La memorabile estate 2018

Caro Tito, ci apprestiamo a salutare pure questa estate boreale 2018 con tutti i suoi inevitabili chiaroscuri, così come facciamo ogni anno, sempre stupìti che la sua piacevolezza trascorra così tanto velocemente. Come (per fortuna) ancora accade, la nostra estate mediterranea (e, specialmente, quella jonica) mantiene, nonostante tutto, la sua inimitabile luce e quella inebriante gradevolezza che le è propria e che è difficile trovare altrove con i toni, le atmosfere, i colori, i profumi, i sapori, i suoni a lei più congeniali. In particolare, la tua e la mia estate 2018 è risultata assai memorabile e magica. Infatti, a te ha portato il primo nipotino, Leonardo, e a me ha portato un traguardo tanto atteso ed una compiutezza assai assai importante (la migliore risoluzione e le determinanti risposte su alcuni strategici interrogativi esistenziali e sociali che, nati persino in tenera età, ho portati dietro per anni e anni). Esulto perciò per la tua nuova ed esaltante generazione familiare e per il mio ottimo e felice approdo esistenziale.

IL NUOVO E IL VECCHIO

221-coccarda-leonardo-ricamoMi piace, perciò, improntare questa lettera n. 221 sulle due dimensioni più tipiche della vita: il nuovo e il vecchio. Ovvero il cerchio che inizia per taluni e si chiude per altri, nell’incessante alternarsi delle generazioni. Tuo nipote, adesso, è il “nuovo” mentre noi, superato il fatidico spartiacque dei 60 anni, cominciamo a rappresentare il “vecchio”. Speriamo che le neonate “nuove” generazioni non vogliano cestinare tutto il lavoro “per un mondo migliore” che abbiamo fatto finora e che faremo finché avremo respiro. Infatti, nel dialogo tra le generazioni, è necessario raccomandare a quelle subentranti di non distruggere (fisicamente o idealmente) tutto il “passato” che (bene o male) qualcosa ha pur significato per la Storia e per loro. Così come non si può distruggere il precedente anello, spezzando la catena esistenziale delle generazioni, e interrompere il naturale scorrere del tempo e della Vita.

Diamo perciò il più lieto ed accorato “benvenuto” a tuo nipote come espressione e rappresentanza di tutti coloro che sono nati e nasceranno in questo anno 2018. Tutti abbiamo avuto bisogno dei “Nonni” e tutti i Nonni, generalmente, sono molto importanti per i nipoti. Quindi, nel dare il “benvenuto” a Leonardo, gli auguro di amare immensamente i suoi Nonni ed auguro ai suoi Nonni di significare, in tutto e per tutto, ciò che i Nonni devono sempre significare per i propri Nipoti, al massimo possibile.

UN GIOIOSO BENVENUTO A LEONARDO

Così abbiamo appreso con esultanza che a Messina, alle ore 19,10 del 22 luglio 2018, tua figlia Maria, nostra editrice, e tuo genero Agazio Geracitano ti hanno donato Leonardo come primo nipotino ed io, assieme a tantissimi altri, ho condiviso l’immensa gioia e meraviglia di questa nascita e del tuo essere diventato “nonno” per la prima volta!!! Un’emozione generazionale totalizzante ed una felicità incontenibile. Torniamo a dare, perciò, il più gioioso “BENVENUTO!!!” a Leonardo augurandogli una Wita davvero scritta con la W, mentre riformulo i più splendidi AUGURI a te e a tutti i tuoi cari, in particolare ai Genitori di questo super-capolavoro!

IL DOPPIO NATALE

Caro Tito, il prossimo sarà per la tua famiglia un doppio Natale, soprattutto perché avrete in Leonardo il Vostro personale “Gesù Bambino” in casa. Pure per questo, Vi voglio evidenziare il disegno della cometa che si poggia sulla A di Auguri che contiene la Sacra Famiglia.

GLI INTERROGATIVI DI LEONARDO

Caro super-Nonno, tra le tante cure che sarà necessario prestare a Leonardo fin dalla sua infanzia, ci saranno quelle di rispondere ai suoi tanti “perché” cercando di soddisfare, col tempo, quelli esistenziali dell’adolescenza o quelli ancora più profondi di cosa significa lo stare al mondo. Ma la cosa più difficile sarà come tenere in sospeso, delicatamente e con fiducia, alcuni interrogativi di non facile risoluzione.

Ti parlo proprio adesso di “perché?” e di “interrogativi” poiché ritengo che, pure per mia esperienza personale e socio-pedagogica, siano fondamentali alla vita e alla crescita le spontanee curiosità, i più semplici quesiti, i dubbi immancabili, le timide esitazioni, le molteplici problematiche, le forti perplessità, l’ardente desiderio di conoscere e soprattutto di sperimentare.

“PANE” E “PERCHE ?”

armonia-pitagoricaPersonalmente mi sono nutrito di “pane” e “perché?”. Tanto che spesso gli adulti (in famiglia, a scuola, in parrocchia o altrove) non rinunciavano a venirmi dietro e a darmi delle risposte che acquietassero le curiosità e le inquietudini di vita e di conoscenza. Sono stato assai precoce nel diventare giovane così come sono, adesso, molto precoce a diventare “vecchio” ed ogni età ha i suoi “perché?”. E, devo dirti, che il medico mi ha razionato il pane ma nessuno ha saputo razionarmi ancora i piccoli e i grandi “perché?”.

Come ti sto per dire, i fondamentali interrogativi (che mi trascino dall’infanzia) hanno trovato una risposta convincente e tranquillizzante nel corso di questi decenni e gli ultimi si sono finalmente e ottimamente risolti proprio nell’estate 2018 appena trascorsa, la quale, anche per questo, è risultata particolarmente memorabile come mi resta memorabile e strategica l’estate 1967, la più splendida e creativa della mia adolescenza e della mia Wita.

RITROVARSI

ritrovarsi

C’è da dire che l’estate 2018 resta per me “memorabile” pure perché ha avuto un altro importante significato. Dopo ben 23 anni (cioè dal settembre 1995) ho potuto avere una vera “lunga” vacanza di riposo quasi assoluto in modo tale da pensare quasi unicamente a me e a mia moglie. Prima (come sempre) il dedicarmi agli altri non mi ha permesso di “ritrovarmi” come avrei voluto. Infatti, per un motivo o per un altro, dovevo accontentarmi di una settimana per volta di ferie. E, come ben sai, una settimana non basta a riposarsi e a pensare un po’ a sé stessi. A “ritrovarsi” (termine che mi ricorda una raccolta di poesie del grande poeta Nicola Caporale (Badolato 1906-1994), pubblicata circa 70 anni fa, nell’immediato dopoguerra.)

Solitamente la prima settimana di vacanza serve per “schiumare” e smaltire la stanchezza, pure gli “stress” accumulati in un anno di lavoro, di vita e di traversìe. La seconda settimana si comincia a ragionare e la terza può essere quella di vero riposo. Però, per “ritrovarsi” veramente ed utilmente, ci vogliono almeno quattro o cinque settimane (dipende dal tipo e dalla quantità di stanchezza o di stress accumulati). E’ perciò indicativo dei tempi che viviamo il fatto che un cittadino medio o periferico come me abbia dovuto aspettare 23 anni per godere di una vacanza decente, riposante. E considera che sono in pensione già da due anni! Ma l’essere in pensione non ti salva dagli “altri”. Anzi!… L’assalto diventa più insistente e pretenzioso.

ALTRUISMO AD ALTRANZA

Pure per questa insistenza e pretenziosità mi sento ormai un “altruista pentito” o meglio un “altruista sfinito”. Infatti sento che non ho più risorse per agire e reagire (forse Amare troppo stanca) … ma te ne scriverò prossimamente, a momento opportuno. E bisogna dire che questo dello “altruismo ad oltranza” è per me un altro grosso interrogativo da risolvere ancora. Ma sono vicino alla piena compiutezza pure per tale aspetto immane e totalizzante. Fin dove si può o si deve spingere l’altruismo?… Vedrai, caro Tito, che pure questo sarà uno dei tanti interrogativi esistenziali che interesseranno tuo nipote Leonardo … così come interessa ancora te che non ti risparmi affatto per il “bene comune” !!!…

Quello dell’altruismo è un tema-problema che è necessario affrontare e risolvere quanto prima nell’educazione delle nuove generazioni, possibilmente già nel corso dell’infanzia, poiché dopo – altrimenti – potrebbe essere troppo tardi. Personalmente sono stato educato, specialmente dai miei Genitori, ma anche dalla Chiesa cattolica ad essere un “altruista ad oltranza”. Posso dire per esperienza diretta che questo non è un modello valido per tutti o da generalizzare, persino quando già c’è un atteggiamento vocazionale di generosità nel bambino.

Educare all’altruismo è una delle cose più difficili e può rivelarsi un vero e proprio un “inganno umano e pedagogico” spingerlo oltre le possibilità esistenziali di un individuo o di una comunità. Trovare un equilibrio tra egoismo ed altruismo è la parte più strategica dell’educazione familiare e sociale, pure perché è un educazione da personalizzare, come è ovvio per altre cose e tendenze. E, paradossalmente, pur nelle più belle e generose intenzioni, un’educazione sbagliata e non calibrata può quasi distruggere un’esistenza.

INTERROGATIVI D’ITER

uno-dei-tantissimi-gommoni-di-migranti-verso-leuropa-11-agosto-2015Caro Tito, dicevo che pure il tuo bel nipote Leonardo avrà, prima o poi, i suoi piccoli e grandi interrogativi, ai quali ti toccherà rispondere. E’ del tutto naturale che ognuno di noi sia nato con “uno nessuno centomila” interrogativi (per dirla con Pirandello). Personalmente sono nato con un interrogativo in più … perché sono sopravvissuto e non sono morto alla nascita come i due fratellini che mi hanno preceduto?… E’ stato grande merito (o persino “colpa”) dell’ostetrica Giorgina Bolognesi o del cosiddetto “destino”?… Infatti, tutto fa laicamente supporre che a strapparmi da morte certa sia stata l’abilità umana e professionale di tale ostetrica (la cui presenza risulta nel mio atto di nascita registrato al Comune). Purtroppo non era facile nascere nel 1950 quando una madre aveva 41 anni e già 10 parti.

Comunque sia, predisposto o destinato ad un sovraffollamento di interrogativi, fin da bambino mi sembrava che ogni respiro, ogni palpito del cuore, ogni passo delle mie gambe oppure ogni movimento delle mie mani o dei miei occhi fosse un “perché?”. Oggi (alla vigilia del compimento dei 69 anni) posso ben affermare che tutta la mia esistenza è stata ispirata o addirittura “imposta” dai tanti (forse troppi) interrogativi che mi venivano a cercare in modo continuo, incessante. Persino spietato. Ogni dato proveniente dalla realtà o da ogni percezione diventava immediatamente non uno ma tutta una serie concatenata di interrogativi. Ogni pensiero non era pensiero se non collegato a una sequela di “perché ?”.

COSI’ IL MIO STARE AL MONDO

neonato-migranti-2018-foto-guglielmo-mangiapaneE, come scrivo alla pagina 53 di “Prima del Silenzio” (giugno 1995), nel dicembre 1968 (a 18 anni) ho scelto tra una vita comune, deresponsalizzata e spensierata e tra un’esistenza egualmente serena ma tormentata da miriadi di “perché?” cui rispondere in prima persona. Ho scelto di dedicarmi a tutti i miei interrogativi e, quindi, di percorrere il cammino arduo per soddisfarli e per viverli. Viverli fino in fondo. Un atteggiamento assolutamente inconsueto e certamente fuori dal comune in un tale modo di “stare al mondo”.

Così, questa mia missione speciale non poteva non farmi percepire in vari modi (a seconda delle persone con cui venivo a contato) … da “diverso” a “esaltato” (solo per citare i termini più gentili). Oltre alla fatica umana ed intellettuale di portare il peso di tanti interrogativi esistenziali (alcuni dei quali veramente assai giganteschi) mi sono travato costretto a sopportare pure il peso di incomprensioni e di vere e proprie persecuzioni, passando da esilio ad esilio. Pure per questo, già nella prima adolescenza, ho potuto percepire la “mediocrità” umana e sociale. Una “mediocrità” che ho messo al centro della raccolta di poesie “Gemme di Giovinezza” (1967). Adesso, che ho ben più esperienza, in negativo andrei oltre la “mediocrità” per definire persone e società.

Caro Nonno, il tuo Leonardo dovrà imparare presto quanto “marcio c’è in Danimarca” (come è ben evidenziato nell’Amleto di William Shakespeare) e che “essere o non essere, questo è il dilemma” (tanto per stare sulla medesima Opera del grande drammaturgo siculo-inglese (1564-1616). Tuttavia non tutto è perduto. Il male non esclude il bene e il dolore non esclude la felicità. Basta volerlo.

IL DOLORE NON ESCLUDE LA FELICITA’

nata-a-bordo-nave-migranti-2018-guardia-costiera-italianaForse per i troppi “paradossi” che elargisce la Vita (nel bene e nel male), ho scoperto che la sofferenza non esclude l’essere felice e nemmeno il dolore più atroce. Tale verità è strettamente legata a tutto il bene che si può e si deve fare, senza autodistruggersi. Pure per questo, rodeva a chiunque mi volesse del male il vedermi sempre combattivo, sorridente, sereno, persino felice. La scoperta della felicità è connessa con l’Armonia (lo stato esistenziale più sublime che possiamo raggiungere noi umani). Aver scoperto e vissuto ciò è uno dei risultati più belli e strategici della mia Wita (pure per questo dall’età di 17 anni scrivo Wita la Vita). Lo hai sperimentato anche tu e lo sperimenterà pure Leonardo.

IL DARE E L’AVERE

E’ necessario apprendere, fin da bambini, che la maggior parte delle persone e dei gruppi sociali tendono, in modo non soltanto egoistico ma soprattutto in modo doloso o colposo, ad avere al di là dei propri meriti e a lucrare oltremisura dallo Stato o dalla comunità di appartenenza. Pochi sono ancora quelli che, al contrario, donano continuamente risorse e persino la propria vita allo Stato, alla Comunità, all’Umanità. In pratica sono proprio questi pochi a sostenere il peso maggiore della convivenza civile o il cosiddetto “quieto vivere condominiale e nazionale”.

FUORI SISTEMA

mercy-nigeriana-nata-a-bordo-nave-migranti-2018In quasi 60 anni di vita sociale attiva e generosa, ho capito il come e il perché sia sempre stato considerato un “fuori sistema” e, quindi, una persona da combattere, da emarginare, da allontanare e persino da distruggere. Semplice: ho sempre donato di mio agli altri e alla comunità (vita, salute, denaro, idee e quant’altro) senza nulla chiedere, felice di donare in modo continuo e incessante. Ha sempre dato fastidio il mio modo troppo entusiastico di donare socialmente, persino dimenticandomi di me stesso e privandomi addirittura di cose essenziali per la costruzione della mia vita umana, professionale e sociale.

Secondo te, caro Tito, come può sentirsi, vedendo questa mio “altruismo ad oltranza” individuale e sociale, uno che, al contrario, tende a prendere dalla società piuttosto che a dare pur in un equilibrio sostenibile?… Automaticamente divento, mio malgrado, un “nemico” da abbattere. Da qui i miei tantissimi esilii da ogni ambiente da me frequentato. Ormai è chiaro ed è inutile sottacerlo o nasconderlo. Anzi, sarebbe il caso di approfondire simili atteggiamenti.

GLI ACCOLTELLATORI

E tra gli atteggiamenti da approfondire ci sarebbe quello che io attribuisco agli “accoltellatori”. Chi sono mai costoro?… Ti dico ciò che sono stati per me. Gli accoltellatori sono coloro che, durante profonde familiarità e lunghissime amicizie, ti vibrano improvvisamente una coltellata (morale), il più delle volte quasi mortale. Un fulmine a ciel sereno, si direbbe. Ti lasciano tramortito e senza parole o minima reattività, tanto ti stupiscono della loro improvvisa e mai sospettata violenza mortale.

Non lo crederai, forse, ma la generazione di accoltellatori più puntuali e decisi è quella dei nati tra il 1930 e il 1960. Sociologicamente non riesco ancora a decifrare bene una cosa simile. Spero, col tempo, di venirne a capo anche antropologicamente. Intanto te lo enuncio, anche a futura memoria, nel caso qualcuno ci vorrà lavorare intellettualmente e, in particolare, psicologicamente o in àmbito psichiatrico..

LA MIA RIVOLUZIONE PERSONALE

E’ esperienza comune, di ognuno di noi, quella di ricevere male per bene. Infatti, più sei portato a donare gratuitamente e senza alcun ritorno, più sei generoso e più sei malvisto e persino perseguitato. Forse bisogna inquadrare gli stessi accoltellatori in questa ottica. Personalmente, pur soffrendo come non mai, non mi sono arreso nel mio “dare ad oltranza”.

Finora è proprio questo del “dare ad oltranza”, principalmente, l’aspetto più importante del mio stare al mondo, della mia personalità vocazionale ma anche pedagogica. Oggi posso affermare che questa è la migliore “rivoluzione” sociale che io potessi fare, sempre nel mio piccolo. E ne sono ancora fiero e felice.

Perciò, dopo più di 60 anni di esperienza sociale pienamente cosciente, oggi posso dire che il dolore e le persecuzioni non escludono la piena felicità. Chi dona ha sempre, puntualmente per compensazione, in dono la più sublime delle felicità. Provare per credere! Perciò, caro Nonno, quando vedrai il tuo Leonardo poco o molto scoraggiato, raccontagli della “compensazione”.

LA COMPENSAZIONE

Caro Tito, ti ho parlato spesso di “compensazione” per dirti che, quasi matematicamente, l’esistenza sa ricompensarci ed incoraggiarci a proseguire con una gioia (a volte tutta interiore) dopo aver ricevuto immeritate sofferenze, ingiustizie o addirittura veri e propri martirii. Orbene, ti posso testimoniare che c’è veramente questa “compensazione” … altrimenti, per ciò che ho sofferto e subìto, non sarei qui, adesso, a raccontarti.

La “compensazione” mi ha aiutato a sopportare, ad andare avanti, a completare (per quanto possibile) alcuni miei importati percorsi intellettuali, personali, sociali e specialmente etici ed armonici. Oggi posso ben dirti che la felicità forse non è di questo mondo, ma io l’ho presa per mano. E quasi certamente era proprio questo il senso dei versi che ho scritto nella Certosa di Serra San Bruno, in una notte del settembre 1967 (quando avevo appena 17 anni) … “So che l’eternità mi sfugge. Ma qui l’ho resa per mano” (Gemme di Giovinezza, 13 dicembre 1967, silloge “Notte in Certosa” poesia n. 1).

LA FIDUCIOSA ATTESA

Riguardo la puntuale gioia che ci arriva per compensazione, è soltanto questione di fiduciosa attesa. Infatti (ribadisco) ho percepito, in tutti questi anni di intensa ed appassionante ricerca esistenziale, che esiste l’Armonia e l’Armonia (come nella musica e nelle altre creazioni durevoli, utili e sublimi) è pura e semplice “matematica” ovvero “scienza esatta” per sua Natura e non per costruzione umana. Fosse una costruzione umana, sarebbe per pochi come il denaro o il potere. Invece, l’Armonia è la vera alternativa al denaro e al potere.

Si tratta, quindi, unicamente di saperla riconoscere, viverla ed applicarla con tenacia e con continuità nella propria esistenza anche in mezzo alle tante, troppe disarmonie. Immancabilmente, prima o poi la compensazione arriva. E, quando è arrivata, tutte le sofferenze passate sembrano svanire poiché si riempiono di quella gioia cui non si può pervenire altrimenti. Infatti, si potesse comprare l’Armonia! Te ne do la seguente prova.

GEMME DI GIOVINEZZA

Alla pagina 172 di “Prima del Silenzio” (introducendo nel 1995 la seconda edizione di “Gemme di Giovinezza”) affermo che quasi tutte le poesie scritte tra i 16 e i 17 anni (alcune delle quali avevo pubblicato a stampa il 13 dicembre 1967 nel predetto volumetto) rappresentano “non-solo-poesie” ma veri e propri presagi, presentimenti, premonizioni sulla mia esistenza futura. Addirittura “profezie”!…

Adesso, a distanza di oltre 50 anni da tali versi, posso ben confermarti che si sono tutte avverate quelle “intuizioni” sul mio conto. E, grazie principalmente alla compensazione, sono e mi sento “sopravvissuto” a persone e ad eventi dolorosi, spesso davvero tanto micidiali. In tante peripezie esistenziali ho sempre avuto “luce che illumina luce” (è un mio verso). La serenità di fondo e l’Armonia non mi hanno mai abbandonato nemmeno un solo istante, anche nei momenti di smarrimento o di tristezza: sì, sì “luce che illumina luce”!

Sai bene che questa Armonia è dovuta principalmente all’enorme affetto di cui sono stato circondato specialmente nell’infanzia dentro la mia famiglia, ma pure all’Armonia di Kardàra, questa contrada contadina, meravigliosamente lambìta dal mare Jonio e confinante proprio con la bella contrada di “San Leonardo” (quella detta anche del “tiratore” che si trova tra il mare e la stazione ferroviaria di Badolato).

Ma, oltre alle predette presenze familiari ed ambientali, c’è un’Armonia che potevo conquistare unicamente da solo, con le mie sole forze e consapevolezze esistenziali. Ed è questa l’Armonia più piena e durevole, frutto della mia innegabile onestà umana, intellettuale e sociale e, principalmente, del mio “donare ad oltranza” (umilmente, sempre comunque ed ovunque come ho ampiamente dimostrato) senza attendersi riconoscimenti o meriti. Donare ad oltranza con spirito libero. E’ questo il segreto mio e di tutti coloro i quali sono pervenuti (davvero in tanti, anche laicamente) alla felicità e all’Armonia.

L’ARMONIA DI TUO NIPOTE LEONARDO

leoTi racconto questo di me, per confermarti che l’Armonia di tuo nipote Leonardo è, prima di tutto, nelle Vostre mani … principalmente nelle mani dei suoi Genitori, dei suoi Nonni, dei suoi zii e di tutte le persone che gli vorranno bene. L’affetto tenace e forte, le continue attenzioni e tutto ciò che ispira l’Amore saranno per Leonardo il nutrimento più indispensabile per il suo futuro sereno e persino felice. Come lo è stato per me e chissà per quanti altri!… Poi toccherà a lui costruirsi la sua Armonia, poiché questa è “personale”!…

Potrà incontrare un’infinità di ostacoli (nessuno purtroppo ne potrà mai essere esente), però questo senso di Armonia che si porterà dentro (e che in gran parte prima deriverà da tutti Voi, i suoi familiari, e poi da lui stesso) lo salveranno ovunque, comunque e sempre. Oggi – ribadisco – se ho avuto una psiche, un cuore, una mente, un animo, un comportamento ed un sorriso totalmente stabili e sereni … se non mi sono mai perso di coraggio nemmeno nei momenti apparentemente più bui … se sono sopravvissuto a tante tempeste personali e sociali … lo devo principalmente a coloro che mi hanno voluto bene fin da quando sono nato, dimostrandomi questo bene giorno dopo giorno e credendo in me. Ma lo devo anche al mio consapevole e positivo, aperto e altruistico atteggiamento dello stare al mondo.

ALL’ORIGINE DEL SUO FUTURO

Alla pagina 19, nel contesto della “Presentazione” al romanzo di Rosa Gallelli “Spiragli da una bocca di lupo” (da me edito nel giugno 1992) ho inserito una sorta di “Vademecum” formativo di autore anonimo (per come distribuito dalla nota casa farmaceutica “Abbott Italia Spa”) che qui di sèguito ti trascrivo a beneficio di tuo nipote Leonardo e dei suoi educatori familiari e sociali. Così recita tale brevissima ma splendida guida pedagogica.

“” Il bambino impara ciò che vive … Se vive nel rimprovero, diverrà intransigente. Se vive nell’ostilità, diverrà aggressivo. Se vive nella derisione, diverrà un timido. Se vive nel rifiuto, diverrà uno sfiduciato. Se vive nella serenità, diverrà più equilibrato. Se vive nell’incoraggiamento, diverrà un intraprendente. Se vive nell’apprezzamento, diverrà un comprensivo. Se vive nella lealtà, diverrà un giusto. Se vive nella chiarezza, diverrà più fiducioso. Se vive nella stima, diverrà più sicuro di sé. Se vive nell’amicizia, diverrà sicuramente un amico per il suo mondo! “”.

Ovviamente ciò vale non soltanto per i bambini, ma vale per i cittadini nei confronti dello Stato o della classe dirigente che spesso bistrattano il popolo (che, in fondo, ha bisogno di affetto e di rispetto come un qualsiasi essere umano … come un bambino).

IL DIARIO DELLE EMOZIONI PER LEONARDO

E come ti dicevo per telefono giorni fa (cosa che raccomando a tutte le famiglie che hanno l’onore e la gioia di un nuovo nato), vedi se puoi scrivere (tu che oltre ad essere Nonno sei anche Giornalista e Direttore di Testata) una cronaca affettuosa della vita di tuo nipote Leonardo e, soprattutto, un DIARIO DELLE EMOZIONI … di come e quanto sia stato voluto ed amato fin da quando è stato pensato, desiderato e concepito. Un DIARIO che potrai consegnargli quando potrà capirne il significato ed il valore, preferibilmente al compimento dei suoi 18 anni, nella sua entrata ufficiale nella maggiore età.

A tale proposito puoi leggere, come paradigma, il “Diario di Mollichina” che ho evidenziato nel quarto volume (copertina verde) del “Libro-Monumento per i miei Genitori” dalla pagina 396 alla pagina 414.

Così come fanno generalmente tutti i nonni che portano ai giardinetti i propri nipoti per respirare aria buona o per giocare, tu farai in modo da dedicargli almeno mezz’ora alla settimana per scrivergli una pagina di questa lunga lettera, questo “resoconto” degli affetti e dei suoi atteggiamenti. Quale miglior dono potrà ricevere Leonardo se non un documento dove si attesta che è stato pensato ed amato così intensamente?!… Un ineguagliabile documento di Amore e di Vita!!! Te ne sarà grato per sempre!…

Ovviamente, se può scrivere un nonno, tanto più è doveroso che almeno una letterina alla settimana venga scritta per Leonardo dalla propria mamma e del proprio papà, ma anche dagli altri nonni, dagli zii, dai compari e da chi gli vuole bene. Cerchiamo di evitare doni e prodotti tipici del consumismo!… Cerchiamo invece di donargli documenti di splendida Vita e di sommo Amore, che contribuiscano nella sua età più adulta a fortificarlo per come e quanto sia stato intensamente amato, momento dopo momento!… Un simile DIARIO scritto a più mani e a più cuori non può che fargli bene per la sua bontà ed equilibrio di vita. Per la sua “compensazione” e persino per la sua felicità!

UN DIARIO PURE DA DOCENTI, PARROCI E SCOUTS

Ovviamente, questa del DIARIO per i neonati è una proposta che estendo a tutti coloro i quali lo vogliano realizzare per i propri bambini. Penso che pure noi avremmo preferito avere un DIARIO DELLE EMOZIONI, fin da quando noi eravamo neonati, restituendoci momenti di vita di cui non noi potevamo essere coscienti ma che altri (i nostri genitori, sorelle o fratelli maggiori, nonni, zii, ecc.) avrebbero potuto donarci. Personalmente, ad esempio, avrei gradito molto anche un DIARIO DELLE EMOZIONI e dei comportamenti o delle note o delle letterine dai miei insegnati della Scuola Materna, delle Elementari e della Media. Spero tanto che questo mio sogno non realizzato per me possa essere realizzato per le prossime generazioni.

Oltretutto un simile DIARIO SCOLASTICO COMPORTAMENTALE potrebbe essere assai utile per quando il bambino o il ragazzetto diventerà adulto e … magari … dovrà sedere sul letto di uno psicanalista! Stessa cosa potrebbe valere per i parroci che seguono, in parrocchia, bambini e ragazzi. I parroci (conoscendo più profondamente i ragazzi anche nella confessione) potrebbero redigere il miglior DIARIO per ciascun ragazzo passato per le sue cure umane e religiose. E ancora: potrebbero redigere un DIARIO pure i maestri sportivi e tutti coloro che, in vari modi, hanno in cura ricreativa i ragazzi (penso pure ai capi degli “Scouts”).

URGE UN AMORE CHE SI ESPANDA

Caro Tito, l’Amore che riceverà Leonardo si espanderà, a momento opportuno, nel suo mondo, come conclude il “Vademecum” appena trascritto. Leonardo così sarà un “altruista” equilibrato … uno che non terrà soltanto per sé tutto questo amore che gli state elargendo già fin da prima della sua nascita! E, come dice ripetutamente il Vademecum appena trascritto, in pratica “se si sentirà amato … amerà!”. Infatti, per esperienza personale, ti confermo che io sono stato talmente amato che tutto questo amore ricevuto sento di doverlo dare (nonostante mi reputi un “altruista pentito” o “altruista sfinito”) al mio ambiente di vita e di lavoro, alla mia comunità e società di appartenenza … che ha tanto urgenza di Amore per non perdere definitivamente la “bussola” non soltanto della convivenza sociale ma persino della civiltà umana. Infatti rischiamo di essere risucchiati tutti dalla bestialità vorace dell’avidità di quei pochi che non hanno paura di massacrare e disgregare il mondo (in termini economici, sociali, ecologici ecc. ecc.). Unità d’Amore, quindi, urge, urge, urge!

La tua famiglia, tutta intera, agendo in tal modo, contribuirà ottimamente alla pace nel mondo, avendo generato e avendo formato una persona, un uomo, un cittadino così tanto ripieno d’Amore. E se dentro il tuo animo hai Amore, Amore darai (sempre ovunque e comunque). E questo lo sai molto bene!

IL VIAGGIO E I PERCHE’ DI LEONARDO

Caro Tito, sai altrettanto bene che la nostra vita è un viaggio … un ITER. Fin da bambino, Leonardo, si guarderà attorno per conoscere il mondo attorno a sé. Ovviamente, come abbiamo fatto noi e come fanno solitamente tutti i bambini, avrà una infinità di “perché?” da esprimere e da esaudire. Ecco, chi sta vicino a Leonardo (in particolare la tua famiglia, poi la scuola e altri soggetti socio-pedagogici) deve stare attento a soddisfare (uno a uno) i tanti “perché?” … altrimenti gli rimarrà un vuoto dentro la sua mente e dentro la sua anima. Un vuoto che silenziosamente potrà essere addirittura deviante e, quindi, pericoloso.

Personalmente (come ti ho già detto altre volte e come ribadisco in questa lettera) ho avuto sempre tanti “perché?” … molti più del normale, tanto che hanno monopolizzato la mia esistenza ed hanno contribuito a renderla, però, più che Vita, Wita!… Gioia, Felicità, Armonia. Infatti, non bisogna avere paura dei “perché?” persino quando possano apparire o essere scomodi e la vita, l’ITER … il viaggio esistenziale è così tanto lastricato di “perché?” da non potersi dire più “Wivere” se finiscono i perché. Certo, a quelli più importanti, è bene rispondere prima possibile e nel modo più completo ed inequivocabile. La verità, innanzi tutto!

IL MIO ITER … UN VIAGGIO SUPERSONICO

“Iter” (questo termine che ricorre spesso nei miei scritti) è una parola latina usata dagli antichi Romani per indicare, appunto, il “viaggio” (specialmente quello umano, esistenziale, interiore), l’itinerario della propria Wita. Un viaggio più in generale o un percorso più particolare che porti a scoperte o a risposte. Possibilmente utili ed esaltanti. Ebbene, il mio viaggio è iniziato con la mia stessa venuta al mondo, alla luce e all’Armonia della mia Kàrdara Jonika. Fin dalla prima infanzia, fin dal mio primissimo “perché” è iniziato questo viaggio. Ho intrapreso, poi, più coscientemente, un percorso più personalizzato, impostomi dai particolari interrogativi che affollavano ed assillavano la mia mente e il mio cuore, il mio corpo e il mio stare al mondo.

Così, piano piano, tale percorso mi ha portato per le vie del mio ambiente nativo per poi dilatarsi verso altre latitudini umane e sociali, considerandomi sempre comunque ed ovunque uno “spirito libero” (nonostante pesanti bombardamenti pedagogici, ideologici e plagiativi provenienti da ogni direzione). Poi, ecco, le determinazioni del dicembre 1968, quando ho effettuato la mia scelta di dedicarmi completamente ai miei interrogativi e verificare meglio la realtà quotidiana e storica. I “perché” mi hanno fatto crescere all’inverosimile. Ne sentivo l’affetto e non ne ho mai avuto paura. Anzi! Sono ancora la mia sfida vitale!

Da quel dicembre 1968 (come narro nel libro “Prima del Silenzio” in particolare alle pagine 15-20 quando ho preso le mie determinazioni e scelto la mia via esistenziale), mi sembra di aver intrapreso un viaggio dal ritmo “supersonico” (al di là del suono) come alcuni aerei (o navicelle spaziali) alla ricerca e alla conoscenza di mondi ed interrogativi che sfuggono al vivere quotidiano. Non riuscivo a prescindere dalle mie mete che sentivo così tanto urgenti ed essenziali al mio vivere e all’ottenere le risposte alle miriadi di interrogativi che erano il propulsore di questo mio “viaggio supersonico”. Dal dicembre 1968 all’estate 2018, caro Tito, per ben 50 anni, mi sembra di aver viaggiato proprio a velocità supersonica, come un astronauta, da pianeta a pianeta, da esilio in esilio, da galassia a galassia, da conoscenza a conoscenza. Esaltante, davvero!

Adesso (“memorabile estate 2018”) che ritengo adeguatamente concluso questo viaggio supersonico ed intergalattico, sono assai lieto e soddisfatto di quanto vissuto in piena volontà e passione. Ho ritrovato totalmente realizzato il senso del mio ITER, ancora e sempre convinto che non avrei potuto fare meglio e di più. Missione compiuta con successo, quindi! Ed io non posso che essere davvero tanto felice. Sento pienamente “compiuta” la mia esistenza. Anche se nuovi e altri interrogativi già mi aspettano, ma quelli più essenziali e inquietanti sono stati serenamente ed efficacemente “domati”. Ed è ciò che auguro al tuo piccolo-grande Leonardo, così come ad ogni essere umano che ambisca alla felicità e all’Armonia!…

GEOMETRIE ESISTENZIALI

Se l’Armonia ha le sue palesi o segrete “equivalenze”, la nostra vita ha le sue “geometrie”. Non a caso, il viaggio supersonico, intrapreso nell’anno 1968, si conclude dopo 50 anni, e proprio in questa ancora calda estate 2018. Mi vien da pensare che il 2018 rappresenti i 50 anni di nozze tra me e l’Armonia. Nozze d’oro, si direbbe.

C’è stato qualcuno (mi pare Galileo Galilei ne “Il Saggiatore” capitolo 6) che ha affermato che l’Universo è un libro aperto con un suo linguaggio matematico ed una sua scrittura geometrica … basta saperlo leggere. Così l’Armonia, di cui l’Universo stesso è sostanza. Ecco, mi pare urgente ed utile che laicamente si insegni l’Armonia già nelle prime classi delle scuole, dal momento che tutto viene ricondotto a Lei non soltanto eticamente ma soprattutto funzionalmente, tecnicamente. Così come nella Musica.

Proficuo è a livello personale e sociale, insegnare l’Armonia fin dall’infanzia, insegnando la matematica, la geometria, la musica o altra materia (anche umanistica) che formi maggiormente il bambino e lo fortifichi contro ogni contrarietà e attacco esterno. Sappiamo bene come e quanto, proprio fin dall’infanzia, ognuno di noi è stato aggredito da situazioni pericolose per la serenità e la dignità della persona.

CONFERMO L’ARMONIA

Dopo un così lungo “viaggio supersonico” (nella mente, nel cuore, nell’universo) non posso che confermare l’Armonia sostanziale del nostro esistere. Come ho intuìto e vissuto nella mia infantile “kardarArmonia” (vedi “Prima del Silenzio” in particolare “L’Armonia” pagg. 55-68), come ho poi esperito in oltre 60 anni di vita intensa e spesso impietosa, oggi confermo, in tutta onestà umana e intellettuale, che l’Armonia esiste anche a livelli umani-esistenziali e che di Armonia si può, anzi, si deve vivere per “prendere per mano” la felicità, l’eternità. Personalmente l’ho fatto, guadagnando una serenità permanente che mi ha permesso di vivere nel migliore modo possibile, persino nei periodi più difficili che mi propinava l’esistenza, specialmente quella sociale. L’Armonia è la più vera felicità!

“Confesso che ho vissuto” è questo l’eloquente e compiuto titolo che il celebre poeta cileno (premio Nobel 1971) Pablo Neruda (1904-1973) aveva dato alla sua autobiografia (pubblicata postuma in tutto il mondo nel 1974). Parimenti potrei affermare “Confesso di vivere l’Armonia”.

Inoltre, ho notato che (in natura, negli animali e negli umani) l’Armonia tende a ripristinarsi quando è violata o interrotta. Il più delle volte l’Armonia si auto-ripristina tramite la “compensazione” (di cui ti ho già detto). La Natura, comunque, non sopporta ciò che è disarmonico: o si ripristina l’ordine armonico oppure l’elemento di disturbo viene eliminato in vari modi.

AUGURI D’ARMONIA

Va da sé, caro Tito, che auguro a tuo nipote Leonardo, ai suoi primi passi nel suo essere stato messo al mondo, di vivere in piena Armonia. Così come lo auguro a tutti gli esseri viventi. In altra lettera ti ho scritto che l’Armonia supera persino l’Etica migliore. Infatti, pur nelle sue più eccelse intenzioni e nei suoi più sublimi proponimenti, l’Etica è pur sempre un prodotto umano (spesso contingente), mentre l’Armonia è un prodotto “divino” (potremmo dire) ed eterno, per far capire che ci sovrasta e ci accompagna immutata ed utile come concetto universale ma che ci può appartenere come sostanza e metodo esistenziale … proprio in armonia con tutto ciò che esiste.

Dopo questo mio viaggio supersonico e intergalattico, potrei ben sostenere che la nostra “comunità di appartenenza” così come tutta la società, la singola persona così come l’intera Umanità non hanno altra strada che l’Armonia applicata alla quotidianità e alla sua escatologia. Sarebbe utile sperimentarne la concreta possibilità di realizzazione come ho fatto io e come hanno fatto tanti prima di me ed altri continuano e continueranno a fare … io posso soltanto confermare che l’Armonia nelle nostre vite è possibile. Basta volerlo veramente. Ed io l’ho voluto con tutto me stesso e sono così tanto felice che …

ADESSO POTREI PURE MORIRE !!!

scuolabus-anni-30-italia-meridionaleCaro Tito, come avrai visto di persona nella tua realtà familiare o sociale e come avrai visto rappresentato a teatro o al cinema, ci sono tante scene di vita reale o di rappresentazione in cui talune persone, ormai pervenute ad una certa età, giungono a dire: “E adesso posso pure morire. La mia vita si è compiuta”.

Sembrerebbe strano, ma in effetti, quando sente compiersi la propria vita nel senso voluto da se stessa o dagli eventi esistenziali, una persona si sente pronta a “chiudere gli occhi per sempre” lieta di aver assolto onorevolmente (eticamente o armoniosamente) al suo tempo. Pure per questo ho definito “soglia serena” la cosiddetta “morte” durante il “Corso di preparazione alla morte” del 1996-97. Bisogna giungere a questa “meta” il più serenamente possibile. E quindi, siccome la morte può giungere in qualsiasi momento e a qualsiasi età, sarebbe opportuno cercare di essere in “stato di grazia” o di serenità sempre e comunque.

Quanti genitori, compreso i miei, ho sentito dire “Adesso che i figli sono tutti ben sistemati potremmo pure morire” … oppure … “Adesso che siamo arrivati a questa età ed abbiamo messo a posto tutto e tutti, consideriamo come “regalati” gli anni di vita che verranno. Speriamo in buona salute”. Come dire: “Siamo lieti e soddisfatti di aver dato vita agli anni, piuttosto che anni alla vita”. Oppure “ Abbiamo dato un senso alla nostra vita ed abbiamo concluso la nostra missione, adesso possiamo pure andare”.

Come già sai, il mio rapporto con la morte e con il morire (quotidiano o perpetuo) è da sempre abbastanza sereno, quasi sicuramente perché mi sono affidato all’Armonia fin dall’infanzia di Kardàra ottenendone una Wita soddisfacente (nonostante tutto). All’età di 30 anni ho scritto il mio primo testamento e questa è una testimonianza di come e quanto da sempre consideri la morte “naturalmente e veramente amica, senza imbrogli né inganni né tradimenti” (san Francesco d’Assisi la chiamava “sorella morte”). Perciò, come ho sentito asserire da tante persone, adesso che ho concluso il senso della mia Wita-Iter potrei pure morire, ma continuerò a spendere nel migliore dei modi quel po’ che mi sarà dato vivere ancora.

VIVERE E MORIRE SERENI

Sì, caro Tito, tutti i nostri sforzi (anche comportamentali) dovrebbero tendere a vivere il più serenamente possibile. Preferibilmente in Armonia. Personalmente sento che ci sono riuscito, anche quando le mie lotte culturali e sociali sono state risolute e veementi per l’unico scopo del “bene comune”. Perché sì, si può lottare con serenità, Amore ed Armonia. Tuttavia, è importante mantenersi onesti ed armoniosi, amorosi e lungimiranti anche quando si ha a che fare con individui o gruppi che non vivono altrettanto serenamente, ma anzi sono caratterizzati da una grande varietà di odii e di malesseri, di disonestà e di violenza. Avidità!

Mi è capitato più volte di essere testimone diretto di fatti che confermano quanto ti sto scrivendo. Ad esempio, parecchie sono le persone, specialmente anziani, che muoiono serenamente proprio appena è giunto da lontano al loro capezzale un figlio o un’altra persona cara tanto attesa.

L’ARMONIA DI TUO NIPOTE LEONARDO

Caro Tito, mi auguro e ti auguro che l’educazione data a tuo nipote Leonardo sia improntata alla piena serenità e all’Armonia. Ho sempre detto e lasciato scritto che la base dell’Armonia è prima di tutto l’onestà umana, intellettuale e sociale. Su questa base dell’onestà, che è nel DNA pure della tua famiglia, si può edificare la personalità di questo tuo nipote così come le generazioni che verranno, sangue del tuo sangue.

LA TELA DI LEONARDO

Caro Nonno, questa lettera n. 221 ha un doppio significato ed un unico scopo convergente. Il primo aspetto del doppio significato è che quella del 2018 è l’estate in cui è nato tuo nipote Leonardo ma è anche (secondo aspetto) l’estate in cui ritengo che il mio ITER maggiore abbia trovato il suo “senso compiuto” … il suo completato significato (dopo oltre 60 anni di intensi interrogativi). Come dire che io ho come ultimato di tessere la mia tela esistenziale mentre Leonardo ha appena iniziato a tessere la sua di tela. Lo scopo unico (ovvero che unisce me, Leonardo e tutti gli altri esseri viventi) è che la nostra personale tela esistenziale sia una tela tessuta il più possibile in piena Armonia e con un vero senso lungimirante ed escatologico, più che esaltante, sublime!

PICCOLA LETTERA A LEONARDO GERACITANO

Permettimi, caro Nonno, di scrivere pure io una piccola lettera a Leonardo, sperando che la possa leggere veramente al momento più opportuno, dopo essere stata custodita da Voi suoi familiari. La metto, qui di sèguito, come “prima lettura”.

SALUTISSIMI

Educare ed educarsi all’Armonia è la cosa principale e più importante che c’è nella nostra Vita-Wita. Con questo auspicio, ti saluto, raccomandandoti di dare un sonoro bacione a Leonardo ed un abbraccio a tutti coloro che ami e che ti amano. Alla prossima lettera n. 222 e tanta cordialità!

Domenico Lanciano Azzurro infinito, domenica 16 settembre 2018 ore 18,02 (quasi tutte le foto sono state prese dal web)

3 LETTURE PARALLELE

PRIMA LETTURA

LETTERA A LEONARDO GERACITANO (2018)

Caro Leonardo, ti rinnovo il mio più gioioso “BENVENUTO !” e rinnovo altresì ai tuoi Genitori, ai tuoi Nonni, Zii e altri familiari ed amici il mio più entusiastico sentimento augurale. BUONA VITA A TE E A TUTTI !!! … Nato nel primo secolo del cosiddetto terzo millennio, godrai di una dimensione che per noi, ancora radicati (anzi abbarbicati, avvinghiati) all’ultimo secolo del secondo millennio, potrebbe essere difficile immaginare e addirittura capire. Personalmente spero che tu possa fare parte di quella “Generazione decisiva” che “decida”, appunto, di migliorare (in modo definitivo, concreto e determinante) almeno le condizioni di vita delle persone e dell’ambiente.

Poi, vorrei ricordarti che, mentre tu nascevi a Messina (nella pur sempre meravigliosa e mitica Sicilia ma da genitori calabresi puro sangue) con tutti i riguardi, le attese, le attenzioni e le cure (avendo attorno anche l’affetto trepidante e massimo di tutta l’estesa famiglia paterna e materna), c’era chi (a pochi chilometri da te) nasceva “migrante” in condizioni assai precarie su una nave di salvataggio-naufraghi o addirittura su un gommone e quindi senza alcun conforto, anzi in forte pericolo di vita. Quasi sicuramente ti capiterà (a scuola, all’università, sul lavoro, allo stadio o al bar) di incontrare uno di questi cittadini del nuovo continente Eurafrica che si sta formando (almeno demograficamente) da qualche decennio.

Potrà anche darsi che vivrai una bella storia d’amore con una ragazza proveniente da chissà quale lontano paese martoriato. Così come potrà darsi che il tuo migliore amico o un semplice compagno di banco o di studi sarà originario di altri luoghi e appartenente ad altre mentalità e culture. Sappiatevi amalgamare bene, al di là delle apparenze, dal momento che tutti, indistintamente tutti, avete gli stessi diritti e i medesimi doveri verso Voi stessi, le Vostre famiglie, verso l’Eurafrica, il monto intero e lo Spazio.

Fatto sta, caro Leonardo, che ti aspetta (è inutile nasconderlo) un compito assai impegnativo di convivenza, integrazione e di armonizzazione umana, culturale, religiosa, sociale, economica affinché tutti Voi, cittadini del terzo millennio, possiate appunto costruire (bene e insieme) il continente “Eurafrica” e un Mondo sempre più giusti e più vicini ai grandi ideali che ci provengono da tanto lontano e che tanto lontano intendono andare per rendere “felice” l’Umanità.

Se avrai modo di leggere il resto di questa “Lettera a Tito n. 221” potrai meglio capire cosa intendo raccomandarti. Cose che, poi, ti verranno raccomandati prima di tutto dai tuoi familiari, specialmente da Nonno Tito. Perciò, intanto cresci bene, nel migliore dei modi possibili, e poi cerca di tendere alla vera Armonia, quella che (nonostante tutto) ti renderà sereno, forte e persino “felice”! Ed è ciò che ti auguro, dal più profondo del mio cuore! Buona Wita, Leonardo!

SECONDA LETTURA

Corriere della Sera – Cronache – Migranti – Milano, 09 luglio 2016 – Articolo di Emanuele Trevi

ALEX E I BAMBINI DEL MARE

I piccoli nati durante le traversate.

L’ultima venuta al mondo sulle navi che salvano i migranti è stata chiamata Manuela come l’ostetrica che l’ha aiutata.

Mi sono sempre chiesto perché la Natura (che a quanto ci insegnano le fa tutte giuste) rende sempre incerti e ambigui quelli che pensiamo essere i nostri primi ricordi, i quali mai e poi mai, in qualunque caso, possono spingersi fino al momento in cui volenti o nolenti è toccato a noi, e siamo venuti al mondo. Forse sarebbe interessante ricordare il primo sguardo, ancora appannato di sangue e placenta. Più probabilmente questa ignoranza è il risultato di una provvida economia delle conoscenze e delle energie. E così, per quello che fino a prova contraria è l’evento più importante delle nostre esistenze siamo destinati ad affidarci a testimonianze indirette. Una cosa mi sembra sicura: il momento e le condizioni in cui veniamo al mondo esercitano su di noi un’influenza destinata a esaurirsi solo con l’ultimo respiro. Da tale punto di vista, l’astrologia è una conoscenza molto più «scientifica» di tante certezze che crediamo «scientifiche» e che vent’anni dopo si rivelano delle bufale totali.

Una prova iniziale durissima

Per questo le fotografie di questi meravigliosi bimbetti arrivati nelle circostanze più ostili che si possano immaginare ci toccano così da vicino. Mettiamo che per assurdo nessuno gli raccontasse mai in che razza di inferno stavano per aprire gli occhi, a un passo dal troppo tardi. Ebbene, si tratterà sempre di uomini e di donne che hanno attraversato una prova iniziale durissima, e sono stati battezzati dall’acqua salata e dalla paura. Ricordate la cicogna? Non so se il politicallycorrect oggi ha eliminato pure lei dalle fantasie umane, ma era un’eccellente metafora, e non solo un modo di non rivelare ai bambini i segreti del concepimento. Perché nascendo noi, in effetti, veniamo deposti da qualche parte. Ed è come se la cicogna di questi neonati, in un momento di difficoltà (nemmeno le cicogne sono perfette), non avesse trovato di meglio che deporli sull’orlo di un vulcano o sul bordo di un precipizio. A loro è toccato in sorte un luogo di transito dove a nessuno, potendo, salterebbe in mente di nascere: un luogo intermedio e rischiosissimo che sta da qualche parte nell’immensa distanza che separa la disperazione dalla salvezza. Ma a pensarci bene, questo luogo non è altro che il mondo, e l’esperienza che tutti ne facciamo. E dunque questi bambini eccezionali sono anche dei bambini normalissimi, e questa è sempre la notizia più bella. Se non siamo capaci di amarli, c’è in noi qualcosa di così marcio e storto che non saremo nemmeno mai capaci di amare noi stessi.

TERZA LETTURA

LA MEMORABILE ESTATE 2018

camion-basko-sul-ponte-di-genova-crollato-il-14-agosto-2018Caro Leonardo, quando nasce un bambino o una bambina, qualcuno della sua famiglia solitamente prende all’edicola un quotidiano da conservare per far capire a questo nuovo essere umano che mondo c’era nel giorno della sua nascita. Non so se qualcuno ti abbia comprato una copia di un qualsiasi giornale (regionale o nazionale). A me, comunque, sembra logico (pure per concludere meglio questa “Lettera n. 221” in gran parte a te dedicata) evidenziare alcuni fatti che hanno reso “memorabile” l’estate 2018 … la tua estate!

giuramento-governo-conte-01-giugno-2018• 01 giugno 2018 pomeriggio, al Quirinale giurano i ministri del Governo Conte (sostenuto dal Movimento 5 Stelle e dal partito della Lega). Finalmente dopo tre mesi dalle elezioni del 04 marzo, l’Italia ha chi la guida. Si è autodefinito “il governo del cambiamento”. Vedremo.

• Luglio 2018 – Il panorama internazionale vede all’opera queste poche grandi potenze globali: Stati Uniti, Europa, Russia, Cina che si contendono i commerci mondiali anche con clamorose scorrettezze. Le guerre più sanguinose sono ancora sempre in Medio (Siria, Irak, Israele-Palestina, Yemen) ed Estremo Oriente (specialmente in Afghanistan). Le migrazioni forzate o volontarie di grandi masse continuano, per mare e per terra, in tutti i continenti verso le Nazioni più ricche.

• 3-12 agosto 2018 – L’Italia è risultata terza (dopo Russia e Gran Bretagna) agli Europei di Nuoto con 39 medaglie! Davvero un ottimo risultato, avendo distanziato di molto altre grandi Nazioni.

• Martedì 14 agosto 2018 ore 11,36 crolla la parte centrale del ponte Morandi a Genova: 43 morti, decine di feriti, centinaia di sfollati dalle case sottostanti. Non soltanto la Città ma tutta l’Italia è colpita e spaventata. Ed io stesso ho adesso paura ad attraversare i ponti, specie quelli grandi. Ma in Italia c’è pure il problema delle scuole non sicure simicamente o strutturalmente, mentre il nostro sistema orografico è talmente fragile che si moltiplicano alluvioni, terremoti ed altri disastri. L’ambiente resta un’eterna emergenza e la gente ha sempre più paura per la sua incolumità.

• Sabato 25 agosto 2018 – Visita in Irlanda di Papa Francesco, il quale, tra l’altro afferma solennemente chiedendo scusa alle vittime degli abusi avutisi in ogni parte del mondo per colpa di persone consacrate: “Sulla pedofilia la Chiesa ha fallito ed io provo dolore e vergogna”. Il magistero della Chiesa ne viene così grandemente compromesso. C’è del gran marcio persino in Vaticano!

• Settembre 2018 – Almeno fino alla maggiore età, caro Leonardo, ti toccherà sicuramente vivere in famiglia e in Italia. Nel nostro Paese, sappi che c’è uno sport assai diffuso a livello nazionale: è lo scaricabarile. Praticamente una generazione cerca di scaricare sulle generazioni che verranno non soltanto il cosiddetto “debito pubblico” ma un’infinità di carenze e di problemi mai risolti che peseranno anche sulla tua di generazione. Personalmente (avendo sempre lavorato per ridurre i problemi e per migliorare le cose) non ho da chiederti perdono di niente, ma c’è chi dovrà battersi il petto e cospargersi di cenere la testa chiedendoti non soltanto perdono ma pietà storica! Sappi che altro sport nazionale, assai praticato, è lo “sgambettificio”. Quindi non soltanto c’è un forsennato e diffuso scaricabarile ma preparati ad affrontare sgambetti che ti proverranno da ogni parte!

Caro Leonardo, i problemi e i drammi dell’Umanità (vicino o lontano da noi) sono tantissimi, anche troppi. Mi sono ancora adesso chiesto, in questa memorabile estate 2018, quale sarebbe o dovrebbe essere la migliore missione, o meglio, il compito più utile che una persona (da sola o in unione con altri) possa fare. Mi sono dato una sola ed unica risposta: cercare di lenire l’immenso dolore del mondo. Bacioni. Stop.

Domenico Lanciano – CostaJonicaWeb.it

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