La festa patronale che non c’è

 Ho letto il programma dell’Addolorata, e sebbene facit indignatio versus, invece ho deciso di pigliarmela con calma e quasi indifferenza, esattamente come fa Soverato nei confronti della sua festa. Il programma… beh, leggetelo anche voi, e poi ditemi cosa ne pensate.

 Ben pochi sanno, e ancora meno se ne curano, che il 15 settembre, ricorrenza di Maria SS. Addolorata, è la festa patronale di Soverato intera. Ora vi spiego perché: fino al 1941, Soverato aveva una sola Parrocchia, l’Addolorata, con sede in quella che, dal 1881, si chiamava Soverato Superiore. Istituita in Marina la Parrocchia dell’Immacolata, l’Addolorata rimase sia Patrona della Parrocchia di Soverato Superiore, sia Patrona dell’intero Comune. Non so se è chiaro.

 Per chi non lo sapesse, la disciplina dei Santi Patroni è sancita dal Codice Canonico e dalle leggi civili: infatti, il 15 prossimo, e cercate di accorgervene, saranno chiuse le scuole e i pubblici uffici. Per consuetudine ormai nazionale, la celebrazione solenne viene trasferita alla seguente domenica, quest’anno il 18.

 Questo, per la forma. Nella sostanza e nei fatti, la Marina in quanto tale non ha mai dato alcun segno di partecipazione né religiosa né civile né culturale né ludica; al massimo, e nemmeno tanto, personale. Le Amministrazioni pro temporibus sono state e sono presenti alla cerimonia religiosa con dono del cero: e fine della trasmissione.

 Alcune proposte sono elegantemente cadute nel vuoto, a scanso di proteste. Vale anche per associazioni private.

 Niente Marina, dunque; ma, programma alla mano, non è che sui colli… a Soverato Superiore ci furono, ormai molti anni fa, momenti di vera festa, a cominciare dalle tradizionali melenzane. Per quest’anno, leggete il programma, leggete; e io mi contento di far notare a me stesso che se mi chiamassero a giocare nella Nazionale di Pallacanestro, risponderei di no, giacché di tale sport non conosco nemmeno le regole, a parte l’inadeguatezza fisica. Con la bicicletta, il greco classico, la storia e la letteratura italiana, me la cavo meglio.

 Non so se è evidente l’esempio: se qualcuno non è capace di celebrare il Gagini o i Bronzi, non è colpa sua; è colpa invece pretendere di occupare un posto e un ruolo, senza l’umiltà di farsi da parte, o almeno di chiedere aiuto. Lo stesso per l’Addolorata 2022 sia in quanto festa patronale di Soverato tutta, sia in quanto festa di Soverato Superiore. Ovvero, mettersi ad organizzare non lo ordina il medico.

 Anzi, ora che ci penso, nemmeno partecipare è obbligatorio. Qualcuno potrebbe chiedersi a me cosa me ne cale. Personalmente, nulla; ma è un’altra fra le diverse ragioni per le quali io mi preoccupo della decadenza della socialità in Soverato. Arrivederci al 19.

Ulderico Nisticò