La missione dei coniugi calabresi Angelo Verga e Caterina Guarna per un mondo senza confini

Caro Tito, alla pagina 101 del libro “Prima del Silenzio” (edito nel giugno 1995), iniziando il discorso sugli “Eroi del quotidiano” (dizione usata poi dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella fin dal 2015 per l’assegnazione dei riconoscimenti ai cosiddetti “eroi civili” ovvero alla “gente comune” che sa essere meritevole di particolari imprese di altruismo) scrivevo brevemente e a chiare lettere: << Non c’è merito maggiore, in questo mondo, che stare vicino alla gente malata nel corpo e nell’anima, alleviandone le sofferenze o risolvendone con impegno e molto seriamente i problemi>>.

1 – ANGELO VERGA E CATERINA GUARNA

1-senza-confini-bambini-di-bodgaun-nepalTra le persone che, inserite in àmbito cattolico, da sempre si impegnano molto per aiutare gli altri, in tante parti del mondo, ti devo segnalare due nostri conterranei calabresi, che però vivono a Roma da decenni per motivi di lavoro. Sono i coniugi Angelo Vito Verga, originario di Crotone, e Caterina Gerardina Guarna, nativa di Badolato (CZ). Fin dal 1994 sono presenti con i loro interventi umanitari nella diocesi di Huànuco che si trova nella parte centrale del Perù, in Sud America.

Avendo la stessa età, conosco Caterina Guarna fin dalle scuole elementari ma anche per le assidue frequentazioni della chiesa e della parrocchia dei Santissimi Angeli Custodi di Badolato Marina fin dalla sua inaugurazione del 14 marzo 1956. Abbiamo viaggiato sugli stessi treni a motivi dei nostri studi. Caterina ha frequentato scuola media e magistrale dalle suore salesiane di Soverato all’Istituto Maria Ausiliatrice. Poi la sua famiglia si è trasferita a Roma.

Nella Capitale, Caterina ha effettuato i suoi studi universitari, laureandosi brillantemente ed entrando come funzionario dirigente nella Pubblica Amministrazione. A Roma ha conosciuto e sposato Angelo Verga, biologo, con il quale ha avuto due figli.

2 – ONLUS-ONG “SENZA CONFINI”

All’inizio del 2000, Angelo e Caterina hanno fondato “Senzaconfini” un’associazione di volontariato missionario laico con lo scopo di realizzare opere sociali (specialmente a carattere sanitario, educativo e di sostegno economico-lavorativo) a favore delle popolazioni che ne erano prive. La loro azione missionaria era già presente nel 1994 in alcune nazioni dell’America Latina per poi estendersi sempre di più anche in Africa e in Asia.

3-senza_confini_logoMa tale diffusione aveva bisogno di una regolamentazione legalmente riconosciuta, con uno Statuto, un Direttivo ed una Organizzazione più formale, operativa ed “istituzionale”. Così l’entusiasmo dei promotori e dei primi volontari è confluito in un’associazione vera e propria, denominata “Senzaconfini” con la costituzione in “ONLUS” (organizzazione non lucrativa di utilità sociale) avvenuta a Roma il 29 maggio 2001.

Operando prevalentemente all’estero, tale Associazione è divenuta “ONG” (organizzazione non governativa) e, in seguito, grazie ai numerosi progetti realizzati, è stata riconosciuta “Organizzazione Internazionale (ENIEX) in Perù.

3 – http://www.senzaconfini-onlus.org/

Chi vuole approfondire la conoscenza di tale associazione può visitarne il sito http://www.senzaconfini-onlus.org/ anche per avere le esatte informazioni su come contribuire alle numerose e molto meritevoli attività missionarie che consistono, in particolare, nella realizzazione di strutture sanitarie specialistiche e di poliambulatori, strutture di accoglienza per ragazze madri e bambini abbandonati, strutture di ospitalità per studenti poveri, programmi di alfabetizzazione, di sostegno a distanza per l’infanzia disagiata.

4-medici-a-bodgaun-nepalAttualmente l’associazione “Senzaconfini” è presente in America Latina (Perù, Ecuador, Colombia e Bolivia), in Africa (Camerun e Guinea Equatoriale), in Asia (Nepal). Se l’impegno estero è notevole ed esteso, in Italia “Senzaconfini” realizza attività culturali di informazione e comunicazione, di formazione ed educazione allo sviluppo, promuovendo iniziative di sensibilizzazione sulle principali tematiche proprie della onlus-ong al fine di qualificare l’apporto dell’azione del volontariato anche internazionale nei contesti politico-sociali dei Paesi dove vengono realizzati gli interventi.

4 – COLLABORAZIONI E CONTRIBUTI

Ognuno di noi può collaborare e contribuire in vari modi con “Senzaconfini” nelle realizzazioni di opere a favore delle persone e delle popolazioni più disagiate e sofferenti. Teniamo presente che le donazioni in denaro sono deducibili nell’annuale dichiarazione dei redditi (IRPEF), il cui termine di presentazione, nel 2020, slitta al 30 settembre, a motivo del “coronavirus”.

5-sensa-confini-onlus-firma-5x1000Ma potremmo fare molto di più partecipando in prima persona ai progetti di solidarietà internazionale, magari trascorrendo un periodo breve di ferie lavorative o un tempo più lungo (specie se già in pensione) nei luoghi di intervento, nei modi e nei tempi da concordare con il direttivo della onlus-ong. Teniamo sempre presente che “La messe è molta e gli operai sono pochi” (Vangelo di San Luca 10:1-9).

Quindi, se vogliamo dare sùbito una testimonianza di solidarietà etica e cristiana, possiamo usare il seguente numero IBAN “IT 18K02008051720000150043523” “Senzaconfini onlus” – Roma, mentre se vogliamo firmare il 5×1000 nella dichiarazione dei redditi (IRPEF) entro il 30 settembre 2020, questo è il codice fiscale da indicare “06635551002”. Chi ne vuole sapere di più o intende comunicare con l’associazione può digitare il seguente indirizzo mail senzaconfini.ong@gmail.com o comporre il numero di telefono 06-64811110 o, ancora meglio, recarsi alla sede romana in Via Makallé n. 7 (zona Nomentana – quartiere Trieste).

5 – NEL NOSTRO PICCOLO

Caro Tito, personalmente ritengo che ognuno di noi, nel nostro piccolo, possa esprimere un gesto di solidarietà non soltanto etica e cristiana ma anche semplicemente laica a favore di popolazioni che sono al limite della sopravvivenza oppure che non godono di quei diritti minimi alla salute e alla dignità sociale che noi, bene o male, abbiamo. Con i tempi che corrono, per guadagnare la pace dobbiamo cercare di condividere (il più possibile) benessere, risorse e buona volontà.

6-adotta-un-bambinoNel corso delle mie finora 272 lettere, ti vado scrivendo spesso sull’esigenza di lavorare o lottare per la pace nel mondo e per un mondo migliore in prima persona oppure aiutando il più possibile coloro i quali, laici volontari (come Angelo e Caterina) o sacerdoti missionari in permanenza e ad oltranza, si adoperano per “fecondare in questo infinito il metro del nostro deserto” (ricordi questi versi-guida di “Gemme di Giovinezza” del 1967?)

6 – RIUSCIRE

Sappiamo fin troppo bene che la volontà governa le nostre azioni. Perciò, cerchiamo di trovare le giuste motivazioni per dare il nostro convinto e generoso contributo personale o familiare o di comunità per migliorare, tramite i missionari laici o consacrati o tramite le onlus-ong, le condizioni di innumerevoli genti. Specialmente le condizioni assai precarie di milioni di bambini rimasti orfani o abbandonati, i quali combattono contro la fame ed ogni sorta di sofferenza fino a cercare cibo nelle discariche o fino ad essere sfruttati in lavori pesanti senza mai conoscere un gioco o una scuola, un sorriso o un futuro!

Non mi stancherò mai di dire che è urgente “bonificare” (rendere bello e buono) in tutti i modi gran parte del nostro pianeta. Lo dovremmo fare per amore o per egoismo. Per Amore dei nostri simili, per amore dei nostri ideali o della nostra fede laica o religiosa, politica o utopica. Per egoismo, poiché il loro benessere è la nostra sicurezza e tranquillità.

7-tu-puoiSe il nostro impegno sarà serio e continuo, nel giro di alcune generazioni dovremmo riuscire a riequilibrare, almeno in modo accettabile e sostenibile, genti e popoli. E lo possiamo fare con piccoli o grandi progetti. L’esperienza ci conferma che quanto più ci sentiamo utili agli altri, tanto più il nostro animo si rasserena e ci dona felicità. Perciò, dovremmo “riuscire” a fare il bene non soltanto per amore o per egoismo, ma anche per il nostro personale benessere interiore e la nostra individuale lungimiranza esistenziale.

7 – COMITATO DIOCESANO PRO ONLUS SENZACONFINI

Caro Tito, provo a proporre un modo per esercitare la nostra solidarietà, magari proprio tramite l’onlus-ong “Senzaconfini” fondata e condotta con grande efficacia dai nostri due compaesani calabresi Angelo e Caterina, persone altamente affidabili che conosco da tanti decenni e che hanno già dato prova di bravura nel realizzare davvero molteplici opere, assai utili alle popolazioni periferiche o emarginate di Perù, Colombia, Ecuador e Bolivia in America Latina; di Camerun e Guinea Equatoriale in Africa; del Nepal in Asia.

Proporrei di costituire un apposito Comitato di sostegno alla onlus-ong “Senzaconfini”. Tale Comitato potrebbe essere indipendente oppure appoggiarsi alla Arcidiocesi di Catanzaro-Squillace oppure a qualche nostra parrocchia del comprensorio di Soverato. Sarebbe poi assai utile che si potesse intessere uno stretto rapporto di “gemellaggio” tra qualche nostra Diocesi calabrese e le Diocesi di riferimento dei luoghi di missione dell’associazione “Senzaconfini”.

8-dal-peru-al-nepal-sensa-confini-onlusRitengo, in particolare, che proprio Badolato, comune di nascita di Caterina, possa esprimere il meglio nei confronti della nostra ottima compaesana. La comunità badolatese ha sempre avuto un’indole solidale, per natura storica e per convinzione sia religiosa che politica. Più recentemente dal 1997, cioè dai tempi dei profughi curdi della nave Ararat, i badolatesi (istituzioni e popolo) si sono fatti grande onore davanti a tutto il mondo per il magistrale esempio di accoglienza, aiuto e sostegno per chiunque sia approdato sulle nostre rive joniche. Ricordiamo che nel nostro borgo antico, nei secoli passati, esisteva persino una congrega che riscattava gli schiavi (persino ebrei) per renderli liberi. Con la onlus-ong “Senzaconfini” può continuare tale splendida tradizione solidale ultrasecolare (millenaria, direi) distintiva di Badolato e dintorni.

8 – DAGLI APPENNINI ALLA ANDE

Caterina ha già dimostrato ampiamente la sua “badolatesità” profonda realizzando un’idea davvero sorprendente quanto ammirevole e lodevole. Dagli Appennini alle Ande, ha portato in Perù la devozione della nostra Madonna della Sanità, un antico culto che ci proviene dai monaci basiliani e da un miracolo. Si narra, infatti, che tra i lussureggianti uliveti della collina di Santo Isidoro (Santu Sìdaru, in dialetto), a circa tre chilometri dal borgo, in zona amenissima e panoramica su tutto il Golfo di Squillace, esistesse un antico romitorio rupestre attribuito ai monaci basiliani, lì rifugiatisi per essere stati cacciati dalla crudele e sanguinosa avanzata islamica in Medio Oriente e in Sicilia tra ottavo e nono secolo.

9-statua-sanita-processione-vie-borgo-badolato-2017Le varie vicende, specie dopo la conquista della Calabria nell’undicesimo secolo da parte dei Normanni (i quali si impegnavano a latinizzare le nostre contrade con le buone o con le cattive), portarono all’abbandono del cenobio basiliano (di rito greco-bizantino). Cercava di prendersi cura di tale luogo sacro un contadino, Isidoro. Poi però, costui, afflitto dalla morte della moglie e dalla grave malattia del figlio, iniziò a disinteressarsi di tale eremo. Ma – come narra la tradizione – una notte la Madonna gli apparve in visione tendendogli delle ciliegie ed esortandolo di farle mangiare al figlio per una sicura guarigione ed invitandolo, altresì, ad edificare in quel luogo una chiesa dedicata alla Madonna della Sanità.

Isidoro non esitò e diede immediatamente le ciliegie al figlio, il quale si svegliò la mattina successiva completamente guarito. Così come non esitò ad edificare in onore della Madonna della Salute (e della guarigione, nel suo caso) un piccolo santuario, méta di devozione per tutta Badolato e per i paesi dei dintorni. Il contadino Isidoro fu proclamato santo, probabilmente uno dei pochissimi contadini o lavoratori della terra ad essere portato agli onori dell’altare.

10-badolato-e-santuario-madonna-della-sanitaStoricamente, però, esiste il dubbio che la figura di Sant’Isidoro di Badolato sia una derivazione spagnolesca di Sant’Isidoro Agricola (Madrid 1080-1130), canonizzato nel 1622 proprio in epoca di dominazione spagnola del sud Italia e, quindi, di Badolato e della Calabria. La data di esistenza di Sant’Isidoro di Badolato e di Sant’Isidoro di Madrid è, in pratica, la medesima (1080-1130). Che sia una derivazione spagnolesca può essere pure dimostrata dal fatto che il culto di Sant’Isidoro Agricola, madrileno, sia presente in varie parti di quel meridione italiano dominato proprio dagli Spagnoli. Tuttavia, sarebbe utile approfondire, anche se, nella sostanza, poco o nulla cambia per la tradizione popolare e religiosa di Badolato. Proprio come i Santissimi Medici Cosimo e Damiano, il cui culto non è esclusivo patrimonio del vicino paese di Riace, ma è diffuso in varie parti d’Italia. C’è un importante santuario, con grande festa, pure ad Isernia, da queste mie parti altomolisane.

La festa della badolatese Madonna della Sanità avveniva tradizionalmente l’ultima domenica di agosto. Ma, dai primi anni settanta in poi, fu spostata nella settimana tra l’ultima domenica di luglio e la prima di agosto per permettere agli emigrati di poter venerare adeguatamente la Vergine Santissima della Sanità, così tanto cara a tutti coloro che bramano salute fisica e spirituale.

11-statua-madonna-della-sanita-in-peruCaterina, da badolatese e da devota della Madonna della Sanità, ha fatto scolpire a grandezza naturale ad un artista peruviano copia quasi del tutto eguale della statua presente nel santuario rupestre di Badolato. Tale artista è stato davvero assai bravo, poiché ha realizzato magistralmente la statua guardando soltanto alcune foto, mai potendo vedere da vicino l’originale scolpita dal maestro Perathoner di Ortisei (Bolzano) nel 1964, dopo la distruzione, domenica 25 agosto 1963, della statua precedente (opera ed invenzione dello scultore Cocchiara di Napoli alla fine del 1800 inizi 1900). La nuova statua fu benedetta nella basilica di San Pietro in Vaticano mercoledì 29 aprile 1964 e poi portata solennemente a Badolato, dopo essere passata per tutti i paesi jonici della Diocesi di Squillace.

A mio modestissimo parere sarebbe proprio il caso che le persone più devote della Madonna della Sanità organizzassero, appena possibile, un pellegrinaggio solidale nella città di Huànuco, nel Perù centrale, per onorare quella locale statua e comunicare, auspicabilmente nel contesto di un gemellaggio solidale, le usanze badolatesi nel culto di questa Madonna della Salute, portando concreti aiuti alle genti andine.

12-statua-peruviana-m-della-sanitaNon dovrebbe essere, poi, tanto difficile che il Vescovo di Huànuco (quando capita di andare a Roma) possa celebrare messa al santuario della Madonna della Sanità di Badolato, magari avendo al seguito qualche pellegrino peruviano (fosse anche dell’ambasciata romana del Perù presso lo Stato italiano o la Santa Sede o la FAO). Potrebbe essere, questa, una prima utile base di avvìo per un fattivo e solidale gemellaggio tra le due comunità che hanno un medesimo culto, assai importante e significativo. La statua peruviana presiede idealmente il Centro ambulatoriale Ospedaliero di Puelles, a Huànuco, che èroga servizi socio-sanitari per oltre 4000 pazienti al mese! Tutta opera della onlus-ong “Senzaconfini”.

9 – PREMIATI DA PAPA GIOVANNI PAOLO II

Caro Tito, nel corso della sua assai proficua attività, la onlus-ong “Senzaconfini” ha ricevuto molteplici riconoscimenti, il più importante dei quali è quello conferito, per i molti meriti missionari, direttamente da papa Giovanni Paoli II, il pontefice polacco poi proclamato santo.

L’Università delle Generazioni, l’associazione culturale fondata in Agnone del Molise nel 1993, ha assegnato il “Gran Premio delle Generazioni 2020” alla onlus-ong “Senzaconfini” di cui qui riporto la pergamena che verrà consegnata il prossimo primo maggio, giorno dei lavoratori e di coloro i quali si adoperano incessantemente, direi in modo stakanovista, per un “mondo migliore”.

 Pergamena Gran Premio delle Generazioni 

Ma, a parte i premi ed i riconoscimenti, ritengo che la soddisfazione maggiore per chi fa bene il bene sia quella di sentirsi religiosamente o laicamente, moralmente o eticamente in linea con i propri ideali. L’Armonia è, dopo tutto, l’ineguagliabile e preziosa ricompensa che aiuta le persone di buona volontà a fare sempre meglio, a fare sempre di più.

10 – IN RICORDO DI PADRE CELESTINO CIRICILLO

Ho detto e scritto più volte che ammiro assai (e soltanto) chi dalle parole e dalle buone intenzioni passa ai buoni fatti in qualsiasi settore umano e sociale. Pure per questo, della Chiesa Cattolica ammiro e stimo unicamente i cosiddetti missionari, specialmente coloro i quali operano il bene per il bene, senza forzature di proselitismo. Ho conosciuto tanti di questi missionari onesti e puri. Primo tra tutti il frate cappuccino molisano Celestino Ciricillo, nato in Sant’Elia a Pianisi nel 1926 e morto in Agnone nel 1996 ad appena 70 per la malaria contratta in terra di missione. Egli mi ha onorato della sua profonda e sincera amicizia a tal punto da affidarmi talune riservate confidenze, quasi un “testamento morale” di immenso valore.

14-padre-celestino-ciricilloMissionario in Ciad, il suo capolavoro (realizzato dal nulla assieme al medico molisano di Poggio Sannita, Elisa D’Onofrio, e con il sostegno di tanti amici benefattori, disseminati in ogni parte del mondo) è stato il Centro socio-sanitario di Bebedjià in una regione semidesertica a 600 km dalla capitale N’Djamena, risultato di oltre 25 anni di frenetico e tenace attivismo. Una vera e propria cittadella che (comprendente un piccolo ospedale, altri servizi ambulatoriali del tutto gratuiti, laboratori di produzione varia per donne e giovani, ecc.) era molto apprezzata pure dal governo ciadiano. Adesso, l’opera di padre Celestino Ciricillo e della dottoressa Elisa D’Onofrio è portata avanti dalla Diocesi di quella zona. Una volta tornati in Italia per età avanzata e non contenti di questa loro meritoria Opera, nel 1992, in Agnone del Molise, hanno fondato e condotto per parecchi anni ancora un Centro Missionario Diocesano per la riabilitazione motoria di giovani ciadiani poliomielitici e per la formazione socio-sanitaria di suore e di laici africani, i quali poi sono tornati dalle loro genti con il nuovo bagaglio di conoscenze umane e professionali da applicare nel luogo di origine.

11- LODE A CHI COMBATTE IL CORONAVIRUS

Caro Tito, ho aperto questa lettera evidenziando: << Non c’è merito maggiore, in questo mondo, che stare vicino alla gente malata nel corpo e nell’anima, alleviandone le sofferenze o risolvendone con impegno e molto seriamente i problemi>>. E’ quello che sta accadendo, dopo la Cina di Whan, in tante parti del mondo dove si sta diffondendo il cosiddetto e aggressivo “coronavirus” Covid 19 che sta causando innumerevoli infettati, malati e morti. La situazione è talmente grave che la stessa Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato, proprio poche ore fa a Ginevra, l’allerta pandemica globale.

15-contro-il-coronavirusAdesso, come non essere vicini, come non solidarizzare, come non sostenere, lodare ed incoraggiare tutti coloro che si stanno prodigando (scienziati, governi, amministratori, personale socio-sanitario, forze dell’ordine e militari, cittadini comuni, ecc.) per contenere, curare e neutralizzare tale virus mortale?… Dalle cronache apprendiamo che alcuni di loro sono morti proprio per essere in prima linea contro il virus. Dagli organi competenti italiani è stato raccomandato, quasi imposto, alla popolazione di stare assai attenta e, preferibilmente, di non uscire da casa. Come gesto di convinta adesione a tale sollecitazione e come immenso sentimento di affetto, di riconoscenza e di solidarietà a tutti i combattenti, voglio riportare questa foto che dà il senso del dramma generale ma anche della lodevole responsabilità dei professionisti e dei volontari sul fronte del coronavirus.

12 – ROSANNA LAMBERTUCCI

Nella primavera del 1987 (nel fulcro della diffusione mediatica, specialmente televisiva, della vicenda di “Badolato paese in vendita in Calabria”) ho avuto occasione di girare per tutte le redazioni delle varie trasmissioni della RAI – Radio Televisione Italiana per proporre di trattare lo spopolamento del mio borgo medievale (come simbolo delle decine di migliaia di altri antichi paesi europei da rivitalizzare e da salvare dalla disgregazione e addirittura da probabile morte).

Ho visitato pure la redazione di Rai Due “Più sani, più belli” condotta dalla bellissima Rosanna Lambertucci, allora dolcissima ed affascinante quarantaduenne, nel pieno della sua splendida forma e ingegnosa creatività. Mi ha ricevuto ed ascoltato con grande cordialità, interesse e simpatia. Le ho chiesto di trattare della salute dei borghi che si stavano spopolando e sgretolando paurosamente. Ovviamente, in apparenza la sua non era la trasmissione adatta.

16-rosanna-lambertucci-piu-sani-piu-belliSarebbe stata una forzatura, forse pure originale ed efficace, ma pur sempre forzatura. Però non volle chiudere il discorso. Le piaceva l’abbinamento salute-bellezza non soltanto delle persone ma anche dei borghi, prezioso patrimonio nazionale. Mi disse che ne avrebbe parlato con gli autori del programma, allora assai seguito così tanto che collezionò ben 17 edizioni. Così mi chiese di farmi vedere dopo due settimane.

Quando sono tornato, le ho portato un poster a colori e incorniciato (cm 70 x 50) dell’immagine della Madonna della Sanità di Badolato. Avrebbe potuto appendere tale quadro ad una parete della sua redazione o addirittura esibirlo in trasmissione, magari trattando dei benefici apportati alla bellezza e alla serenità delle persone dalla fede, dalla meditazione, dall’ascesi e dalla preghiera (come proponevano, a quei tempi, specialmente le religioni asiatiche). Si congratulò per il suggerimento e prese, ringraziandomi, quel poster mariano legato alla salute interiore e corporea. Chissà dove sarà quel bel quadro!…

13 – SALUTISSIMI

Caro Tito, concludendo questa lettera n. 272 sull’opera e l’azione missionaria degli stimatissimi coniugi calabro-romano-universali, amici e compaesani, vorrei ringraziare anche qui Angelo Verga e Caterina Guarna per tutto ciò che fanno, non lasciando proprio nulla di intentato, a favore delle genti bisognose. Mi auguro che i nostri lettori possano aderire ai loro ideali e, quindi, contribuire affinché si possano realizzare in tante parti del mondo piccole e grandi Opere di Dignità, specialmente per le nuove generazioni. Sempre per un mondo migliore, nel quale possiamo essere tutti solidali, sereni. Persino felici ed armoniosi.

17-statue-a-confronto-madonna-sanita-badolato-e-peruE li voglio ringraziare anche a nome di coloro i quali magari non riescono o non possono farlo per vari motivi, ma so che lo vorrebbero fare. Infatti, ha destato molta curiosità e generali consensi il mio precedente articolo sulla statua della Madonna della Sanità in Perù, pubblicato tra il 26 e il 29 febbraio scorso da varie testate giornalistiche calabresi. Che qui elenco con vera riconoscenza e cordialità.

Dunque, i seguenti otto siti web hanno riportato il mio comunicato-stampa (intitolato “Una statua della Madonna della Sanità di Badolato esiste pure a Huànuco, in Perù”) e le foto che ne erano a corredo: https://catanzaro.gazzettadelsud.it, https://calabria.live, www.ilreventino.it, www.lameziainstrada.com, https://mediterraneinews.it/, www.lamezialive.it, www.soveratoweb.com, www.strill.it. E tre “aggregatori” nazionali hanno rilanciato alcuni di questi siti: https://it.geosnews.com, www.virgilio.it, http://247.libero.it contribuendo alla maggiore diffusione della notizia.

Notizia che, per merito dell’amico giornalista badolatese Franco Laganà, è stata riportata in cartaceo pure dall’edizione locale de “Il Quotidiano del Sud” segnalatami, nel giorno di pubblicazione di sabato 29 febbraio 2020, dal mio parente Raffaele Lanciano, che ha l’edicola in Via Nazionale 93 in Badolato Marina. Mi farà pervenire copia originale, fra due o tre settimane, appena si sarà concluso il periodo di “quarantena” impostaci, per decreto ministeriale, a causa dell’insistenza dell’epidemia-pandemia del “coronavirus”. Ringrazio di vero cuore sia Franco che Raffaele, sempre gentili, disponibili ed utili in questa mia lontananza.

18-thank-you-senza-confiniConcludo con questa bella foto di bambini che ringraziano, con un improvvisato ma colorato e simpatico cartello, gli amici di “Senzaconfini” la onlus-ong che merita tutta la nostra attenzione (ideale, concreta ed operativa).

In attesa della prossima “Lettera n. 273” ti ringrazio e ti saluto, raccomandandoti di essere in permanente allerta-salute per questo “coronavirus” che ci preoccupa notevolmente. Buona salute e buona vita, Tito!

Domenico Lanciano (www.costajonicaweb.it)