Italia ultima

La Calabria è l’ultima d’Italia, e l’Italia è l’ultima d’Europa anche ora che, dicono, è in atto una faticosa ripresa dalla crisi economica. La crisi italiana è strutturale, e riguarda la natura stessa dell’economia e della società, con particolare debolezza nel sistema formativo e universitario.
Facciamo un poco di storia. Ecco i governi della cosiddetta Seconda repubblica:

1. Berlusconi I, XII Legislatura: dal 10 maggio 1994 al 17 gennaio 1995.
2. Dini, XII Legislatura: dal 18 gennaio 1995 al 17 maggio 1996.
3. Prodi I, XIII Legislatura: dal 18 maggio 1996 al 21 ottobre 1998.
4. D’Alema I, XIII Legislatura: dal 22 ottobre 1998 al 22 dicembre 1999.
5. D’Alema II, XIII Legislatura: dal 23 dicembre 1999 al 25 aprile 2000.
6. Amato II, XIII Legislatura: dal 26 aprile 2000 al 11 giugno 2001.
7. Berlusconi II, XIV Legislatura: dal 12 giugno 2001 al 23 aprile 2005.
8. Berlusconi III, XIV Legislatura: dal 24 aprile 2005 al 17 maggio 2006.
9. Prodi II, XV Legislatura: dal 18 maggio 2006 al 7 maggio 2008.
10. Berlusconi IV, XVI Legislatura: dal 8 maggio 2008 al 16 novembre 2011.
11. Monti, id., 16 novembre 2011 al 28 aprile 2013.
12. Letta, XVII Legislatura, 28 aprile 2013 al 22 febbraio 2014;
13. Renzi, id, 22 febbraio 2014 al 12 dicembre 2016.
14. Gentiloni, tra governo e prolungamenti, fino all’1 giugno 2018.
15. Dell’attuale governo, che è in carica da pochissimo, diremo a suo tempo.

Notiamo intanto che i 14 governi suddetti sono stati ufficialmente o di centrosinistra o di centro(destra), ma di fatto si sono coccolati e sostenuti a vicenda. Sono perciò responsabili tutti. Tutti infatti, per “tendere al centro”, cioè accontentare chiunque, hanno evitato di governare, restando nelle secche di una navigazione di cabotaggio, a vista. Nessun governo ha mai assunto seri provvedimenti, tranne imporre tasse “perché ce lo chiede l’Europa”.

Conti, Salvini e Di Maio devono evitare questo errore mortale: all’Italia non servono pannicelli caldi e aspirine, ma cure radicali; e soprattutto al Sud.
Premesso che ritengo assurda la proposta di un automatico 34%, pura demagogia da convegno segue cena, e inesauribile fonte di corruzione morale e politica, e che nessun governo responsabile potrebbe adottare e applicare, è dal Sud che bisogna iniziare:

– zero assistenzialismo, interventi straordinari, ZES e altri imbrogliucci: altro che 34%!
– produttività reale, con utilizzo delle risorse materiali e della risorsa principale, che è quella umana;
– ripensamento radicale del sistema scolastico e formativo;
– ammodernamento delle strutture.

Con l’attuale classe politica, il Sud non si salva manco se avesse il 34.000%; e lo stesso, caduti i vari Oliverio di sinistra, salissero al potere quelli di centro(destra). Serve, a Sud, e perciò in Italia, un rinnovamento profondo e di persone e di mentalità e di metodi.

Ulderico Nisticò

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