La musica amorosa del cantautore Mario Colonna di Badolato Marina

 

Caro Tito, fra qualche settimana ricorrerà il 14 febbraio, la “Giornata degli innamorati”, la prima al tempo del Covid-19. Una festa non-festa. Eppure, ho motivo di ritenere che sarà una giornata intensissima di sentimenti, di emozioni e di desideri come non mai. Infatti ci sono, per fortuna, mezzi tecnologici tanti e tali (telefonini e parecchi altri) che permetteranno agli innamorati almeno di esprimere a distanza (a chi è lontano per lavoro o per lockdown) il reciproco amore. Per molti, espressioni precedute da regali adatti alla circostanza. Ed uno dei regali da fare, soprattutto tra innamorati, è proprio il CD “Ricordi” appena uscito ad opera del cantautore Mario Gallelli, in arte “Mario Colonna” di Badolato Marina. “Colonna” è il soprannome della sua parentela, meglio riconoscibile così tra gli innumerevoli “Gallelli” che ci sono in paese.

Quello adottato dall’artista Mario Colonna è un genere musicale soffice e carezzevole, tipico dei piano-bar o dei “night club”. I testi tendono al sogno, alla nostalgia e allo struggimento. Non a caso il titolo del CD è proprio “Ricordi”. In una brevissima nota identificativa inviatami proprio per questa “Lettera a Tito n. 317” Mario Colonna così puntualizza i contenuti di questo suo lavoro musicale: “Le canzoni del CD esprimono il rimpianto del cantautore per gli anni della sua gioventù, la nostalgia degli amori vissuti, perduti, mai iniziati. I ricordi gli accarezzano continuamente i pensieri e, senza rumore, lo riportano indietro nel tempo e il presente diventa ieri “. Molto suggestivo, no?…

1-ricordiHo ascoltato attentamente le cinque belle canzoni di questo CD. Tutte superano la durata di 5 minuti. Tutte si rifanno, come attesta la puntualizzazione dello stesso cantautore, al passato … a quella adolescenza, tutto sommato felice, durante la quale si scopre il primo amore e con esso le prime emozioni del sentimento più universale e attrattivo non soltanto per gli esseri umani, ma per tutti gli esseri viventi. Brevemente provo a riassumere le atmosfere e i contenuti, brano per brano.

1 – Prima canzone: RICORDI.

Tutto il CD prende nome da questo brano di esordio, dove si dichiara che “le parole si possono dimenticare, i ricordi no”. E i ricordi emergono, prepotenti, in tutte lei 5 canzoni del CD. Così come riemerge impetuosa l’onda lunga della “nostalgia canaglia”. Nostalgia (o piuttosto struggimento) per gli amori giovanili persi e, in particolare, per il primo indimenticabile amore. Quello nato tra i banchi di scuola e che ha ancora il potere di emozionare, di significare e di avere ancora valore nonostante la distanza di parecchi decenni di silenzio. Quello del primo bacio, primo fiore colto nel giardino dell’amore. Quello che è stato portato via dal treno dell’emigrazione. Lei 13 anni appena ma con tutto il potenziale vibrante della passione innocente e comunque capace di incidere profondamente ed indelebilmente nella vita e per tutta la vita. Strade divise dal destino. Perché non ritornare, adesso, da anziani? … E’ sempre tempo dell’amore!…

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Ma è un ardito interrogativo che si perde, senza risposta, tra le note di questa canzone che ci riporta ai nostri amori primi e primari, cui la nostra memoria si rifugia persino nell’età ultra-matura … chissà perché. (Durata quasi 6 minuti).

2 – Seconda canzone: L’AMORE IN UN RESPIRO.

“Ti ho nascosta nei pensieri miei” … ecco la chiave di tutto il discorso. “Ho seguito la mia strada dove tu non c’eri” … altro tormento. “Ferite mai guarite” … lo stato attuale. “Occhi incontrati, tanti” …. “Favole, troppe” e poi c’è… “l’amore che ti scompiglia il cuore” … un panorama umano e sentimentale da brividi. Ma non basta … “ti cerco ancòra”… Così abbiamo ragione di credere che in questo innamorato (ormai ultra-sessantenne) più che “l’amore in un respiro” ci sia ancora “l’amore in un sospiro” … della serie … “chi prima non ama poi sospira”. E a volte si sospira e ci si strugge per tutto il resto della vita!

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E l’Autore si rammarica del perduto amore, un amore che (per una qualsiasi giustificazione) non si ha avuto la volontà o la prontezza o la decisione di fermare a sé e lo si è lasciato scivolare, andare via. “Le vicende della vita”… “il destino” … cerca di auto-assolversi chi rimpiange. (Durata 5 minuti e 19 secondi).

3 – Terza canzone: INNAMORATA.

“Gli anni verdi ormai volati via” … fanno da sfondo ad una storia d’amore tra il ragazzo e la ragazza più belli della compagnia, in una rovente estate per clima, passioni e sentimenti. Una estate jonica, trascorsa sulla spiaggia, al mare. Lei bella e innocente, il suo piccolo seno ancora acerbo …

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Lei raggio di sole che trafigge ancora, a distanza di una vita, il cuore del ragazzo divenuto uomo ultra-maturo, sepolto dalla solitudine, dai ricordi e dai sogni infranti che si ritrova “ancora oggi” a desiderare quella ragazzina immensamente e perdutamente “innamorata”. (Durata 6 minuti e 15 secondi).

4 – Quarta canzone: SOGNO DENTRO UNA CANZONE.

“Sete d’amore che scoppia nel cuore e che mi ha insegnato a volare con la pioggia e con il sole” … e ancora “La mia voglia di musica è cresciuta con me … “ … Alla ricerca di un amore vero” … In tutto questo struggimento tardivo, l’autore passeggia ancora una volta con i ricordi e si fa consolare dalla compagnia di una chitarra, ancora più struggente di lui. Infatti, egli dice: “Faccio a pugni con la nostalgia” ed avrebbe tanto desiderio di “sciogliersi davanti ad un sorriso” … magari facendo tacere i suoi tanti “perché?” che non cessano di arrovellare la sua esistenza, alla ricerca ancora della semplicità di un amore o di un amore semplice.

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Eppure, tra tutto questo stordimento, emerge una emozione. Lei, sempre e continuamente lei, amore perduto. Ma il sogno di riavere questo amore sta racchiuso, adesso, dentro una canzone. L’anziano innamorato continua a coltivare sogni e speranze nel giardino dei ricordi. (Durata 5 minuti e 20 secondi).

5 – Quinta canzone: DISPERATO AMORE.

Il potere evocativo dei ricordi questa volta ci porta a rivedere romanticamente una ragazzina che aspetta l’innamorato su uno scoglio battuto dalle onde del mare. Lei è vestita di cielo con i colori dell’amore. “Se il mare fosse inchiostro e il cielo foglio bianco non basterebbero per scriverti quanto ancora ti voglio”. Ed è tutta una rincorsa nel cercare di far tornare … “gli anni più belli della nostra gioventù”. Pensa … “Ancora oggi nel tuo paese si ricordano di noi … di quanto eravamo innamorati”. Dai … “Come ogni rondine torna al suo nido, tu torna da me!” …

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Ma, purtroppo, la realtà è ben altra … “sogni spezzati” … “la vita che ci ha divisi”. Irrimediabilmente. Non si può tornare indietro. Resta soltanto la consolazione di aver vissuto un grande amore. (Durata 5 minuti e 15 secondi).

6 – CONSIDERAZIONI GENERALI

Dal punto di vista stilistico, il genere musicale di Mario Colonna è chiaramente quello soffice e suadente dei piano-bar e dei night club con cui intrattenere dolcemente e piacevolmente il proprio pubblico, specialmente gli affezionati al suo “sound”. Una musica seducente e carezzevole che favorisce il riemergere nella memoria ciò che di più bello ci ha resi felici nei tempi andati, specialmente in amore, anche se adesso viviamo nuove storie ma (chissà perché?) sono i primi amori o addirittura il solo primo amore chi ha lasciato emozioni migliori però non più replicabili, quantunque ne andiamo alla costante e forsennata ricerca … anche se sappiamo che le stagioni dell’innocenza sono irripetibili, come l’Eden, la nostra età dell’oro.

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Ci deve far felice soltanto il fatto che sono esistiti e che sono ancora alla base della nostra vita. Ma inseguire questi miraggi non fa certamente bene al proprio animo … tuttavia evocare pare che gratifichi il vuoto dei sentimenti. Specialmente in musica, visto e considerato che specialmente la canzone e la poesia si nutrono di questi paradossi esistenziali. E Mario Colonna è poeta e musicista di particolare sensibilità evocativa. In alcuni tratti somiglia al suo amico di una vita, quell’Andrea Naimo che è, anch’egli, cantautore della nostalgia, benché più ribelle, specialmente nei temi sociali.

In alcuni passaggi canori, Mario ci ricorda vagamente Vasco Rossi, ma nella sostanza è abbastanza originale e non è facile non riuscire monotoni o monocorde se i temi musicali e letterari sono legati al ricordo, allo struggimento, alla vena romantica del desiderio e dei sogni amorosi che non possono avverarsi. Lo struggimento amoroso e canoro di Mario mi ricorda la storia d’amore di Pancrazio e Rosalia che ho descritto il 04 ottobre 2020 in (https://www.costajonicaweb.it/lettere-a-tito-n-300-la-struggente-storia-damore-di-pancrazio-e-rosalia-ritrovatisi-dopo-oltre-60-anni/).

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Ma mi ricorda pure la struggente storia di due innamorati russi, Anna e Boris Kozlov, ritrovatisi nel 2018, anche loro dopo 60 anni di lontananza e di incredibili peripezie ( https://diggita.com/v.php?id=1619814) … come per dire che, a volte (in via del tutto eccezionale), il vero amore davvero non si scorda mai.

E mi chiedo perché le storie d’amore più sono struggenti e più sono coltivate nell’anima delle persone, sicure o illuse che è il primo amore quello che vale ancora e sempre e lo si insegue … magari evitando di valorizzare l’amore che è presente, che ci è accanto e può essere ben vissuto nel concreto. Perché al grande pubblico sono proprio le storie d’amore impossibili, struggenti o evocative che piacciono e fanno “audience” in TV, al cinema, al teatro o nella letteratura in genere, così come nelle canzoni?…

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Sulla custodia del CD c’è scritto che Mario Colonna ha effettuato la registrazione digitale delle 5 canzoni di “Ricordi” da Lory Record (praticamente in proprio). Alla copertina hanno collaborato Pasquale Andreacchio (docente in pensione dell’Istituto Alberghiero di Soverato, anch’egli cantautore e già componente di punta degli Euro Universal dal 1967 al 1974) e di Iside Bellocci. Tale CD è dotato del bollino della SIAE.

7 – Altra canzone: PRIMAVERA 2020

Mario Colonna ha commentato con una video-canzone di oltre 6 minuti la prima fase del lockdown o clausura domestica e sociale imposti dal Covid-19. “Primavera 2020” prende nome tale canzone che il nostro cantautore ha postato su youtube il 19 maggio scorso, ottenendo finora quasi mille visualizzazioni e parecchie condivisioni (https://www.youtube.com/watch?v=oPbBD-DKl0M). Ricordo che altri due cantautori badolatesi hanno postato su youtube una propria canzone su questo periodo storico afflitto dal coronavirus.

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Antonio Laganà ebbe a postare “L’odore di te” il 25 aprile 2020 ( https://www.youtube.com/watch?v=n96i3olH1S4 ) un suggestivo video che abbiano presentato il 28 aprile (https://www.costajonicaweb.it/video-badolato-cz-il-cantautore-antonio-lagana-e-la-musica-ai-tempi-del-covid-19/), mentre Andrea Naimo ha diffuso “Vivere” due settimane dopo il 12 maggio (https://www.youtube.com/watch?v=Rx_OYlCkqns).

8 – CHI E’ MARIO COLONNA

Mario Gallelli (detto Colonna) è geometra e lavora alle dipendenze del Comune di Badolato di Calabria, paese dove è nato 69 anni fa, il 27 febbraio 1952. Quando era adolescente, in qualità di chitarra basso, ha fatto parte della formazione degli “Euro Universal” che il 15 gennaio 1973 (38 anni fa) ha sostenuto (con successo ma senza esito pratico) un provino alla RCA Italiana di Roma per proporre il nuovo genere musicale del “pop-islam” (la musica del futuro, come viene espressamente dichiarato nell’opuscolo del 2016 “Il futuro è pop-islam” – https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/07/3-pagine-interne-1-36-POP-ISLAM.pdf).

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Nei primi anni settanta, assieme al fratello Giuseppe (chitarra ritmica), a Guglielmo Gallelli (tastiere), a Franco Campagna (cantante), a Gianni Guidàra di Soverato (batterista) e al cantautore Andrea Naimo (chitarra solista), ha fatto parte del “clan” della band badolatese “Quinte Colonne” (nome preso dal suo soprannome familiare “Colonna”). La dizione “Colonna” appartiene pure al “Lido Colonna” … lo stabilimento balneare di famiglia sito da oltre 40 anni sulla spiaggia di Badolato Marina. La sua famiglia gestisce pure un forno dove viene realizzato un pane fatto alla maniera della migliore tradizione badolatese con lievito madre e a lunga conservazione. Felicemente sposato, Mario è nonno di tre nipotini (Ilenia, Ivan e Iside).

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Nel cassetto custodisce tante altre canzoni che, si spera, possano essere pubblicate prossimamente. Chi volesse contattare l’artista, questi sono i suoi recapiti: Via Pisani 49 – Badolato Marina (tel. 371-4609042 e 328-0715225 email << mariogal@tiscali.it >>).

9 – SALUTISSIMI

Caro Tito, lo scorso 23 dicembre 2020, il sociologo Franco Guerino Caccia mi ha inviato una copia del suo importante libro “Una buona pratica di cura della non autosufficienza” su cui ti vorrei riferire in una delle prossime lettere. Alla prima pagina interna così ha scritto di proprio pugno: “Al carissimo Mimmo Lanciano, fine intellettuale e prezioso artigiano dell’utopia”. Ringrazio l’amico Franco per la generosità usata nei miei confronti. Ma (tu ormai lo sai bene) mi considero soltanto un “eterno alunno” e un umile “coltivatore diretto” della parola, così come il sito www.ilreventino.it mi ha consentito di definirmi nella sua scheda degli autori: “D. L. è nato nel casello ferroviario di Cardàra, una contrada rurale di Badolato di Calabria, il 4 marzo 1950. Figlio di operai e di contadini, si ritiene contadino e coltivatore diretto del pensiero e della parola che prevalentemente esprime tramite “Lettere” alla maniera degli emigrati. E’ convinto che la “lettera” sia alla portata di tutti e che non comporti ambizioni o particolari stili letterari né giornalistici ma semplicemente l’umile atto del comunicare e di far circolare gli affetti e le idee”.

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E, come umile artigiano o contadino dell’utopia, per l’imminente 14 febbraio (festa degli innamorati) sto preparando un appello universale, quello di “Innamorati di tutto il mondo unitevi” poiché ormai sono fermamente convinto che soltanto chi ama possa salvare il nostro pianeta e la vivibilità sociale! Ne scriverò nella prossima lettera n. 318. Intanto, d’ora in poi, daterò le mie lettere da “Love City” … quella ideale o utopica Città dell’Amore che si rende assolutamente necessaria per fa stare bene e meglio noi stessi, l’umanità e il nostro pianeta. Come sai, caro Tito, “da sempre a sempre” credo e lavoro per la felicità e l’Armonia. A presto, quindi, e tanti cari saluti a te e ai nostri lettori, specialmente a quelli più affezionati a questo sito web e, in particolare, alla nostra rubrica.

Domenico Lanciano (www.costajonicaweb.it)