La cena dei cretini

Se aveste bisogno di ritirare e pagare una collana d’oro in un negozio lontano da dove abitate e non poteste recarvici per un impedimento improvviso, affidereste ad uno sconosciuto rom i vostri soldi per ritirare la collana? Se la risposta è si, allora siete tra quelli che hanno apprezzato la cena pro giustizia organizzata dall’associazione “Fino a prova contraria” della giornalista Annalisa Chirico. Certo, perché a parlare del rapporto tra efficienza del sistema giudiziario e crescita economica c’erano in ordine sparso: Marco Carrai, amico di Renzi, che si suppose assunse un hacker del gruppo Anonymous che violò i siti di Grillo e D’Alema oltre ad essere, nel 2012, indagato per associazione a delinquere con altri componenti di una associazione di pirati informatici [1];

Maria Elena Boschi, anche lei amica di Renzi, il cui padre fu indagato per Banca Etruria con la ministra che si muoveva nell’ombra per salvare il culo al povero babbo [2]; Matteo Salvini, apparentemente non amico di Renzi, il cui partito ha fatto sparire ben 49 milioni di euro [3]; Francesco Bonifazi, amico di Renzi, indagato dalla procura di Roma nell’ambito dell’inchiesta sui pagamenti alla politica dell’imprenditore Luca Parnasi, arrestato per la vicenda dello stadio della Roma [4]; Gianni Letta, amico di Berlusconi e di Renzi, indagato per abuso, turbativa d’asta e truffa [5]; Giulio Tremonti, amico di Berlusconi, Renzi e Salvini, indagato dalla Procura di Milano per l’ipotesi di reato di corruzione per aver ricevuto una tangente da 2,4 milioni di euro dal gruppo Finmeccanica, controllato dallo stesso Ministero del Tesoro di cui era ministro, per dare il via libera all’acquisto della società Usa Drs [6]; Alberto Bianchi, amico e avvocato di Renzi, indagato anche lui per l’affaire Consip [7].

E poi ancora, Maria Elisabetta Casellati, delfina di Berlusconi; Urbano Cairo, amico di tutti, con la presenza in un numero imprecisato di aziende [8]; Giulia Bongiorno, amica di Berlusconi, prima, Bossi e Salvini, poi; Lorenzo Fontana, amico di Salvini, che non ama i gay e non li considera una famiglia [9]; Paola Severino, amica di Renzi e di Monti (con il quale ha fatto il ministro della giustizia), che abita in una lussuosissima villa sull’appia antica, che non possiede personalmente ma che è intestata ad una società, la Sedibel, di cui ha il 90% delle quote [10]; Marco Minniti, amico di D’Alema, prima e Renzi, poi, sospettato, ma mai provato, che prendesse voti dalla ‘ndrangheta [11].

Ora, dopo questa rimpatriata (che sembra essere costata anche 6.000,00 € a cranio), molti di voi si stanno chiedendo che fine ha fatto la vostra collana che con tanta fiducia avete chiesto ad un rom di andarvi a ritirare consegnandogli anche il denaro per farlo.

E mentre, non vedendolo tornare, lo aspettate in una caserma dei carabinieri alla quale avete fatto inutile denuncia, siete liberi di imprecare, maledire e chiedere alla vostra dabbenaggine: la giustizia in Italia è una cosa seria? Anche qui, se vi siete risposti di sì, allora buon appetito.

Gianni Ianni Palarchio (Blog)

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