La crescita… dei poveri

 Esponenti del governo dichiarano ufficialmente che l’Italia è in crescita; e, male che vada, qualcuno suggerisce che c’è la resilienza. Nessuno sa cosa sia, questa cosa, ma la parola è magica, e va bene come consolazione.

 Intanto cifre non meno ufficiali dicono che i poveri sono aumentati di un paio di milioni; e tra i poveri, molti sono giovani. Ora io sarei dell’avviso che in alto loco si devono mettere d’accordo: o siamo in crescita, o siamo poveri; le due cose assieme, non quadrano.

 Oppure vuol dire che c’è un’economia schizofrenica, con alcuni settori che vanno bene, o persino migliorano, e altri settori che non migliorano, anzi peggiorano. E questo è proprio il contrario di un’economia sana e reale.

Per esempio: la Calabria, com’è messa? Come funziona davvero la sola attività rimasta, cioè il turismo? Beh, pigliate Soverato: stasera, che è sabato 9 luglio, la città sarà – come scrivono i giornalisti di bocca buona – “presa d’assalto”, con tantissimi forestieri, in particolare giovani e giovanissimi. Ottimo, direte voi: ma domani sera, 10, domenica, e la mattina di lunedì 11, deserto, e infiniti parcheggi vuoti. È dunque un caso di flusso, non di turismo, nemmeno balneare.

 Altre forme di turismo, mai sentite. L’occasione dei Bronzi? Basta pensare che una conferenza stampa per annunziare… buone intenzioni, ma senza nulla di preciso, senza una data… si è tenuta il 7, il che significa che l’estate 2022 vedrà poco, ben poco.

 C’è un docufilm che “sarà” girato ad agosto, quindi, se anche lavoreranno veloci come un lampo, lo vedremo con i Re Magi e la Befana 2023; ma non credo. Domanda, in questi sei mesi, si cono girati i pollici, per dirla educatamente?

 Torniamo all’economia nazionale, che, secondo Draghi, cresce; secondo i suoi sostenitori, è in “resilienza”, tanto nessuno sa cos’è; e poi aumentano i poveri. I poveri sono quelli che non hanno lavoro, mentre l’economia “cresce”: mi pare una bufala, per la contraddizion che nol consente, Inf. XXVII.

 Che fare? La sola cosa che un governo serio – e non è il nostro caso – farebbe in un caso del genere: i lavori pubblici, per esempio la Trasversale o la 106. Come? Nominando commissari veri, cioè con pieni poteri. I lavori generano lavoro, quindi compensi e spese, quindi economia reale.

 Ma a chi glielo dico? Non certo agli economisti con otto lauree e sedici master, i quali non ragionano, ma ripetono i libri altrui imparati a memoria; e sono felici delle statistiche immaginarie e della resilienza, mentre a milioni muoiono di fame.

 E non scordiamo l’inflazione all’8%, in realtà di più; e la benzina alle stelle.

 A proposito, i Bronzi hanno tre milioni da spendere. Se me ne danno non tre milioni, non trecentomila, non trentamila, ma tremila, esattamente tremila, vedrebbero cosa faccio io in una settimana. Tranquilli, non me ne daranno nemmeno tre (03,00 €).

Ulderico Nisticò