La finta ammirazione per l’attività politica di Marco Pannella

Marco-PannellaLeggo sui giornali, su tutti quelli che ho consultato, oltre il naturale cordoglio, una generale ammirazione per l’attività politica che è stata di Marco Pannella. Francamente io ricordo il contrario. Spesso deriso, accusato di protagonismo, di trasformismo e di attenzione a temi di retroguardia e impopolari (come quelli della condizione delle carceri), non mi pare di avere letto grandi lodi.
Oggi si ricordano le sue grandi iniziative referendarie su divorzio e aborto, ma all’epoca gliene dissero di tutti i colori. E quando andò in televisione mettendosi una benda sulla bocca o vestendosi da fantasma con un lenzuolo bianco per indicare la scarsa attenzione nei riguardi dei temi dei radicale da parte dei mezzi di comunicazione si ironizzò parecchio. Lo stesso quando faceva i suoi scioperi della fame o della sete. Ho sentito commenti che affermavano mangiasse di nascosto. A parte le battaglie su divorzio e aborto, io non l’ho più seguito. Ed i suoi scioperi della fame non li ho mai apprezzati, un po’ per distrazione, un po’ per preconcetto. Né ho mai accolto le sue iniziative sulle droghe leggere. Tantomeno nelle sue disinvolte alleanze politiche, talvolta mutevoli. Gli riconosco però un aspetto molto importante e coraggioso della sua attività politica: è stato una avanguardia. Si è interessato di problemi che nel momento storico in cui li ha affrontati avevano poco consenso sociale e lui è riuscito a trasformarli in temi di discussione. Di questo sono capaci solo i politici veri.
Sono stato in disaccordo con i suoi convincimenti e lo sono ancora per diversi temi. Persino nei metodi, ma è fastidioso leggere da chi l’ha quasi sempre attaccato, parole di elogio per una persona a cui non hanno risparmiato la benché minima critica.
Siamo fatti così. Questi personaggi devono morire per avere l’ammirazione dovuta.

Francesco Raspa

 

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