La pietà popolare a Petrizzi

In una gradevole giornata di primavera, preludio di un’estate ormai alle porte, le vie di Petrizzi, vestite a festa, regalano colori e profumi espressione di quell’immenso patrimonio culturale calabrese in disfacimento che tuttavia permane in alcuni piccoli centri interni. L’ameno borgo delle preserre, forte delle proprie tradizioni e della propria caratteristicità, riprende da alcuni anni quelle infiorate già simbolo dei centri dei castelli romani, delle Marche, dell’Umbria, della Toscana e della Sicilia, offrendo per un giorno ai residenti quanto ai casuali viandanti, creazioni uniche  frutto di laborioso impegno. Ai classici “altarini”allestiti usando pregiati drappi tessuti a telaio e ricamati a mano, lungo tutte le vie attraversate dalla suggestiva processione, artisti del disegno, semplici volontari ed infioratori esperti hanno abbinato splendide realizzazioni floreali che in taluni casi, tenendo conto del tempo necessario all’approvvigionamento della materia prima, hanno richiesto più giorni di lavoro. Dalle infiorate di piccole dimensioni a quelle più grandi occupanti in estensione diversi metri quadrati, da quelle delle centralissime Piazza Regina Elena e via SS. Trinità a quelle periferiche, sono stati la fattiva collaborazione unitamente alla devozione a far sì quanti impegnati nelle più disparate mansioni potessero realizzare vere e proprie opere d’arte. Suggestiva la deposizione dei fiori a mo’ di tappeto lungo le “rughe” al cospetto dell’Ostensorio portato dal Sacerdote accompagnato dall’Arciconfraternita Maria SS. dei Sette Dolori, alta la partecipazione popolare. Regina indiscussa della solennità del corpo e del Sangue del Signore, la gialla ginestra, semplice ma tenace, tipica generalmente della nostra macchia mediterranea ma in talune zone ancor più bella che in altre. Se anche Petrizzi al pari di altri paesi, dimentico della propria storia millenaria, tanto, in usanze, consolidate abitudini, tradizioni ha con leggerezza rimosso, ripudiato e abbandonato, altrettanto preserva, ricorda, difende, conscio che usi e costumi di un popolo vanno gelosamente salvaguardate e per obbligo morale tramandate.

Massimiliano Giorla

foto Corpus Domini 002

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