo tutto ciò che è progresso tecnologico; sebbene, sul piano morale e politico, io sia il contrario di ogni progressista. Si chiama modernismo reazionario. Se voglio andare a Messina, ci voglio andare di corsa.
E i traghetti? Bene, li riconvertiamo in navi da crociera per i turisti.

Quanti soldi, per costruire il Ponte? Tantissimi: ma siccome i soldi servono per essere spesi, anzi, se non si spendono nemmeno esistono, ne sono molto lieto; così i soldi girano, la gente lavora, eccetera.

E la mafia? Beh, in quattro e quattr’otto, troviamo un Cesare Mori, e risolve il problema in pochi mesi. Però, se dobbiamo aver paura della mafia o dei lupi, allora non si può costruire manco un ovile! E delle tangenti dei politicanti, non vi spaventate?

Servono anche le strade e le ferrovie, in Calabria; e non so se sapete che a strade la Sicilia è messa peggio fin dai tempi di Mastro Don Gesualdo. Ma le strade hanno lo scopo di collegare delle realtà, soprattutto economiche e sociali. Se ci saranno delle realtà, le popolazioni pretenderanno ferrovie e strade; e qualcuno riterrà necessario e urgente tracciarle e migliorarle.

Ulderico Nisticò