La polverizzazione del PD, e degli altri

 Polverizzazione fu un termine politologico nato nella Polonia degli anni seguenti alla morte di Pilsudski (1935), e che, tra miriadi di partiti in continua scissione, condusse alla dittatura di un tal Beck, il quale si fece gabbare dalla Francia e concluse la sua misera vita politica con il disastro del 1939. 

 Sperando di evitare un “finis Poloniae” del 1939 o quell’altro del 1772-94, anche noi siamo in piena polverizzazione, gli Italiani. Ora è il turno del PD, comunque destinato prima o poi alla scissione, quand’anche per il momento trovassero una pezza a colore per andare avanti e rinviare il decesso.

 C’erano una volta i partiti, e se uno era fascista s’iscriveva al MSI; se era comunista, al PCI; se era socialista, al PSI; se era liberale, al PLI, eccetera. S’iscriveva, pagava la quota, riceveva una tessera che fungeva in qualche modo da bandiera; e credeva, o a furia di frequentare credeva di credere a Mussolini, a Stalin eccetera. Meno definita, la DC; però alla vaghezza delle idee supplivano una robusta organizzazione del potere e il Manuale Cencelli.

 Poi i partiti degenerarono per due ragioni: la gente credette sempre di meno; e serpeggiò la corruzione. Esplose tangentopoli, evento per il quale non andò in galera nessuno a causa dell’incapacità dei procuratori di dimostrare l’ovvio e del fatto che essi procuratori stavano in televisione e non in ufficio; però causò la fine dei partiti vecchi.

 Al posto dei partiti, nacquero le liste elettorali, con questo metodo: si piglia chiunque e la qualunque, si sorvola sopra ogni aspetto ideologico e figuratevi se ideale, e si arraffa qualche posto di governo e sottogoverno. L’esempio peggiore, almeno per quanto mi riguarda, fu Alleanza Nazionale del 1995.

 Trattandosi di liste e basta, i nuovi partiti si diedero un minimo comun denominatore quasi zero. La poco dianzi vituperata AN infilò nei suoi principi Gramsci, De Gasperi, Gentile e lo Scemo del Villaggio, tanto erano tutti uguali come il pastone (in dialetto, vrodata). E se io oggi, abbigliato di orbace e stivaloni e fasci littori appesi al collo, mi presentassi da Forza Italia o dal Partito Democratico e spiegassi che “porto voti”, farebbero finta che io sia nudo e mi nominerebbero subito dirigente di qualcosa.

 Questi machiavellismi della domenica, nati così male, non potevano durare, e non durano. Gli attuali sedicenti partiti sono, infatti, meri apparati dirigenti, generali senza esercito, eletti solo grazie a pateracchi procedurali e designazioni. Non avendo principi, non hanno neanche conseguenze: perciò al loro interno non nascono analisi, e tanto meno soluzioni dei problemi.

 Il PD nacque, con vari nomi, da quello che una volta si chiamava cattocomunismo, e che, per mettere assieme due idee del tutto diverse e in molte cose antitetiche e inconciliabili, usava un generico buonismo e un incomprensibile apparato di sofismi e intellettualismi. Tenuto assieme con gli spilli, ai primi scossoni, addio.

 Non è che dall’altra parte sia meglio, se Berlusconi e Salvini sono d’accordissimo su tutto… tranne che su questa bazzecola: l’euro! Figuratevi cosa succederebbe, se andassero al governo!

Ulderico Nisticò

 

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