A soli dodici anni Mariano porta sulle spalle un fardello che pochi adulti riuscirebbero a sopportare. Vive a Maida, nel cuore della Calabria, e convive con una delle malattie più rare al mondo, una patologia che lo costringe a pesare quasi 200 chilogrammi e a muoversi soltanto in carrozzina.
Una condizione complessa, che limita ogni aspetto della sua quotidianità e che gli impedisce perfino di salire su un aereo: nessuna compagnia riesce infatti a garantirgli i posti adeguati, trasformando un diritto fondamentale – la libertà di movimento per cure o semplici momenti di vita – in un ostacolo insormontabile.
A rendere tutto più difficile è il silenzio delle istituzioni. Nonostante le richieste e le segnalazioni, nessuna risposta concreta è ancora arrivata. E così la battaglia di Mariano e della sua famiglia continua quasi in solitudine.
La mamma, avvocato, e il papà, commercialista, hanno affrontato per anni visite specialistiche, terapie, attrezzature e costi elevatissimi, senza mai tirarsi indietro. Ma arrivare al limite delle proprie forze – economiche e psicologiche – è inevitabile quando la fragilità supera la capacità di sostenerla da soli.
È in questo vuoto che Maida ha mostrato il suo volto migliore. La comunità, toccata dalla storia di Mariano, ha scelto di stringersi attorno al ragazzo e ai suoi genitori. In poche settimane sono stati raccolti 40.000 euro, una somma che rappresenta molto più di un aiuto economico: è un segnale di solidarietà autentica, di una comunità che rifiuta di lasciare sola una famiglia in difficoltà.
La speranza è che questo gesto collettivo possa essere l’inizio di un percorso più ampio, capace di richiamare l’attenzione delle istituzioni e garantire finalmente a Mariano ciò che ogni bambino dovrebbe avere: la possibilità di crescere, curarsi e sognare un futuro più sereno.
Perché la storia di Mariano non è solo quella di una malattia rara, ma quella della straordinaria forza di un dodicenne e della comunità che ha scelto di non arrendersi insieme a lui.