“La notte corta” all’Oratorio di Soverato

Batte il suo quarto ciak “La notte corta” lunedì 11 giugno alle ore 21:00 nel Salone dell’oratorio di Soverato organizzata dalla Commissione Cultura con il forte impegno di Luca Messinó e Antonio Cordeiro. Manifestazione iniziata nel lontano 2014 che vede protagonisti i cortometraggi realizzati dai ragazzi dell’oratorio e da chiunque voglia mettere alla prova le proprie doti di regista o attore.

Cinque i lavori in gara. Virtual reality realizzato dal terzo liceo, Parodisney dalla terza media, Parasomnia da un gruppo misto, Influenzati al maaassimo dal secondo liceo, Ziparo ziparoschi dal primo liceo. Una serata ricca di eleganza ed entusiasmo, che porta il pubblico lontano dalla realtà cittadina, all’interno della più acuta immaginazione. <<Un’attività squisitamente salesiana che ha posto al centro la fantasia e la gioia, mettendo a frutto i talenti che ognuno ha ricevuto e che mette a disposizione degli altri>> nelle parole del responsabile delle attività oratoriane Don Michele Anfossi salito sul palco per dare il suo saluto.

Vince su tutti il corto Parasomina che porta a casa innumerevoli statuette: miglior regia, miglior sceneggiatura, miglior montaggio e miglior cortometraggio. Si sono distinti i giovanissimi della terza media che portano a casa la statuetta di miglior attore, con Giuseppe Mosca, e miglior attrice, con Alessandra Procopio. <<La collaborazione tra i ragazzi è la cosa più bella, quindi sono tutti vincitori coloro che hanno partecipato>> conclude Don Michele ringraziando tutti i presenti e dando appuntamento all’anno prossimo.

Momento più emozionante della serata il regalo che i due ideatori della manifestazione hanno voluto lasciare ai ragazzi. Due video di Lorenzo Procopio e Vincenzo Di Pietro che, lontani per motivi di studio e lavoro, hanno dato un grosso in bocca al lupo ai nuovi organizzatori della manifestazione, a testimonianza che l’oratorio è famiglia che accoglie e forma continui cicli di generazioni le quali, così come passano gli anni, passano di mano in mano la palla in un enorme campo da gioco chiamato vita.

Floriana Ciccaglioni

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