La Biodiversità in Calabria

Che la nostra Calabria fosse una terra dalle origini antiche lo abbiamo sempre immaginato, viste le numerose rovine di castelli, resti di mura, siti archeologici, chiese, ruderi in cui ci imbattiamo ad ogni passo e presenti in ogni borgo.

Ma che i primi insediamenti umani in Calabria risalgano al paleolitico e che in essa si siano insediate popolazioni provenienti dall’area mediterranea, dal Vicino Oriente, dal Caucaso e dall’Anatolia, e che essa, ancora, abbia sviluppato un’etnia del tutto originale ed autoctona,  è quanto emerso da uno studio della dottoressa Rosalba Petrilli,  nell’ambito degli Incontri Culturali del Venerdì della Libera Università Popolare della Terza Età e del Tempo libero “Magno Aurelio Cassiodoro”  di Soverato, in collaborazione con Italia Nostra “Sezione Paolo Orsi” di Soverato/Guardavalle, tenutosi il 26 novembre 2021, presso la Sala Consiliare del Comune di Soverato.

La dottoressa Petrilli, biologa molecolare,  assieme all’archeologa Angela Maida, Presidente dell’associazione Italia Nostra, hanno evidenziato l’antichità della Calabria. In particolare la dottoressa Petrilli ha condotto con l’Università di Bologna,  e pubblicato su Scientific Report,  un approfondito studio sugli insediamenti umani presenti nella nostra regione, ricostruendo i processi migratori e demografici che si sono stratificati nel corso dei millenni, attraverso l’analisi del DNA degli abitanti di interi territori.

Particolarmente interessante è stata la scoperta dell’eredità genetica delle comunità ellefone presenti in Calabria nella zona della Bovesia, sull’Aspromonte reggino, il cui ricco patrimonio culturale risulta un unicum rispetto al resto del Paese. Nelle popolazioni dell’Aspromonte, isolate geograficamente, si conservano attualmente lingua, il Greco di Calabria, e tradizioni millenarie.

Gli abitanti di Gallicianò, di Roghudi, di Africo, di Bova,  rappresentano gli ultimi custodi di un’eredità del passato anche nella loro struttura genetica. Tutto ciò è risultato estremamente interessante sia per affermare in modo scientifico che la Calabria, crocevia di popoli, ha un importante passato storico, sia perché la scoperta di un’etnia tipicamente calabra rafforza l’identità del nostro patrimonio culturale.

La peculiarità della ricerca e il fondamentale contributo della dottoressa Petrilli hanno sollecitato la curiosità dei presenti disposti ad effettuare l’analisi del proprio DNA.

Maria Rosaria Pedullà