La non-politica mediterranea di Europa e Italia

 L’arrivo in massa di clandestini è la conseguenza più evidente del disastro mediterraneo; non l’unica, e forse appena l’appariscenza di fenomeni molto più profondi e pericolosi.

 Libia e Iraq… ma no, l’ex Libia e l’ex Iraq, nomi dunque che qui usiamo solo in senso geografico, sono in continua guerra di tutti contro tutti; la Siria resiste per volontà del popolo e dell’esercito, e non dimentichiamo l’aiuto sostanziale della Russia contro le bande di delinquenti. Si salva l’Egitto, trattando come meritano i Fratelli Musulmani e altre maniche di mascalzoni fanatici.

 Bande di delinquenti che i giornali italiani ed europei chiamavano “opposizione democratica”! E già, alla fine siamo di fronte all’effetto funesto dell’esportazione della democrazia, cara agli Americani. Per esportare, hanno distrutto l’Iraq, che versa nell’anarchia; poi, alla prima notizia fasulla che suonava bene alle loro orecchie, la Francia di Sarkozy e gli USA di Obama hanno devastato la Libia; c’erano anche la Gran Bretagna, che dal 1942 è al rimorchio degli USA; e l’Italia, che da alleata di Gheddafi divenne in mezzora nemica: un evidente caso di 8 settembre continuo.

 L’ONU, patetico ente inutile, aveva – ridete con pena – indetto le elezioni libiche per il 24 dicembre 2021. Ahahahahahahahahah!

 L’Europa? Che fa, l’Europa? Niente in quanto Europa (?)Unita, e niente in quanto singoli Stati. I clandestini se li piglia tutti l’Italia, dove molti ci campano sopra in fatto di soldi (qualcuno, ogni tanto, finisce in galera), e qualcuno in fatto di immagini. Arrivano, e dopo un poco si disperdono nel territorio… territorio italiano, perché gli altri difendono le frontiere: alla faccia dell’Unione!!!

 C’è una politica mediterranea dell’Europa? No. Dell’Italia, no. Ma perché la politica estera è roba per gente robusta e decisa, non i nostri anonimi promossi ministri: e non mi riferisco solo a Di Maio. Gli ultimi a fare un poco di politica estera mediterranea, e con un poco d’indipendenza nazionale, furono Andreotti, Moro e Craxi: e riflettete sulla loro sorte personale. Vediamo, cari lettori, chi ci arriva.

Ulderico Nisticò