La cistite nelle donne

Cos’è?

E’ una infezione molto comune tra le donne che colpisce la vescica e l’uretra, causata dall’Escherichia Coli (un batterio presente nell’intestino o in ambienti poco igienici ) o dallo Stafilococco.

Si ritrovano entrambi in ambienti poco igienici, ma è più facile incontrare l’Escherichia che è un batterio presente anche nel nostro intestino, si ritrova nelle feci e può rimanere sulla pelle vicino all’ano e da qui risalire verso l’apparto urinario fino a diffondersi alla vescica e all’uretra. Colpisce prevalentemente le donne perchè Dio nel creare la donna ha trascurato la cistite altrimenti l’avrebbe “pensata” diversamente. In effetti, la forma della vagina facilita l’ingresso e l’uretra più corta aiuta i batteri a raggiungere la vescica. Verrebbe da considerarlo un disastro di progettazione a meno che non si pensi che Dio abbia voluto punire la donna per compensare un errore precedente di “progettazione” che interessa l’uomo e riguarda la prostata, la quale quando si infiamma causa sintomi simili alla cistite per la donna.

Quali sono i sintomi?

Quando vi alzate spesso dal lettino sotto l’ombrellone per andare a fare pipì o peggio fate a gare di notte col vostro padre, afflitto da problemi alla prostata, per chi arriva prima alla porta del bagno allora è il caso che cominciate a preoccuparvi.

I sintomi più comuni sono proprio stimolo a fare pipì e spesso con dolore, a volte accompagnata dalla difficoltà a fare pipì e raramente con presenza di sangue. Intendiamoci: una goccia di sangue è sufficiente a colorare la pipì, non scambiatela per una emorragia in atto. Più difficile è diagnosticarla ai bambini, i sintomi non sono sempre così chiari e spesso accompagnati addirittura dalla febbre.

Quali sono i fattori che favoriscono l’infezione?

Lo stress va considerato subito.

Non si sbaglia mai a tener conto dello stress, infatti ogni volta che qualcosa non torna di un paziente diciamo sempre che è lo stress ammonendo col ditino, così siamo sicuri di non dire fregnacce e ci becchiamo sempre, a meno che non ci capiti l’unico rilassato del pianeta. Però è comunque vero che lo stress indebolisce il nostro sistema immunitario e rende più fragili le nostre difese all’infezioni.

Gli altri fattori si ricordano meglio se pensiamo ad una bella giornata da trascorrere a mare.

Supponiamo una nostra amica che arrivi sulla spiaggia e stia seduta sulla sabbia per un po’. Bene, la sabbia può irritarle la superficie della vagina e renderla più facilmente aggredibile, se poi si farà il bagno in una zona in cui l’acqua del mare contiene una alta quantità di batteri, e soprattutto di Escherichia, sarà più facile prendere l’infezione.

A tal proposito, vi ricordo che ormai corre l’obbligo presso gli studi medici di apporre una locandina riportante i risultati delle analisi del nostro mare, in particolare la concentrazione di Escherichia. 

Ma torniamo all’amica che sta facendo il bagno ed è aggredita dai batteri, senza accorgersene. Quando si è stancata di stare ammollo uscirà dall’acqua e si fermerà a chiacchierare con le amiche. Nel frattempo, il sale marino avrà irritato ancor di più la mucosa vaginale e il costume bagnato creerà l’ambiente umido, adatto ai batteri. Come a dire che se prima c’era qualche speranza di non rimanere infetta, ora questa speranza si è ridotta al minimo. Ma vediamo che altro combina la nostra amica. E’ chiaro che dopo aver chiacchierato e spettegolato, la nostra amica deciderà di tornare a casa preferendo una bella passeggiata per perdere qualche grammo. Ma la passeggiata ed il caldo estivo porteranno a sudare di più, quindi l’urina si concentrerà ed aumenterà la concentrazione di batteri nella vescica con un aumento della probabilità di infezione. E non è tutto! Perché la nostra amica giunta finalmente a casa si farà una bella doccia, usando magari un bagno-doccia o shampoo di scarsa qualità (quelli da due litri a 1,50€, per intenderci) che sono così aggressivi da irritare ancor di più la mucosa vaginale e favorire definitivamente l’infezione.

La conclusione alla quale giungere dopo una bella giornata di mare è che neanche il mare è adatto ad una donna! Meglio rimanere a casa: voi non rischiereste la cistite e a me passerebbe l’invidia per chi si gode il mare in queste belle giornate mentre io sono a lavoro, sic!

Comunque, a parte queste cause comuni, può succedere che la cistite venga anche dopo una terapia di antibiotici, che rovina la flora vaginale, o un cattivo uso di assorbenti che non vengono cambiati con maggiore frequenza.

Senza tralasciare, infine, un’altra causa che riguarda gli adolescenti. E’ inutile che facciamo finta di niente e pensiamo che ragazzine e ragazzini non abbiano rapporti sessuali non protetti. Non entro nel merito della questione, non mi compete e non è questo lo spazio adatto però mi preme ricordare che a quella età non si pensa molto all’igiene e i cavoli sono tutti per le femmine. Chiaro?

Qualora avvertiate i sintomi descritti e vi sentiate in colpa per aver goduto della bella giornata di mare alla faccia mia sarà il caso di andare dal medico per sincerarsi del problema.

Come si scopre?

Con l’analisi delle urine che individua la presenza di batteri, l’urinocultura che individua quali e quanti batteri ci sono e l’antibiogramma che individua l’antibiotico più adatto. La cura consisterà in un antibiotico associato a volte ad uno spasmolitico per alleviare il dolore e in rari casi ad antinfiammatori.

La cistite fondamentalmente si deve prevenire. Bastano poche accortezze per avere una estate relativamente tranquilla.

Come prevenire?

Prima bisogna imparare a pulirsi bene dopo essere andati di corpo, cioè pulirsi dal davanti all’indietro. Poi cancellare la cattiva abitudine di trattenere la pipì perchè l’urina rimane troppo tempo nella vescica e questo favorire lo sviluppo dei batteri. Quindi usare biancheria di cotone ed indumenti non troppo stretti. Mi rendo conto che a noi fa piacere una bella ragazza in indumenti incollati alla pelle, ma tocca ammettere che i jeans aderentissimi rappresentano per il 20% delle volte la causa della cistite. Nel lavarvi preferite prodotti delicati e come detergente intimo meglio uno che abbia il ph 5.5 che blocca la diffusione dei batteri. Ricordate infine che bisogna bere molta acqua, soprattutto in estate a causa del caldo, come abbiamo visto in precedenza. E se proprio dovete andare a mare? Andate dove l’acqua risulta e non sembra più pulita, usate sempre l’asciugamano per sedervi e dopo il bagno correte subito a farvi una doccia per levare il sale marino che irrita. Sarebbe meglio cambiare il costume bagnato come ci costringevano a fare da piccoli, ma mi rendo conto che è complicato, soprattutto in alcuni lidi che presentano bagni pubblici poco igienici e confortevoli. Una nota a parte meritano gli assorbenti. Se il flusso è leggero sono da preferire gli assorbenti interni, che però vanno cambiati comunque spesso. Se il flusso è abbondante meglio scegliere gli assorbenti esterni, che però non devono rimanere molto tempo a contatto con le parti intime.

C’è sempre qualcuno che detesta il farmaco a favore del naturale, come se entrambi non si possano usare e magari contemporaneamente. Quali sono?

Ci sono rimedi naturali?

Una paziente qualche giorno addietro mi chiedeva se esistono rimedi naturali per alleviare i disturbi della cistite o ridurne il rischio di infezione. Attualmente ci sono il Cranberry e l’Uva Ursina. Il Cranberry impedisce al batterio di attaccarsi alle pareti delle vie urinarie per cui si può usare nella prevenzione per chi soffre spesso di cistite. L’Uva Ursina è un antibatterico per cui si può usare nelle forme lievi di cistite. Ci aggiungo lo yogurt che potenzia la flora vaginale e la vitamina c che acidifica l’urina, da usare solo in caso di cistite troppo frequenti.

Ma i maschi sono esentati?

No! E’ solo più difficile rimanerne contagiati ed inoltre spesso è pure asintomatica. Prima di scrivere il pezzo ho pensato di fare un giro sulla rete per vedere quali stranezze avrei trovato. Ecco un paio di assurdità.

Corbellerie dalla rete

Volete combattere la cistite? Mangiate per 5 giorni questi alimenti e tutto passerà! Gli alimenti sono: aglio, carciofo, betulla, cavolo, cipolla, lievito di birra, finocchio, mela, mirtillo, ortica, orzo, polline, rapa, sambuco, timo ed uva.

Complimenti. A parte l’aria nell’intestino e l’alitosi impellente, altro non avremo. E’ vero che queste sostanze hanno una lieve azione antibatterica ma la dose necessaria a fare effetto è alta. Ad esempio, di aglio dovrei mangiarne 6 teste! Grazie, ma preferisco altri sistemi.

A me veniva abbastanza spesso e con l’aiuto di una dietista sono riuscita a prevenirla togliendo dalla mia alimentazione il latte, pomodoro, agrumi, banane, aceto, pepe…
già togliendo il latte ho visto una grossissima differenza (ora bevo quello di soia a colazione), tanto che per una settimana avevo ricominciato a berlo e mi è tornata subito la cistite!

Mah! Da dove inizio? E’ vero che l’alimentazione può influire sul rischio cistite perchè alcuni cibi definiti basici possono alzare il ph e creare così un ambiente più comodo per i batteri. Ad esempio il latte o quasi tutti i tipi di frutta. Ma non si può essere così drastici da escludere completamente un alimento. E’ vero invece che mangiare troppo può favorire la diffusione della cistite perchè l’addome rigonfio pigia sulla vescica e può rendere difficoltoso il passaggio dell’urina, che così ristagna e si può infettare.

Che dire?

Non bisogna certo allarmarsi per un episodio di cistite, che per quanto fastidiosa è comunque semplice da curare ed in fondo anche semplice da prevenire. Però non va mai trascurata perchè l’infezione potrebbe risalire ai reni complicando molto le cose. Nel caso invece di una cistite che ricompare troppo spesso allora bisogna rivolgersi al medico per indagare su cause più importanti e di cui la cistite è solo una spia. Detto questo, buon mare a tutti, accidenti a voi!

Filippo Apostoliti

Il presente articolo ha carattere divulgativo e non consultivo. Non può e non deve sostituirsi al rapporto paziente – medico, che rimane l’unico interlocutore per la corretta diagnosi e terapie delle patologie trattate.